lunedì, dicembre 26, 2005

Blackjack for dummies

In questo gioco conta molto la tecnica e poco la fortuna. Il Blackjack è in assoluto il gioco più conveniente. La fortuna gioca la sua parte ma la componente di abilità è determinante.
Le percentuali di vincita:
I guadagni del Casinò sono nell'ordine dell' 8-10% delle somme scommesse. Il guadagno del giocatore che usa le tabelle blackjack si aggira intorno allo
0.15%. L'applicazione delle tabella vi consente di risparmiare nel lungo termine
all'incirca il 10% delle somme che scommettete! Un esempio:
Se scommettete 5 euro al colpo, con una media di 50 colpi l'ora, guadagnerete
circa 100 Euro in 4 ore. Con 10 euro al colpo guadagnerete 200 euro in 4 ore.

Perchè i casinò non eliminano il BlackJack?
Semplicemete perchè la stragrande maggioranza dei giocatori non utilizza tabelle
probabilistiche per giocare ma si basa solo su intuito e fortuna. Di conseguenza le probabilità di vincita dei casino salgono e il loro bilancio continua ad essere ampiamente attivo. Se tutti usassero le tabelle il blackjack sarebbe destinato a sparire.

Come funziona il BlackJack?
Il tavolo del blackjack è diviso in sette caselle poste in un semicerchio. In queste caselle vengono eseguite le puntate. Per ogni casella è previsto un giocatore.Al massimo sette. Le carte usate sono 312 del tipo francese. A questo punto il banchiere inizia la distribuzione e, procedendo da sinistra verso destra, ne dà una per ciascuna casella e ne prende una per sé. Le carte sono tutte scoperte. Poi passa ad effettuare una seconda distribuzione, ma questa volta a carte coperte. Il valore delle carte è il seguente:
L'asso vale 1 o 11 a seconda della situazione.
Le carte dal 2 al 10 valgono il loro valore.
Le figure contano 10.
Ora bisogna chiedere altre carte cercando di avvicinarsi il più possibile al 21
ossia il blackjack. Se si supera il 21 si perde tutto ossia si sballa. Il 21 viene raggiunto con la somma delle carte oppure con un Asso + 1 figura. Il ventuno con due carte è l'ambito blackjack. In caso di blackjack il banco non può fare altro che cercare il pareggio, altrimenti perde. A questo punto il banco paga le poste vincenti e ritira quelle perdenti.

Per un'analisi approfondita e per l'elenco delle tabelle è possibile visitare il seguente link: blackjack

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sabato, dicembre 24, 2005

Fra dire e il fare c'è di mezzo il ...... natale

Anche quest'anno il Natale è arrivato, ma che fatica per fare "i doni obbligati".
Avete mai pensato a un bel water-trono in radica? Costo 10mila dollari.
I-pod con brillanti, 12.5 mila dollari.
Oppure, se proprio siete in bolletta, un bel reggiseno tempestato di diamanti alla modica somma di 12 milioni e mezzo di dollari.
Oppure un "porta hardware" in oro massiccio da 15mila?.

E per i bimbi? Un elicottero in peluche a poco piu' di mille euro.
O una BMW giocattolo, poco piu' di 1.500 dollari.

Recentemente, all'University College di Londra e' stata elaborata una formula matematica secondo la quale se pensi di far colpo con un regalo costoso, sbagli, è facile che il beneficiario incassi e scappi.
E ti credo, se un deficiente vi regala un elicottero di peluche...

Comunque fra dire e il fare c'è di mezzo il Natale. Purtroppo quest'anno ho potuto constatare che parecchie persone parlano, parlano, ma quando c'è da fare, allora per un motivo, giustificabile o meno che sia, o per l'altro, si tirano indietro. Il natale non si tira indietro, fra il dire e il fare c'è sempre di mezzo il natale.

Con questo non voglio dire che non si debba più parlare perchè poi la gente ti possa dire: "Sei una chiacchera". Potrebbero essere tante le motivazioni che non portano a fare una cosa. In linea di massima, le giustificazioni plausibili sono poche...
Fra dire e il fare c'è di mezzo il natale. Quest'anno ne ho sentite parecchie di chiacchiere, peccato, ci ho fatto un pò la mano. Ma rimango dell'idea che fra dire e il fare c'è di mezzo il natale. Non sono una persona che ama il consumismo, natalizio o altro che sia, comunque se il Natale c'è, ed è sempre puntuale, ci sarà un motivo.

