martedì, febbraio 28, 2006

Implicazioni logiche

Se domani inizio l'attività di tutorato presso il corso di Laurea in Scienze della Comunicazione e se il corso di Laurea in Scienze della Comunicazione è costituito dal 80% di donne, allora se la prima asserzione implica la seconda, le conclusioni sono che ho una probabilità pari all'80% di conoscere donne. Questo è un esempio di implicazione logica per deduzione.

Poichè tutte le ragazze di Scienze della Comunicazione sono carine, noi abbiamo una legge del tipo: tutte le ragazze di sdc sono carine. Ma se qualche ragazza, nei prossimi giorni, si presenta nel mio ufficio e valuto che ella non è carina, allora la legge decade immediatamente. Questo è un tipico esempio di inferenza per induzione. Quindi la pretesa di verità dell'induzione ha come limite una smentita che può verificarsi anche su un solo esempio.

Se ipotizzo che l'80% delle ragazze di Scienze della Comunicazione sono carine, quindi suppongo una legge generale, e ridiscendo successivamente per provare questi dati, avendone effettivamente un riscontro nella realtà, allora posso creare una legge per abduzione che afferma che l'80% delle ragazze del corso di Laurea in Scienze della Comunicazione sono carine.

Facendo queste considerazioni posso concludere sulla stessa linea di Socrate:
noi sappiamo che tutte le donne sono strane, poi sappiamo che le persone strane sono donne, quindi la scoperta che le donne sono tutte donne non ci dà nessuno stupore.

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lunedì, febbraio 27, 2006

Automi afrodisiaci

La volontà di rendere animate figure antropomorfe di vario tipo, di renderle più simili all’uomo, ha radici risalenti alla notte dei tempi.

Siamo ormai invasi dagli automi, più o meno utili, ma una cosa manca: gli automi afrodisiaci. Provate su google a digitare "Automi afrodisiaci", fra virgolette: il risultato è che non troverete niente. Dunque questa è una possibile strada da intraprendere, qualcosa di nuovo. Che poi sia utile o meno è un altro paio di maniche, prevalentemente di camicie a maniche lunghe bianche, magari di lino: ricorsione afrodisiaca.

Si potrebbe immaginare un automa che serva un cocktail afrodisiaco, ma deve essere in grado di prepararlo da solo, altrimenti che automa sarebbe. Non chiediamo ancora che vada a fare la spesa per acquistare gli ingredienti: ci deve solo preparare e servire la bevanda. Ci vorrebbe un'automa che faccia palestra con te, con una camicia pseudo-attillata, senza maniche, che ogni tanto ti dispensa qualche battuta e qualche perla di saggezza. Naturalmente deve sapere usare congiuntivi e condizionali e soprattutto ci deve servire la bevanda quando siamo assetati. Inoltre potrebbe insegnarci a fare una sfilata di moda, dirci come muovere le gambe, come fermarsi, girarsi e ripartire senza inciampare nelle critiche.

Un automa più continuo che discreto dovrebbe veramente essere afrodisiaco, indossare qualche bel indumento, degno di un automa afrodisiaco, magari trasparente. L'importante che sappia fare i cocktail, poi il suo grado di afrodisicità può variare: deve saperci dissetare quando iniziamo ad essere disidratati. Insomma, è giunta l'ora di spegnere il computer, staccare la spina del cervello collegata a
automi, linguaggi e calcolabilità e pensare seriamente al termine "afrodisiaco".

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sabato, febbraio 25, 2006

Un frappè per il gelido inverno informatico

Si può spegnere ogni tanto il pensiero
smettere almeno di crederci per davvero
e non essere più schiavi per lo meno
di un'idea come di un'altra, di un mistero

(Vasco Rossi - Buoni o cattivi)

Il grande Vasco ha ragione ancora una volta. Bisognerebbe staccare la spina del pensiero, non essere più schiavi di nulla e di nessuno. Però il Teorema di Bohn-Jacopini è sempre li, pronto ad eliminare il "go to" e quindi non puoi staccarti dalla scrivania senza aver prima dimostrato la funzione universale dei linguaggi di programmazione.

