La quiete dopo la tempesta
Benvenuti nel pisciatoio d'Italia: Varese la città giardino. Per fortuna che c'è parecchia vegetazione, altrimenti saremmo inondati ogni tre per due. Dopo tre giorni ininterrotti di pioggia, la città ai piedi del Sacro Monte ha rivisto la luce del sole. Questa tempesta ha definitivamente portato via l'estate, la nostra tanto amata estate, anche se il 21 settembre non è ancora passato. Manca poco ormai, ma aimè siamo già proiettati in autunno e sul muro ci sono anche parecchi doveri da adempiere.Per fortuna che in vista c'è già la prima vacanza di autunno, giusto per eliminare alcuni pregiudizi inerentemente ambigui, come le grammatiche libere dal contesto. Per fortuna che ogni 5 giorni si ripresenta il venerdi sera che accoglie il weekend sempre al massimo, pronto a coccolarlo per due giorni. Ieri sera una delle migliori serate degli ultimi anni, e guarda caso in un luogo in cui la consuetudine del varesotto ci azzecca ben poco: le bogolan.
Parecchia gente di colore, il Browsman come assistente e 4 ore all'insegna di balli sfrenati al ritmo di r&b, rap, hip-pop e reggaeton. Si vede che la gente africana è molto più sciolta di noi; si vede altresì la loro voglia di divertirsi in maniera pura, semplicemente ballando e coinvolgendo le persone a fianco.
Mi sono ritrovato a partecipare, in cerchio, ad una prova di ballo: ero l'unico bianco. Suona male qui a Varese, ma tutto ciò è stato ed è eccitante. Passa il primo ragazzo di colore, poi il secondo, poi una tipa di colore e poi la seconda che con un cenno mi butta in mezzo al cerchio e io sono costretto a sciogliermi, a fare del mio meglio, a muovermi a ritmo di musica. Non ho la minima idea di come mi sia mosso, di come abbia ballato, sta di fatto che il cerchio ha emesso, al termine della mia performance, ululati, applausi e ghigni del genere. Naturalmente ho passato la palla a Ronald, camerunense anch'egli nel giardino informatico, e mi sono rimesso nel cerchio, sempre più sciolto e divertito.
Bisogna rivalutare la gente, non bisogna avere pregiudizi di qualsiasi sorta, non essere razzisti e considerare di più le persone con caratteristiche fisiche e caratteri totalmente diversi dai nostri. Bisogna uscire dai propri schemi mentali, dalle proprie linee guida, soprattutto in una società che è sempre più globale, multietnica e che ha da offrire sempre di più. Guarda caso una chiamata in chat, senza troppe pretese e peli sulla lingua, mi presentava a video, pochi minuti fa, la seguente frase: "bisogna andare in Cina...".

Morocco









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