Chess hard game
Ho imparato che ci si può difendere anche attaccando e spostandosi solo davanti. Faccio delle mosse, e penso alle conseguenze. Cerco la mossa giusta per non soffrire e per non perdere la mia partita, per non chiudermi con le mie stesse mosse. Sto giocando ad uno, un brutta cosa, fa male, tanto male, ma insegna a ragionare velocemente. Non insegna a pensare bene, a fare le scelte migliori, ma all'arte della velocità. Le stanze, i muri, le vie dell'uni e tutti gli ambienti in cui cammino sono divise da quadrettini. Maledetti quadretti. Non è possibile, le persone si preoccupano delle mosse degli altri. Mi accorgo di non essere l'unico a vedere i quadretti: un ragazzo cammina saltellando sulle mattonelle grigie, e quando finiscono indietreggia su quelle chiare. Cacchio è un nerd, un nerd informatico. Ma lui forse ha qualche problema non sa neanche che può muovere la regina anzichè se stesso. Non importa, i quadretti non vanno via.Ho imparato che posso realizzare un tipo di gioco esclusivamente controllato da me. Si proprio io lo posso controllare, basta non perdere la fiducia di vincere, basta concentrarsi. Però i quadretti portano ad altri pensieri, cacchio, inizio a vedere otto regine sulla scacchiera. Come posso fare per metterle in posizioni tali che nessuna è in posizione d'attacco dell'altra? La regina è il pezzo più importante, si può muovere in qualsiasi direzione e di quanti quadretti vuole, ma anche se muore è la strategia che permette di vincere una battaglia.
Restare immobili, fermi è uno sbaglio, un grosso sbaglio. Rinunciare a giocare è uno sbaglio ancora più grosso, non importa se le prime volte perdi, l'importante e giocare, giocare, giocare e non stare mai fermo. Non importa se rimani con solo il re, c'è sempre lo stallo, sii ottimista, pui comunque non perdere. Potrebbe andare a finire che nessuno si vuole scomporre e si crea una partita finta, senza agonismo. La competizione è importante, ti stimola, ti aumenta l'adrenalina e ti porta a fare cose che non pensavi di fare. Cacchio, tocca a me. Muovo il mio cavallo nero ed il re è impossibilitato a muoversi, è matto. Difficile, molto difficile, ma non sono io che sono stato bravo, è l'avversario che ha commesso un errore in più di me. Mai restare fermi, anche commettendo degli errori, mai restare a guardare. La prossima volta sono sicuro che mi batterà ed io sarò più forte.


















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