Il mio invito è quello di essere coerenti con quello che sidice, o almeno cercare di esserlo. Ripeto, non sempre si può fare quello che si dice, ma non è tollerabile non provare a fare quello che si dice. Io naturalmente prendo in considerazione la classe dei pensieri seri, al di fuori delle discussioni "divertenti". Inoltre la stessa regola vale per me ed invito chiunque a farmi presente quando sono una "chiacchera".

Fra dire e il fare c'è di mezzo il natale.

Buon natale a tutti

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lunedì, dicembre 19, 2005

Ingegneria sociale: ovvero come avere un long island gratis in discoteca...

Termini chiave: ingegneria sociale; cocktail.

Nel campo della sicurezza informatica per ingegneria sociale (dall'inglese social engineering) si intende lo studio del comportamento individuale di una persona al fine di carpire informazioni. Un ingegnere sociale (social engineer) per definirsi tale deve saper fingere, sapere ingannare gli altri, in una parola saper mentire. Un social engineer è molto bravo a nascondere la propria identità, fingendosi un'altra persona: in tal modo egli riesce a ricavare informazioni che non potrebbe mai ottenere con la sua identità reale. Nel caso sia un hacker, può ricavare informazioni attinenti ad un sistema informatico. Il social engineering è quindi una tecnica per ricavare informazioni molto usata dagli hacker esperti, e dato che comporta (nell'ultima fase dell'attacco) il rapporto più diretto con la vittima, questa tecnica è una delle più importanti per carpire informazioni. In molti casi il cosiddetto ingegnere potrà riuscire a ricavare tutto ciò che gli serve dalla vittima ignara.

Long Island è un nome molto comune di isole; tra le principali:
Long Island - Antigua e Barbuda
Long Island - Arcipelago delle Bahamas
Long Island - Canada
Long Island - Nuova Zelanda
Long Island - Papua Nuova Guinea
Long Island - USA
Il Long Island è anche un cocktail, il suo nome completo è Long Island Ice Tea.

Dopo aver fornito gli strumenti base di un attacco di ingegneria sociale, vi racconto cosa mi è successo sabato sera in una discoteca nei pressi del duomo a milano.

Analizziamo l'attacco.
Ero tranquillamente seduto quando la musica inizò a scaldare centinaia di erasmus che erano accorsi per una serata tipica di studenti in quel di Milano. Ero riuscito ad entrare gratuitamente nel locale grazie alla mia tessera di studente della Oxford Brookes University. Dopo essermi ambientato mi spinsi nella folla con degli amici e la serata iniziò all'insegna del divertimento. Dopo un paio d'ore di continui movimenti a ritmo di musica, per lo più scordinati, decisi di prendere un drink.
Un long island per favore.
Mi ritrovai con un bicchiere di Smirnoff e sprite. Non essendo schizzinoso lo accettai e iniziai a sorseggiare l'atipico cocktail. Il bicchiere era metà vuoto, anzi metà pieno. Lo posai sul tavolo e mi buttai nella folla. Con l'occhio sempre vigile, rivolto verso quel bicchiere, osservai che uno pseudo cameriere, all'incirca 55-enne, senza esitare più di tanto, mi portò via quella prelibatezza che avevo pagato soldoni. Allora, preso dalla rabbia, dopo essermi gonfiato e diventato verde come l'incredibile Hulk, rincorsi il piccolo cameriere in nero (c) e da li iniziò l'attacco:
L - Mi scusi, mi ha portato via un bicchiere che era mezzo pieno.
C- Guardi è impossibile.
L- No guardi le assicuro che mi ha portato via un bicchiere di long island mezzo vuoto.
C - Ripeto, è impossibile, sto attento a prendere solo i bicchieri vuoti.
L - Guardi, le assicuro che il bicchiere non era vuoto (con una pacca sulla spalla, più orientata verso il petto).
C - Guarda, il bicchiere era assolutamente vuoto e poi tenga giù le mani...
L - Ok, allora mi chiami un responsabile.
Naturalmente C, disinteressato prende la larga. Allora mi diressi verso un buttafuori, gli raccontai il problema e mi chiamò il responsabile del locale (R).
L - Guardi un suo cameriere mi ha portato via un bicchiere mezzo pieno.
R - Chi era il cameriere? (per vedere se lo prendevo in giro?
L - Un tizio un po' anzianotto, con pochi capelli..
R - Ah, mi scuso per lui, venga con me...(mi accompagnò al bancone)
R - Ecco, cosa aveva ordinato?
L - Un long island.
R - Un long island per il ragazzo...
R - Mi fa vedere la sua tessera, quella rossa delle consumazioni, per favore? (voleva verificare se avevo pagato la prima consumazione)
L - Ecco a lei.
R - Perfetto, questo è il suo cocktail, long island le auguro una buona serata.
L - La ringrazio, buona serata a lei.
Ecco come ho ottenuto un secondo cocktail. Naturalmente la storia è vera, il bicchiere era veramente mezzo vuoto, comunque quanto raccontato può essere tranquillamente un attacco di ingegneria sociale vero e proprio, per avere un cocktail gratis.