A questo proposito, per andare avanti in questo pomeriggio di inverno, che aimè, non sembra finire, ho preparato una bomba di vitamine, fermenti lattici, zuccheri e calorie. Più precisamente mi sono fatto un mega frappè per affrontare un altro pomeriggio davanti ai quaderni di Informatica Teorica. Il contenuto è il seguente:
1 - due/tre cucchiaini di zucchero
2 - uno yogurt ai frutti di bosco
3 - un bicchiere di latte fresco
4 - due kiwi
5 - cioccolato fondente a pezzi

Il tutto è stato frullato per circa 5 minuti e sono stati riempiti due bicchieri della coca-cola abbastanza grandi. Risultato sopraffino, ottimo, delizioso. Peccato che essendo goloso, la prelibatezza made in Varese è finita in pochi sorsi.

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venerdì, febbraio 24, 2006

Una spruzzata per festeggiare i laureati

Con i poteri conferiti dal Magnifico Rettore vi dichiaro Dottori in Informatica.

Queste le parole del presidente della commissione di laurea di oggi in cui alcuni colleghi informatici sono diventati dottori.

Dopo la proclamazione ufficiale, in serata il cielo ha voluto celebrare l'evento con 15 minuti esatti di nevicata, proprio quando iniziava la festa al "99 pub". Un grosso complimento quindi a Luca, Andrea, Davide e a tutti gli altri.

C'è chi adesso sta a Sharm con le chiappe al sole, c'è chi pensa a prendersi una doverosa pausa di riflessione o semplicemente di riposo, c'è chi pensa a rimettersi in sesto e c'è chi pensa a ricominciare presto con la vita accademica. Inanzitutto bentornato a casa all'amico Matteo che ha lasciato le brutte mura dell'ospedale: la convalescenza è ancora lunga e mi dispiace non poter condividere con te un grande viaggio programmato, però naturalmente è più importante la salute, quindi un augurio e un invito per il prossimo lungo viaggio. Un saluto inoltre a chi sta sotto il sole egizio ed un invito, se possibile, a tenerci aggiornati sulle novità oltre mediterraneo.

Lunedi firmerò il contratto per gli assegni vinti, come illustrato qualche post fa, inizieranno tre nuovi corsi e dovrò come al solito sbattermi parecchio per trovare il tempo di studiare e magari evitare di rifiutare altri esami.

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giovedì, febbraio 23, 2006

Rifiutare per la seconda volta consecutiva

Ebbene si, come anticipato qualche post fa, ho rifiutato un altro voto. Non so se è una cosa positiva o una cosa negativa, sta di fatto che su tre esami, due li ho rifiutati. Vabbè, migliorerò, questo è poco ma sicuro. Il primo voto ero abbastanza teso, stranito dopo il rifiuto, ma quello di oggi mi è sembrata una cosa attesa.

Certo, forse se avessi studiato un pochino di più non mi sarei ridotto a rifiutare due voti di fila, ma penso che siano cose che capitano per persone che fanno anche altre mille cose, e sono impegnati tutto il giorno.

Non importa, le esperienze servono appunto a questo, servono per capire dove ci si può spingere, quali sono i limiti e quali sono le resistenze da abbattere. Come diceva il Che, senza nessun riferimento o schieramento politico, "Hasta siempre la victoria".

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martedì, febbraio 21, 2006

Eventi quotidiani rilevanti: basket e ospedale

Gli eventi più rilevanti della giornata odierna sono stati essenzialmente due.

