giovedì, febbraio 16, 2006

Più studio, più mi accorgo di non sapere

E' una fregatura quando arrivi al punto che più studi e più ti accorgi di non sapere. E' un loop infitino questo ed è difficile uscirne. E' una sensazione non molto bella, perchè ti viene da dire: "Perchè studio?".

Domani sarà il giorno della verità: riuscirò a formalizzare due esami oppure no?. Secondo me no, dato che sono sicuro di passarli ma temo che rifiuterò entrambi i voti. Spero di sbagliarmi, ma credo che sarà così. E' una brutta sensazione la mia. Non so come muovermi. Però non ho voglia di ristudiare le stesse cose, sono per quelle nuove e non mi va di ripetere le medesime scelte. A che serve studiare se poi nella vita non si trova un’occupazione soddisfacente. Sono interrogativi pesanti, che lasciano pensare. Fondamentalmente mi diverto a studiare, soprattutto nel mio campo, dove c'è molto da apprendere e ancora molto da inventare.

Studiare troppo ti fonde il cervello, ma è una bella sensazione conoscere cose nuove. Ci vorrebbe una rete neurale che apprenda i metodi migliori di studio in modo che ogni volta si fa sempre meno fatica ad acquisire concetti nuovi. Alle volte è bene applicare l'algoritmo dello struzzo, infilare la testa nella sabbia e lasciare perdere tutto. Certo, alle volte funziona, soprattutto quando non ne puoi più e la concentrazione è tale per cui le nozioni, aanche quelle semplici, non entrano nella testa.

Bisognerebbe staccare la spina, riposari mentalmente, e poi ripartire per raggiungere un obiettivo, sempre più grande.

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