Ricordate però: prima pagate il primo cocktail e solo dopo averlo finito potete provare l'attacco. Mi raccomando, scaturite un pochino l'ira del cameriere, con una pacca o qualcos'altro: questo può esservi d'aiuto qualora l'attacco non vada a buon fine, per poter dire che il cameriere è stato arrogante....

Buona bevuta...

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venerdì, dicembre 16, 2005

Stereoscopia di un Hirudo

Ieri sono stato nel laboratorio di morfologia umana dell'università per l'acquisizione di stereoscopie di un filamento di hirudo per l'elaborazione 3d. Ok, andiamo piano. Inanzitutto definiamo cosa è la stereoscopia.

La fotografia stereoscopica
consiste in una ripresa e successiva restituzione effettuata in analogia del sistema binoculare umano. Si tratta in pratica di realizzare due diverse immagini da punti di ripresa diversi, ma sul medesimo asse e opportunamente scostati. Così come noi siamo in grado di rilevare la profondità grazie alla contemporanea visione e confronto delle due immagini che ci giungono dagli occhi, così anche la fotografia effettuare due differenti riprese che contengono informazioni solo parzialmente coincidenti (in quanto disallineate). Se poi osserviamo contemporaneamente le due riprese, ma separatamente l'immagine di sinistra con l'occhio di sinistra e l'immagine di destra con l'occhio di destra... saremo in condizione di ripristinare il normale meccanismo di visione e di valutazione delle distanze cui siamo abituati.

Gli Irudinei sono ectoparassiti ematofagi di animali a sangue caldo e vivono nelle acque dolci. Un tipico rappresentante è Hirudo medicinalis, la comune sanguisuga dei nostri climi. La metameria non è così evidente, almeno dall'esterno. La bocca è circolare e provvista di dentelli calcarei. Produce un potente anticoagulante per meglio succhiare il sangue. Una volta nutrite, le sanguisughe possono rimanere per mesi senza prendere cibo.

L'esperimento è partito ponendo su un portacampioni metallico circolare, dei frammenti di tessuti cellulari di un Hirudo e con un macchinario apposito a centrifuga, è stato ricoperto di oro per favorire l'acquisizione stereoscopica. Poi, con il microscopio a scansione, abbiamo ottenuto differenti immagini fra le quali una è quella che vi propongo. E' stata un'esperienza affascinante, diversa e da ripetere. Il perchè dell'utilizzo dell'Hirudo è Top Secret...

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mercoledì, dicembre 14, 2005

Oxford memories

paroli chiave: oxford, brookes, tesco, morell hall, turing building, safety critical system, friends, trip, party

In questo post desidero, inanzitutto, ringraziare tutti gli amici che hanno condiviso con me la meravigliosa esperienza alla Oxford Brookes University, ed in secondo luogo analizzare ciò che ha caratterizzato quel periodo in Uk.