Sveglia alle 8 per dirigermi in zona mercato dove c'era il ritrovo dei giocatori della squadra di basket del Cus dei Laghi alla quale fa parte l'università del sottoscritto. Partenza per località Milano, zona idroscalo, per sostenere un incontro di basket contro il Cus di Milano. E' stata una bella partita, ma aimè abbiamo perso. Praticamente c'era tutta gente che gioca dalla serie c2 in su, quindi mi sono ritrovato un po' spiazzato. Nonostante questo, solo il fiato stava per bloccarmi, ma sono riuscito lo stesso ad andare avanti. Al termine della partita, l'allenatore mi ha fatto i complimenti poichè non si aspettava una prestazione discreta da me. Soprattutto mi ha invitato a riprendere a giocare seriamente a basket dicendomi che una promozione o una serie d ci stava tutta. Sono soddisfazioni queste. Quindi un evento positivo da segnare sul taccuino o meglio da annotare su www.procedureman.com.

Come tutte le medaglie c'è sempre il risvolto negativo. Oggi pomeriggio hanno ricoverato all'ospedale di Circolo un amico per un problema ad un polmone. Dopo più di mezza giornata passata in pronto soccorso su un misero lettino sono riusciti a trovargli una sistemazione. Adesso aspetteremo il da farsi nelle prossime ore, quindi un in bocca al lupo ed una pronta guarigione all'amico Mat.

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lunedì, febbraio 20, 2006

La scheda di un tutor dimesso

Titolo sintatticamente corretto ma semanticamente un pò meno.

Mi appresto a fornire una spiegazione tangibile di quanto preannunciato da questo buffo titolo. Inanzitutto la scheda si riferisce a quella che mi hanno fatto in palestra, una scheda nuova, alquanto pesante, abbastanza corposa e per nulla facile. E' da due anni che aspettavo una scheda come questa. Temo però che alla fine di ogni settimana sarò abbastanza stremato: questo è il bello della palestra.

Il tutor sta ad indicare una classe lavorativa della quale presto farò parte. Oggi è uscita la graduatoria per coprire il ruolo di tutorato emessa dall'Università. Sono riuscito a vincere due assegni abbastanza corposi per fare qualche decina di ore presso la facoltà di Scienze MM.FF.NN, corso di laurea in Scienze della comunicazione. Questo ha essenzialmente tre risvolti positivi:
1 - risvolto economico: 20 euro all'ora non sono male
2 - risvolto culturale: nel curriculum sono righe importanti
3 - risvolto ragazze: al corso di laurea in scienze della comunicazione l'80% degli studenti sono donne...

Infine la parola dimesso si riferisce all'azione che ha portato un caro amico a licenziarsi dalla ditta in cui lavorava. Due giorni prima avevamo parlato delle mail nel contesto aziendale e avevo riferito al nuovo disoccupato che dietro la rete di computer c'è sempre un mail server che controlla tutta la posta in uscita ed in entrata e soprattutto che c'è un router che gestisce tutti gli url visitati da ogni computer. Sicuramente non è stato questo il motivo che ha portato alla rassegna delle dimissioni, quindi auguro all'amico di trovare al più presto un lavoro idoneo alle sue capacità e competenze, stimolante, remunerativo. Inoltre invito tutti gli amici a cercare di fare quello che piace e soprattutto divertirsi ed essere felici:
1/3 della giornata lo passiamo a dormire
1/3 della giornata lo passiamo per attività fisiologiche, rapporti sociali e qualche attività libera
1/3 della giornata lo passiamo al lavoro

Quindi se il lavoro non è dei migliori, allora la giornata prende un'altra piega.

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domenica, febbraio 19, 2006

La notte olimpica

Note olimpicaE’ stata battezzata Notte Olimpica e per la prima volta una notte bianca è stata organizzata durante i Giochi Olimpici a Torino 2006. Dal pomeriggio del 18 febbraio e per tutta la notte, fino all’alba del giorno dopo, abbiamo camminato per le strade affollate del centro torinese, passando da un locale all'altro per mangiare e sorseggiare qualcosa con amici. E' stata una serata, anzi una nottata diversa dal solito e convinto promotore "anti-consuetudine", ho preso la palla al balzo e mi sono goduto il capoluogo piemontese respirando aria olimpica.

