paroli chiave: oxford, brookes, tesco, morell hall, turing building, safety critical system, friends, trip, party
In questo post desidero, inanzitutto, ringraziare tutti gli amici che hanno condiviso con me la meravigliosa esperienza alla Oxford Brookes University, ed in secondo luogo analizzare ciò che ha caratterizzato quel periodo in Uk.
Oxford: la città delle università. Pensate che qui ce ne sono a dozzine, una diversa dall'altra, con determinati indirizzi, determinata storia e vecchiaia.
Brookes: Oxford Brookes University, l'università in cui sono stato. Che dire, organizzata come una fabbrica di orologi svizzeri, chiedete agli amici che mi sono venuti a trovare. C'era di tutto: dalle aule per le lezioni (naturalmente) ai bar, alle sale relax, alle "room" per le conferenze, ai centri sportivi, hall, reception, computer ovunque. Pensate che una volta sono entrato, con il mio badge, alle 4 di notte e ho tranquillamento utilizzato le postazioni internet. Insomma, potevi fare quello che volevi e a qualsiasi ora. Tutto è ben lontano dal modello accademico italiano.
Tesco: è una delle catene di supermercato più affermata delterritorio. Il giro era sempre quello: reparto dolci, reparto pasta e sughi, reparto formaggi, reparto surgelati per acquisto gelati e ogni tanto pizza (non era un granchè), reparto carni, bacon (d'obbligo per la sera), reparto verdura per acquisto peperoni per piatti tipici (di che?!? - mi piacevano col riso), reparto frutta (3 secondi per passarlo) ed infine, aimè, cassa dove ti controllavano per filo e per segno la carta di credito con la carta d'identità. Una eccitante esperienza.
Morell hall: la serie di villette a schiera in cui vivevo. Ragazzi quello si che era un residence. La reception era aperta 24 ore congiuntamente alla sala computer in cui potevi chattare in qualsiasi momento dato che il 30% degli studenti era giapponese... Ogni villetta aveva 3/4 "flat" in cui vivevano tipicamente 5 studenti. Io ero con 3 inglesi ed una ragazza italiana. Naturalmente quest'ultima era la più simpatica dato che gli inglesi sono freddi come una vodka a 40 gradi. La mia stanza era più un ritrovo degli "italiani" di Morrell Hall, una sorta di pub sempre aperto. Insomma, un bell'ambiente in cui vivere...
Turing building: il palazzo (ad 1 piano) dedicato al tanto citato Alan Turing in cui si trovata il "department of Computer Science" della "Oxford Brookes University". Qui i primi giorni ho avuto l'onore di parlare con il preside di facoltà, nel suo lussuoso ufficio, che gentilmente mi ha risolto qualche problema burocratico che la mia università italiana aveva realizzato. Ogni insegnante aveva la sua stanzetta in cui lavorava e riceveva gli studenti. A fianco al Turing Building c'era la biblioteca della facoltà "School of Technology", praticamente mastodontica. Spesso stavo ore e ore a sfogliare i libri di informatica senza capire perchè realmente lo facessi. Mi piaceva farlo dato che sapevo benissimo che sarebbe stata dura ripetere la situazione.
Safety critical system: uno dei corsi che ho seguito che parlava di sicurezza dei sistemi critici. Descriveva i vari disastri che l'informatica ha provocato nel corso degli ultimi anni, come il disastro del Terrach. Insomma interessante da seguire, anche se la didattica inglese non è delle migliori, almeno paragonata a quella italiana.
Friends:numerosissimi. Ho conosciuto gente inglese, giapponese, francese, maltese, greca, cinese, spagnola... praticamente da qualsiasi parte del mondo. I giapponesi popolavano le stanze di qualsiasi Hall dell'università. I più freddi erano gli inglesi e giustamente i più caldi gli spagnoli.
Trip: numerosi viaggi in Uk. Dopo essere stati a Stonenghe e aver visto gli enormi massi in mezzo ad un prato sperduto, e dopo essersi chiesti come avevano fatto migliaia di anni fa a portarli li, è stata la volta di Winchester e della tavola rotonda di Re Artù. Naturalmente London city è stata visitata parecchie volte, per filo e per segno. Onestamente una bella città, soprattutto vista dal "the big eye", ma onestamente preferisco altri capitali europee.
Party: a base di alcol e di divertimento. Erano molti i party che si organizzavano clandestinamente dalla sicurezza, che ogni tanto ci scopriva e esclamava: "ragazzi non si possono fare i party. Vi sembra un party questo? direi di si, questo è un party, quindi perlomeno fate silenzio e rispettate chi dorme o chi vuole studiare". Naturalmente la sicurezza aveva il passpartout e quindi era impossibile nascondersi, ma una volta chiusa la porta, il tutto ricominciava.
Ragazzi che dire, un'esperienza indimenticabile, sicuramente da consigliare a chi si vuole fare le ossa a vivere da solo, a divertirsi fuori dagli schemi tipici italiani, insomma, da provare.
Auguro a tutti una simil esperienza e ringrazio tutti i ragazzi che mi hanno sopportato, che mi hanno sostenuto e che mi hanno capito. Grazie
Etichette: memories, Oxford