Oxford: la città delle università. Pensate che qui ce ne sono a dozzine, una diversa dall'altra, con determinati indirizzi, determinata storia e vecchiaia.
Brookes: Oxford Brookes University, l'università in cui sono stato. Che dire, organizzata come una fabbrica di orologi svizzeri, chiedete agli amici che mi sono venuti a trovare. C'era di tutto: dalle aule per le lezioni (naturalmente) ai bar, alle sale relax, alle "room" per le conferenze, ai centri sportivi, hall, reception, computer ovunque. Pensate che una volta sono entrato, con il mio badge, alle 4 di notte e ho tranquillamento utilizzato le postazioni internet. Insomma, potevi fare quello che volevi e a qualsiasi ora. Tutto è ben lontano dal modello accademico italiano.
Tesco: è una delle catene di supermercato più affermata delterritorio. Il giro era sempre quello: reparto dolci, reparto pasta e sughi, reparto formaggi, reparto surgelati per acquisto gelati e ogni tanto pizza (non era un granchè), reparto carni, bacon (d'obbligo per la sera), reparto verdura per acquisto peperoni per piatti tipici (di che?!? - mi piacevano col riso), reparto frutta (3 secondi per passarlo) ed infine, aimè, cassa dove ti controllavano per filo e per segno la carta di credito con la carta d'identità. Una eccitante esperienza.
Morell hall: la serie di villette a schiera in cui vivevo. Ragazzi quello si che era un residence. La reception era aperta 24 ore congiuntamente alla sala computer in cui potevi chattare in qualsiasi momento dato che il 30% degli studenti era giapponese... Ogni villetta aveva 3/4 "flat" in cui vivevano tipicamente 5 studenti. Io ero con 3 inglesi ed una ragazza italiana. Naturalmente quest'ultima era la più simpatica dato che gli inglesi sono freddi come una vodka a 40 gradi. La mia stanza era più un ritrovo degli "italiani" di Morrell Hall, una sorta di pub sempre aperto. Insomma, un bell'ambiente in cui vivere...
Turing building: il palazzo (ad 1 piano) dedicato al tanto citato Alan Turing in cui si trovata il "department of Computer Science" della "Oxford Brookes University". Qui i primi giorni ho avuto l'onore di parlare con il preside di facoltà, nel suo lussuoso ufficio, che gentilmente mi ha risolto qualche problema burocratico che la mia università italiana aveva realizzato. Ogni insegnante aveva la sua stanzetta in cui lavorava e riceveva gli studenti. A fianco al Turing Building c'era la biblioteca della facoltà "School of Technology", praticamente mastodontica. Spesso stavo ore e ore a sfogliare i libri di informatica senza capire perchè realmente lo facessi. Mi piaceva farlo dato che sapevo benissimo che sarebbe stata dura ripetere la situazione.
Safety critical system: uno dei corsi che ho seguito che parlava di sicurezza dei sistemi critici. Descriveva i vari disastri che l'informatica ha provocato nel corso degli ultimi anni, come il disastro del Terrach. Insomma interessante da seguire, anche se la didattica inglese non è delle migliori, almeno paragonata a quella italiana.
Friends:numerosissimi. Ho conosciuto gente inglese, giapponese, francese, maltese, greca, cinese, spagnola... praticamente da qualsiasi parte del mondo. I giapponesi popolavano le stanze di qualsiasi Hall dell'università. I più freddi erano gli inglesi e giustamente i più caldi gli spagnoli.
Trip: numerosi viaggi in Uk. Dopo essere stati a Stonenghe e aver visto gli enormi massi in mezzo ad un prato sperduto, e dopo essersi chiesti come avevano fatto migliaia di anni fa a portarli li, è stata la volta di Winchester e della tavola rotonda di Re Artù. Naturalmente London city è stata visitata parecchie volte, per filo e per segno. Onestamente una bella città, soprattutto vista dal "the big eye", ma onestamente preferisco altri capitali europee.
Party: a base di alcol e di divertimento. Erano molti i party che si organizzavano clandestinamente dalla sicurezza, che ogni tanto ci scopriva e esclamava: "ragazzi non si possono fare i party. Vi sembra un party questo? direi di si, questo è un party, quindi perlomeno fate silenzio e rispettate chi dorme o chi vuole studiare". Naturalmente la sicurezza aveva il passpartout e quindi era impossibile nascondersi, ma una volta chiusa la porta, il tutto ricominciava.

Ragazzi che dire, un'esperienza indimenticabile, sicuramente da consigliare a chi si vuole fare le ossa a vivere da solo, a divertirsi fuori dagli schemi tipici italiani, insomma, da provare.

Auguro a tutti una simil esperienza e ringrazio tutti i ragazzi che mi hanno sopportato, che mi hanno sostenuto e che mi hanno capito. Grazie

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martedì, dicembre 13, 2005

Pubblicità, figure, uccelli e...110 e lode

Avete presente la pubblicità di Del Piero, quella dell'acqua uliveto?
Bhe inizio da qui per raccontarvi a cosa ho assistito oggi (per fortuna non ero io il protagonista).

Del Piero sposami che al tuo uccello ci penso io!


Del Piero l'uccello sulla spalla te lo mettiamo noi!!