Nonostante il freddo e alcuni nei organizzativi che non ci hanno permesso di entrare in qualche museo, le ore trascorse con amici, la maggiorparte diversi dalla solita compagnia, sono passate allegramente fra un panino ed una pizza, fra un negroni ed un cuba libre. Ho ancora i piedi che fumano, ma è valsa la pena passare una serata differente dalla solita consuetudine in cui ho avuto l'opportunità di parlare con gli amici, scoprire cose nuove, alcune piccanti, e condividere paperi e fatti.

Insomma una serata alternativa in cui è prevalsa l'allegria, lo spirito di gruppo e in cui ho potuto osservare una città che ospita le olimpiadi invernali: Torino 2006.

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venerdì, febbraio 17, 2006

Venerdi 17

Un giorno come un altro, per me, ma per gli scaramantici non è cosi. Sta di fatto che oggi ne sono successe delle belle. Cominciamo dal principio.

Come anticipato nel post precedente, sono stato costretto a rifiutare un voto, poichè con un poco di sforzo in più posso massimizzare la valutazione. Il problema è che, dopo aver compiuto questa azione, ho sostenuto uno scritto per un altro esame, e temo l'esito non sarà dei più brillanti e spero, altresì, di non dover rifiutare anche questa valutazione. Inoltre, un professore ha valutato un progetto in maniera, a mio avviso, poco idonea allo sbattimento che ho dovuto subire per realizzare il lavoro. Mi ha invitato ad effettuare delle modifiche "contestualizzando con precisione" il mio manuscritto.

Ho realizzato adesso che il corso di specialistica non è una passeggiata, certo io voglio farlo bene, quindi è più duro della laurea di primo livello di informatica. Quindi in base a queste considerazioni, potrei schierarmi dal lato degli scaramantici.

Però, anti-scaramantico convinto, la giornata di venerdi 17 mi ha portato il passaporto con visto per USA, quindi posso ufficializzare la partenza per gli States. C'è da dire che l'ingegneria sociale si è rivelata utile anche all'ambasciata americana a Roma... :-)

Oggi ho fatto qualcosa di diverso, che non avevo mai fatto, esperienze nuove. Mi aspettavo qualcosa del genere, ma sono pur sempre esperienze differenti dalle solite. Sono un po' strapazzato da questi eventi accaduti tutti insieme e ho bisogno di mettere nel cassetto, per qualche ora, la mente, fare riposare il cervello staccando i "dentriti" dalle interferenze esterne. Purtroppo non è finita: settimana prossima mi aspetta un altro esame e inizierò a studiare hard per un altro a metà marzo.

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giovedì, febbraio 16, 2006

Più studio, più mi accorgo di non sapere

E' una fregatura quando arrivi al punto che più studi e più ti accorgi di non sapere. E' un loop infitino questo ed è difficile uscirne. E' una sensazione non molto bella, perchè ti viene da dire: "Perchè studio?".

Domani sarà il giorno della verità: riuscirò a formalizzare due esami oppure no?. Secondo me no, dato che sono sicuro di passarli ma temo che rifiuterò entrambi i voti. Spero di sbagliarmi, ma credo che sarà così. E' una brutta sensazione la mia. Non so come muovermi. Però non ho voglia di ristudiare le stesse cose, sono per quelle nuove e non mi va di ripetere le medesime scelte. A che serve studiare se poi nella vita non si trova un’occupazione soddisfacente. Sono interrogativi pesanti, che lasciano pensare. Fondamentalmente mi diverto a studiare, soprattutto nel mio campo, dove c'è molto da apprendere e ancora molto da inventare.

Studiare troppo ti fonde il cervello, ma è una bella sensazione conoscere cose nuove. Ci vorrebbe una rete neurale che apprenda i metodi migliori di studio in modo che ogni volta si fa sempre meno fatica ad acquisire concetti nuovi. Alle volte è bene applicare l'algoritmo dello struzzo, infilare la testa nella sabbia e lasciare perdere tutto. Certo, alle volte funziona, soprattutto quando non ne puoi più e la concentrazione è tale per cui le nozioni, aanche quelle semplici, non entrano nella testa.

