
Rieccomi qui. Questa volta sto aggiornando il blog da una postazione gratuita internet presso un negozio sulla
5th avenue di elettronica. Qui sono avanti anni luce rispetto a noi. Ho appena finito di gustarmi un chees-bacon burger da Burger King. Oggi giornata tranquilla, di shopping e passeggio dato che nei giorni precedenti le visite sono state numerose.
Riagganciandomi a quanto descritto venerdi 17, e' doveroso indicare il
Crobar nella zona di
Chelsea, una discoteca house in cui si possono trovare tutte le razze e le eta' di dancer. Il mattino di sabato, dopo una usuale colazione abbondante a base di carne, o meglio il pomeriggio, date le ore piccole del giorno prima, abbiamo visitato China Town e cio' che rimane di
Little Italy: questi cinesi sono ovunque e stanno assorbendo i pochi ristoranti "da Gennaro" rimasti. Il vento non tende a diminuire e girare per le varie street risulta spesso difficile. Nonostante cio' siamo a
New York City e neanche il tempo ci ha impedito di passare per il
Brooklyn Bridge e dedicare un paio di scatti alla citta' che non dorme mai.

Rientro verso le 10 pm in ostello. Il tempo di appoggiare le chiappe sul materasso "on the floor" che riapro gli occhi il giorno dopo alle 11 am. Mi accorgo di non essermi neanche messo il pigiama: eravamo cotti. Sveglia con doccia e giro presso il centro commerciale al Columbus Circle e via diretti verso l'immenso polmone di New York: Central Park.

Poiche' il parco parte dalla 59th strada e termina alla 110th strada, e' stato doveroso dedicare tutto il pomeriggio per visitarlo. Viste mozzafiato e suggestivi panorami ci hanno incantato, soprattutto la vista dalla pista di ghiaccio fra alberi e grattacieli. Dopo un rientro in zona
Time Square, siamo ritornati in ostello e anche questa volta la stanchezza ha prevalso proiettandoci alla mattina di domenica.
Sveglia, doccia, colazione e via per Ellis Island, l'isola degli immigrati d'America. Dopo un giro sul battello, passando dietro la statua della liberta', siamo sbarcati sull'isola di fronte a Manhattan. Tour presso il museo dell'immigrazione e rientro a Battery Park nel Financial District. Non c'e' stato verso di trovare la statua del toro del New York Stock Exchange e quindi dopo aver visitato Trinity Churh ci siamo diretti verso l'Empare State Building. Dopo un oretta di coda ci siamo ritrovati all'82 piano dell'ormai piu' alto grattacielo della Big Apple e qui l'eccitazione e' salita alle stelle. Mai visto un panorama del genere. Dopo qualche posa a oltre 200 metri di altezza siamo riscesi dal grattacielo e ci siamo rifugiati all'ESPN Zone, un pub all'avanguardia con tre piani: first floor con tavoli per chiaccherare, second floor con poltrone e bancone per gustarsi una Hinekeen e vedersi una delle tante partite proiettate nella sala, third floor per cenare insieme ad amici.

Rientro piu' tardi del solito e sveglia questa mattina alle 10 per una giornata senza regole del tipo "va dove ti porta il cuore". Ed eccoci dunque in questo negozio di informatica a scrivere e soprattutto controllare il saldo della carta di credito, dopo la paura di una possibile clonazione. A risentirci, ma non piu' da questa fantastica citta', bensi' dalla capitale del Massachussets: Boston City.
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