Questi sono solo due dei tanti slogan contro Del Piero: è probabile trovarli negli stadi, sentirli fra le tifoserie.
Nel pomeriggio di eri sono stato ad una seduta di laurea di un amico, caro amico. Stava discutendo la propria tesi e ad un certo punto ha tirato fuori il discorso della pubblicità, analizzando quella della "Uliveto" di Del Piero.
Fin qui nulla di strano. Ad un certo punto un professore pone una domanda al candidato il quale, durante il discorso, pronunica la frase "...l'uccello di Del Piero...".
Direi una simpatica partesi nella seduta di laurea che ha letteralmente sconvolto platea e docenti che, senza scomporsi più di tanto, erano in un evidente stato di imbarazzo. Naturalmente nulla di grave, ma provate ad essere voi i protagonisti della storia... che figura...

Comunque un complimento al mio amico che si è laureato a pieni voti nonostante la gaff...

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domenica, dicembre 11, 2005

Ernesto "Che" Guevara


Di seguito una piccola biografia del comandante dell'esercito cubano, solo una biografia e nessuno schieramento politico, solo per cercare di capire chi era veramente il "Che".

Il 14 giugno 1928 Ernesto nasce in Argentina, in una clinica di Rosario, nella provincia di Santa Fè. E' il primogenito dell'architetto-ingeniere socialista di origine irlandese Ernesto Guevara Lynch e della nobildonna cattolica di origine spagnola Celia de la Serna Losa. Vivono nel nord-est dell'Argentina, nella grande e verde Foresta di Missiones, al confine con il Brasile. Nasceranno altri quattro figli: Celia, Roberto, Ana Maria e Juan Martin.

Fina da piccolissimo Ernesto è perseguitato dall'asma, e così la famiglia emigra ad Alta Gracia de Còrdoba, località montana dove Ernesto vive e studia dai 5 ai 16 anni d'età. Poi, nel 1944, tutta la famiglia si trasferisce nella capitale Buenos Aires. Nel 1945 Ernesto si iscrive prima a ingegneria, come voleva il padre, quindi nel 1946 a medicina, come gli suggeriscono alcuni amici.

Dal 1947 al 1951 lavora come infermiere per mantenersi gli studi. Tutto l'anno 1952 con l'amico biologo neolaureato Alberto Granados, viaggia per l'America Latina, a bordo di una moto e di vari mezzi di fortuna. Nella primavera 1953, a 24 anni, si laurea in medicina a Buenos Aires con una tesi sull'asma e sulle allergie. Nell'estate 1953 riparte per il suo secondo viaggio latino-americano. (Nel frattempo, il 26 luglio 1953, Fidel Castro Ruz inizia il processo rivoluzionario cubano attaccando la caserma del golpista Batista, a Santiago de Cuba: su 120 attaccanti, quasi 100 vengono uccisi; Fidel e gli altri superstiti vengono imprigionati, ma dopo due anni saranno amnistiati). Guevara apprende dai giornali dell'esistenza di Fidel: ha per lui una grande ammirazione.

Nel 1954 Ernesto è in Guatemala, dove conosce l'affascinante intellettuale marxista peruviana Hilda Gadea Acosta,, la quale prima lo educa politicamente e poi lo sposa a Città del Messico nel 1955. Qui gli presentano Raul Castro Ruz, che a sua volta gli presenta Fidel (i due fratelli erano appena usciti dalle prigioni batistiane dopo il fallito attacco alla Caserma Moncada di Santiago de Cuba). Ernesto non conosce Cuba, ma chiede a Fidel di essere arruolato come medico nella spedizione per la liberazione della repubblica cubana. Il giorno di San Valentino del 1956 nasce la primogenita Hilda Beatriz Guevara Gadea, detta Hildita, che da adulta diventerà bibliotecaria nella "Casa de las Americas" all'Avana, e che morirà di tumore al cervello a soli 39 anni: anche la madre era scomparsa per lo stesso motivo.

Nel giugno 1956 Ernesto viene arrestato a Città del Messico assieme a Fidel e ad altri, a causa di un banale permesso scaduto: restano in prigione per due mesi, e qui inizia ad essere chiamato "Che" dagli amici cubani (la paroletta "che" è un tipico intercalare argentino: come il "ciò" per i romagnoli o i veneti). Da questo momento inizia l'epopea cubana di Che Guevara; all'alba del 25 novembre 1956 salpa il battello "Granma" con 82 giovani a bordo. Sbarcano ai piedi della Sierra Maestra Cubana il 2 dicembre 1956.

Dopo le prime sconfitte iniziano le prime vittorie. Il biennio 1957 - 58 è pieno di scontri coi soldati batistiani. La battaglia decisiva avviene nella città di Santa Clara alla fine del 1958. Il trionfo della Revoluciòn coincide con la festa del 1° gennaio 1959, quando il dittatore Batista fugge da Cuba.