Bisognerebbe staccare la spina, riposari mentalmente, e poi ripartire per raggiungere un obiettivo, sempre più grande.

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mercoledì, febbraio 15, 2006

Troppo togo

E' da un po' che volevo scrivere dure righe sull'ormai famosa sit.com di italia uno. E' assolutamente la mia preferita, anzi direi l'unica. Non vedo mai la televisione per molti motivi, però Camera Cafè è veramente una bella trovata. Mi incollo davanti alla tv e riscopro il fascino del tubo catodico. Sono del parere che una qualsiasi produzione televisiva debba comunicare qualcosa al pubblico. Questa cosa, in questo contesto, si chiama divertimento e allegria.

Era da tanto che non vedevo qualcosa del genere poichè, in televisione, più che reality show e politic show non si trasmette. E' vero che questa trasmissione in cui c'è una sola telecamera che riprende gli avvenimenti da una sola angolatura, esiste da parecchio tempo, però non sono mai riuscito a scrivere un post sull'argomento. E' come quando siamo davanti alla macchinetta del caffè in università, fra una lezione e l'altra o fra lo studio ed una partita a scacchi :-). Una cosa affascinante, un po' come la trovata dei blog: dovremmo posizionare, ognuno di noi, una web-cam sopra il nostro computer, che riprende sempre dalla stessa angolatura, e chiamare la nostra trasmissione Computer-caffè.

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martedì, febbraio 14, 2006

San Valentino, Città del Vaticano e ambasciata USA

Il titolo è composto da tre differenti entità/concetti o cose, tutte accadute nello stesso giorno. Inzitutto, nell'asse temporale il giorno è quello di San Valentino. Tutti lo festeggiano, io no, essenzialmente per due motivi: non ho la ragazza e anche se l'avessi non lo festeggerei o almeno non darei così tanta importanza ad una festa consumistica.

Nello stesso giorno sono stato in Piazza San Pietro, nello Stato Pontificio. Aimè non ho visto il nuovo papa. Comuqne ho scattato parecchie foto per immortalare questo bellissimo posto che è la Città del Vaticano, delle sue bellissime opere interne a partire da quella di Michelangelo. Ho fatto una quarantina di minuti di fila, ma alla fine sono riuscito ad entrare nella basilica che prende il nome dal primo papa.

Sempre nello stesso giorno ho trascorso qualche ora all'ambasciata USA per il rilascio di un visto per gli States. Sperando che mi arrivi in tempo, il contrario sarebbe da addebitare alle Poste Italiane, sono ad un passo dagli USA. Ero in fila alle 6 del mattino, in una Roma abbastanza freddina. Gli Americani sono sempre gli Americani e si devono fare riconoscere. Per uno zaino, chissà imbottito di che (appunti di Sistemi Intelligenti ed Epistemologia), hanno fatto storie e non mi hanno fatto entrare. Neanche poggiarlo sul marciapiede davanti all'ambasciata. Paura di un attentato. Per fortuna un animo buono in fila, dopo di me, mi ha fatto il favore di tenermelo durante l'intervista da parte dell'ambasciatore, anzi dei suoi segretari.

Giornata dunque piena, senza un attimo di tregua dato che in 24 ore sono passato da Varese - Milano - Roma - Città del Vaticano - Roma - Milano - Varese.

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sabato, febbraio 11, 2006

Rey Mysterio

Rey MysterioRey Mysterio or a ray of mystery. This is the problem. Rey Mysterio is a famous wrestler who play in the WWA (World Wrestling Association) in the USA. His real name is Oscar Guttierrez. He is 5'4'' 165 lbs. A ray of mystery is a tipical ray to indicate my next exam at university. Is a mystery because nobody know how is the test.

I'm studying, I'm studying Fuzzy sets theory, I'm studying hard. Next week, I will have 3 exams, and so I have to study. Fuzzy Set Theory was formalised by Professor Lofti Zadeh at the University of California in 1965. What Zadeh proposed is very much a paradigm shift that first gained acceptance in the Far East and its successful application has ensured its adoption around the world. A paradigm is a set of rules which defines boundaries and tells us what to do to be successful in solving problems within these boundaries.

I'm listening to Signs Of A Struggle, a new album of Mattafix. Quite calm, R'n'B music. I'm writing this post thinking how hard is the life, how complex is the life and how hard but cool to be student. Tomorrow will be Sunday: the day before Monday and the day after Saturday. What cool is this day. This is a second abstract post, I don't know why, this is a typical example of a rey of mystery.

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venerdì, febbraio 10, 2006

A typical day @ University

Un giorno come un altro. Siamo appena stati nella lussuosa vineria di varese per un modesto pranzo a base di pasta ai quattro formaggi, panino e macedonia. Il caffè ci ha fruttato una confezione di mentine in un pacchetto di sigarette dell'amico Jack (lo squartatore). La ricciolina ha avuto una mutazione transgenica diventando lisciolina: sempre carina direi. L'amico Rock è sempre più Ac-Dc, e la ragazza lo attizza sempre di più.

Cho Gia Ngu (NdA: Igor il matto) è a sgonfiare la sua gatta e a correggere gli errori di Marcellaio del loro blog in php per l'esame di applicazioni web. Stamattina ho svolto l'esame di matematica, è il risultato è aimè sempre lo stesso: non ho mai tempo per finire sto caxxo di compito. Adesso mi toccherà fare una full immersion sulle teorie dei Fuzzy sets per un altro appello di settimana prossima. Per fortuna che non mi devo ripassare i concetti di Turing.

Questo post è astratto come un quadro di Escher. LoreRock qui a fianco a me si sta pisciando sotto e Bric chiacchiera con Fesen. Jack pseudo studia e Pietro il Grande pensa alla tizia di Malnate. Questa è una chiamata ricorsiva al viaggio che Minux.it sta programmando per la Siberia. Io non so più cosa scrivere: raramente mi capita di cazzeggiare come oggi. C'è il sole, la giornata appare stimolante ma come al solito fredda. Mi toccherà riappoggiare il culo sulla sedia guardando gli appunti di Sistemi Intelligenti.

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giovedì, febbraio 09, 2006

Ci vuole un fisico bestiale e ...

Ci vuole un fisico bestiale ed anche un matematico.

Questo è quanto dice il posterino che ho davanti alla scrivania. Fra qualche ora ho l'esame di complementi di matematica I. Tanto per dire polinomi ciclotomici, ideali, campi, classi di resto, estensioni su complessi campi di irriducibilità completa. Insomma un casino. Speriamo di passarlo.Non mi ci metto neanche a ripassare a quest'ora dato che ho già fatto diverse ore nel pomeriggio.

Non ho neanche giocato a scacchi, devo fari un fisico matematico. Il fisico bestiale magari potrei averlo (ma dove?), però quello matematico lo devo ancora modellare. Una mia amica di Genova dice che i ragazzi non sono più quelli di una volta a cui piaceva uscire il sabato sera o la domenica. Le ho detto di venirmi a trovare qualche volta, qui i ragazzi hanno un fisico bestiale e escono anche il venerdi sera. Alcuni escono anche durante la settimana, sia per un bowling probabilistico, sia per una cioccolata calda al circolino sia per studiare in aula bunker.

Insomma ci vuole un fisico bestiale per andare avanti, ed un matematico per affrontare questa vita accademica hard ma affascinante. Domani è il giorno del giudizio, chissà se riuscirò a consegnare in tempo. Non capisco perchè i docenti di matematica sono così esigenti in fatto di tempistiche: se uno sa fare gli esercizi ci può mettere 1,2,4 ore ma alla fine se li sa fare non ci sono problemi.

Vabbè, un augurio all'amico Heinz che ha festeggiato oggi al ristorante bologna. Un saluto a tutti gli amici che hanno un fisico bestiale, a quelli che non lo hanno e anche ai matematici.