In maggio Ernesto divorzia da Hilda Gadea Acosta e in giugno si sposa con Aleida March Torres, partigiana cubana conosciuta durante la battaglia di Santa Clara; da lei avrà quattro figli: Aleida, Celia, Camilo, Ernesto (tutti viventi a Cuba, e spesso ospiti in Italia).

Nel 1959 Guevara è presidente del Banco Nacional: firma le banconote col nome di battaglia "Che" (ora rarità da collezionisti). Nel 1960 Alberto Diaz Gutierrez, detto Korda, gli scatta la famosa foto che tutto il mondo conosce attraverso i posters. Nel 1961 diventa ministro dell'industria. Nel 1962 - 63 - 64 parla all'ONU e visita numerosi paesi; durante uno scalo tecnico si ferma a Roma e visita in incognito San Pietro in Vaticano. Nel 1965 è in Congo come consulente militare, ma poi torna a Cuba. Nel 1966 parte per la Bolivia con l'argentina-tedesca Haydée Taniara Bunke Bider, la leggendaria "Tania la guerrigliera", assieme a cubani, boliviani, peruviani: qui assume il nome di battaglia "Ramon".

L' 8 ottobre 1967 viene catturato, ferito, alla Quebrada del Yuro dalle squadre brasiliane della Cia, e il giorno dopo viene assassinato nella scuola de la Higuera, per ordine del governo statunitense. I suoi resti sono massacrati, bruciati e sepolti di fianco alla pista dell'aeroporto di Vallegrande, vicino dove lo hanno ucciso. (Solo nel 1997 sono stati ritrovati e trasferiti a Cuba).

(Quando lo assassinarono aveva solo 39 anni: era il 9 ottobre 1967).

Breve biografia tratta da EL MONCADA - maggio 1997

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mercoledì, dicembre 07, 2005

The tenth objection


Obiezione OLL [1]

L’unico modo per superare il test di Turing [2] consiste nel coinvolgere, nel gioco dell’imitazione, parti con uguale livello di intelligenza: la macchina deve almeno uguagliare l’intelligenza dell’uomo coinvolto nel test.



Coinvolgendo nel gioco dell’imitazione solo due macchine o un bambino ed una macchina, il test sarebbe positivo. Facendo giocare un adulto contro una macchina con minore livello di intelligenza, il test fallirebbe poichè esisterebbero sempre delle domande alle quali la macchina non produrrebbe delle risposte sensate. Supponendo che si possa trasferire tutta l’intelligenza della specie umana ad un calcolatore e che questo giochi contro tutto il mondo si otterrebbe una parità d’intelligenza, dunque nessuno si renderebbe conto dell’inferiorita dell’altra parte e di conseguenza si otterrebbe un dialogo per più di cinque minuti. Se la macchina superasse l’intelligenza umana, ciò dipenderebbe dagli stessi umani, dunque l’unica obiezione plausibile a questo articolo prende il nome di ”Stupidita umana”. Ma poiche l’uomo non vuolee ssere stupido, allora le macchine non possono pensare.

Confronto con le obiezioni di A. M. Turing

L’obiezione formulata non è riconducibile alle seguenti:
• teologica
• matematica
• la coscienza
• argomento fondato sulla continuità del sistema nervoso
• percezione extrasensoriale

L’obiezione OLL confrontata con "Argomenti fondati su incapacita varie", non si pone di giudicare cosa le macchine siano o saranno in grado di fare, ma pone come unica soglia il livello d’intelligenza di una macchina. L’obiezione di Lady Lovelace afferma che la macchina è in grado di fare qualsiasi cosa gli ordiniamo di fare mentre in OLL viene supposto il contrario, purche rispetti l’equazione OLL. In base all’obiezione "argomento del comportamento senza regole rigide" in cui si afferma che il cervello non può essere un repertorio di risposte, OLL suppone invece, che la macchina potrebbe apparire come un contenitore di responsi umani. Penrose, nell’obiezione dello struzzo, suppone che le macchine potranno superare gli uomini, ma non spiega in che modo. In OLL, invece, si suppone che un eventuale sopravvento delle macchine deriverebbe dalla stupidita umana e dato che la macchina è una creazione dell’uomo, a questa affermazione non si puo porre nessuna obiezione.

[1] Longo Luca - Università degli Studi dell'Insubria - Computer Science
[2] COMPUTING MACHINERY AND INTELLIGENCE by A.M.Turing Traduzione in italiano

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