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martedì, febbraio 07, 2006

The last three days

Key words: tre, visita medica, barba, esami, basito, dispiaciuto, matto.

Questo è un post riassuntivo degli ultimi tre giorni. Sono incasinatissimo, veramente troppo. Ma sono convinto che tutto ciò che faccio adesso renderà il futuro più agevole e meno impegnativo, in discesa.

Ieri sono stato al campus a fare la consueta visita medica sportiva agonistica per la pratica del giuoco della pallacanestro. Tutto apposto, sia l'elettrocardiogramma prima e dopo lo sforzo su quei terribili gradini comandati da un tic-tac noioso. Ci vedo ancora bene fino alla lettera più piccola, sono alto sempre uguale (bho) e il peso è aumentato di un chiletto. Il dottore sostiene che io abbia la pressione, nella fascia della normalità, un pò alta, o meglio 'border-line'. C'è anche da dire che la pressione è stata misurata sul braccio destro. Comunque vedrò di non mangiare tutte quelle schifezze dato che l'aumento della pressione non è sicuramente dato da un problema emotivo o di stress. Cazzo, porca misera, sono tranquillo io... :-)

In palestra mi hanno dato del francescano per via della mia ormai lunga barba incolta o colta come un frate. Qualcuno ha detto che sto bene, qualcun'altro ha affermato che il ruolo di frate mi si addice: ma dove?

E' iniziata ufficialmente la fase più hard intermedia della mia vita accademica. Sulla carta ci sono sei esami da fare, su dieci totali annuali, ma spero di passarne tre e mezzo.

Rimango basito da alcuni comportamenti di persone lontane, amici, che non parlano...Avranno delle motivazioni spero.

In Università rimango dispiaciuto della presa di posizione di un amico che si è offeso per una lunga serie di scherzi compiuti con altri amici. Il mio suggerimento è di non prendersela per così poco, ci sono altre cose per cui una persona può rimanerci male. Comunque ribadisco all'amico di non dare peso a questi scherzi e di darsi da fare...

Infine il matto si riferisce allo scacco che un amico, in aula bunker la sera di domenica, mi ha dato con stupore e soddisfazione. Ero deconcentrato, ma non è una giustificazione accettabile. Comunque è un'esperienza che ho tenuto conto e oggi tale strategia si è dimostrata valida quando, nella rivincita, l'avversario è rimasto con l'alfiere e il re, contro due torri, regina, 5 pedoni, un cavallo, un alfiere e naturalmente il re nero.

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domenica, febbraio 05, 2006

Big city life: I'll wake up in the city that never sleeps

Big city life, me try fi get by. I'm going in the city that never sleeps. Pressure nah ease up no matter how hard me try. Big city life, I'll wake up in the city that have no Twin Towers, Here my heart have no base, and right now Babylon de pon me case.

I'll wake up in the city where the people in a show are all lined in a row. We just push on by in order to be in a city that never sleeps. Its funny, how hard we try but we'll wake up in a city that never sleeps. Take a moment to relax, before you do anything rash. Take a moment to realize I'll wake up in a different city. Don't you wanna know me? Be a friend of mine, u can come with me in a big city. If u want I'll share some wisdom with you.

Don't you ever get lonely, from time to time, fon't let the system get you down. Be a friend of mine, u can wake up in the city that never sleeps. Big city life, me try fi get by. Pressure nah ease up no matter how hard me try but I'll glad if u become my friend. Big city life, here my heart have no base, no control, it strikes quickly and right now Babylon de pon me case.

Soon our work is done and we'll wake up in the city that never sleeps. All of us one by one still we live our lives, as if all this stuff survives. U can become a friend of mine, I'll glad. I take a moment to relax, before I do anything rash, but my decision is to wake up in the city that never sleeps.

The computer scientist across the seas and the oceans, but a permanent itinerant is what I've chosen. I find myself in system prison, where the people judge the others, arisen from the vision of man kind, designed to keep me discreetly neatly in the corner. But I'm strong and I don't attend at the judgments of people. Yu'll find me with the flora and the fauna and the hardship back a yard is where my heart is still I find it hard to depart this big city life, but I've to do it.

Me try fi get by, pressure nah ease up no matter how hard me try, but you will become a friend of mine.


I'll wake up in a city that never sleep, New York is her name, but It's only a stage of my long travel.

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venerdì, febbraio 03, 2006

Digital friends

There are only 10 types of people in the world: those who understand binary, and those who don't.

Penso che questa frase rispecchi a pieno coloro i quali fanno dell'informatica la loro passione, la loro vita, il loro passatemto preferito.
E' doveroso affermare, con vero piacere, che la maggioranza degli amici si sta digitalizzando, un po' perchè il nuovo millennio lo impone, un po', spero, per i vari indirizzamenti da me dispensati. Con questo intendo dire che, anche grazie al web, gli amici che prima non osavano neanche accendere il computer, adesso chattano regolarmente, alcuni hanno un blog personale, altri un sito amatoriale, altri ancora sottoscrivono mailing list o fanno acquisti sul world wide web. Ma anche fuori dal 0.0.0.0 (internet for nerds) la tecnologia e la digitalizzazione sta entrando nelle loro teste. A parte il massiccio utilizzo della rete GSM e ultimamente della linea GPRS, alcuni hanno finalmente installato la linea adsl, altri, i più tradizionalisti, hanno attaccato al doppino telefonico un modem 56kbps, e sono da stimare solo per il fatto che hanno fatto un passo avanti.

Non si può farne a meno, proprio no. Ormai non si può tornare indietro, se non con i pensieri. Forse sono stato uno dei primi ad avere un computer da programmare ed un modem a 33kbps, però il mio consiglio è di non farsi digitalizzare interamente. I bit sono i bit e saranno sempre i bit, anche se potrebbero essere surclassati da altre unità di misura, però alla base c'è sempre un briciolo di segnale analogico che governa il mondo digitale. I nuovi amici digitali hanno ancora molto da scoprire e si renderanno conto che non possono che sottostare alla digitalizzazione. Gli amici digitali lo sanno e non ci fanno più caso. Gli amici super-digitali, invece, dedicano tempo alla digitalizzazione e alla creazione di nuove tecnologie: i più nerd lo fanno di mestiere, o per autentica passione.

Concludendo posso affermare che per sapere di essere una persona digitale è necessario comprendere l'affermazione iniziale: il grado di digitalizzazione poi può variare. La nostra conoscenza è una goccia in mezzo al mare.

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giovedì, febbraio 02, 2006

Impulsività

L'impulsività porta spesso a commettere degli errori. E' strano che io sia impulsivo, ma ieri è successo: ho lasciato che l'impulsività prendesse il sopravvento su di me. Come volevasi dimostrare: ho commesso qualche errore e solo valutando a posteriori la cosa mi sono reso conto che ho un po' esagerato.

Niente di grave naturalmente, però l'impulsività non sempre è una bella cosa. Sono un tipo razionale, penso prima di fare, ma non sempre si riesce a stare dietro a questa teoria. Se poi ci sono delle interferenze esterne che entrano in una situazione già carica di tensione, allora l'impulsività può fare dei danni. Inanzitutto chiedo scusa per il mio comportamento ad alcuni amici, è giusto così. Quando si fanno degli errori è buona cosa saperli riconoscere e tirare avanti. Il problema è che questo non viene spesso realizzato. E' giusto che, quando l'impulsività ti porta a fare delle azioni non del tutto lecite, si sappia riconoscere la cosa, fare un passo indietro, analizzare la situazione, cercare di capire perchè, e proseguire con più razionalità.

Questo non vieta di essere impulsivi, perchè l'impulsività porta anche a fare delle belle azioni, dei bei gesti, immediati. Quindi la lezione da trarre da questa vicenda personale è che quando si commettono degli errori è giusto riconoscerli.

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