mercoledì, marzo 29, 2006

Altri dottori in informatica

Ieri è stato un giorno diverso dagli altri, con due ore di lezione, anzi di lavoro, e 7 ore di cazzeggio. Più precisamente sono andato a vedere il Sig Browsman e il sig. Tullio che hanno ottenuto il titolo di dottori in informatica, o meglio, il presidente della commissione ha espresso le seguenti parole:
Con i poteri conferitormi dal Magnifico rettore, vi dichiaro laureati in informatica.


Laureati??? o Dottori??? Bho qui non si capisce più nulla, e come giustamente ha fatto notare sia il rettore che il rappresentante degli studenti, Gigi, durante la manifestazione per l'inaugurazione dell'anno accademico insubrico, l'Italia scolastica sta diventanto un colabrodo, pieno di buchi da tappare. Colpa del ministro Moratti, colpa di quelli precedenti? Una cosa è certa: siamo in uno zoo di lauree, il livello didattico sta scendendo e l'organizzazione non tende minimamente a uscire da quel guscio che la vede racchiusa da sempre.

Sarà, comunque i due amici insubrici informatici hanno finito di studiare, o meglio cosi pare e quindi è giusto che abbiano anche loro un momemto di gloria. Quindi congratulazioni a Marco e Tullio, neodottori in informatica.

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lunedì, marzo 27, 2006

Dott. Ignacio de Via Carnaga

In ritardo, ma sapete, dopo aver smaltito il fuso orario e l'ora legale tutte insieme, sto pian piano tornando alla vita di prima. Sono doverosi una serie di complimenti al neo dott. Ignacio, Igno, Giogio, Gnagno, fssueet (è un tipico fischio di via Carnaga). Anche l'amicone Giorgio si è laureato, è stata dura, ma alla fine quando si taglia il nastro del traguardo tutto lo sforzo svanisce dietro una gioia profonda.

Guarda caso anche l'amico in questione si è laureato il giorno 23, non a caso direi. C'è qualcosa che porta coloro che abitano in Via Carnaga a ricollegarsi sempre con questo numero... d'altronde abito al civico 23. Vabbè, senza nessuna allusione, ancora numerosi complimenti a colui che tra poco tempo avrà un centimetro quadrato in meno di fegato e probabilmente anche qualche neurone bruciato.

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domenica, marzo 26, 2006

Segni particolari degli States

Da che cosa ti accorgi di essere stato in USA.

Statue of Liberty, Starbucks, New York Library, fast food, New York Stock Exchange, Financial district, Burger King, please remove your hat, McDonald, oh right man, subway, stay not lear the closing door, central bank of America, technologies, Crobar, wireless, how you doin' man, internet, Ipod, China town, Rockfeller center, ketchup, Broadway, little Italy, Time Square, Epsn zone, Greenwich village, Madison square Garden, Soho, the bull, Bryant Park, Tribeca, 5th avenue, Wall street, orange juice, Trinity church, Empire State building, Ellis islans, Chelsea, gatorade, New York knicks, cash, denies, sale, secutiry bag inspection, ancient, Hot dog, dollars, credit card, metro card, bacon, limousine, hammer, walk, photos, celtics, Boston Garden, Flat center, M.I.T., Harvard university, computer science, city hall, James Brown, holograms.

Un thanks particolare a Max.

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venerdì, marzo 24, 2006

The land of the celtics

Rieccomi qui, questa volta da una postazione a pagamento, anche se sfruttando qualche bug di microsoft. . .ehm. Oggi visita a Boston City, la terra dei Celtics. Una camminata durata tutto il giorno iniziata con colazione presso "au bon pain" a base di gatorade e apple danish. Visita al distretto finanziario, al parco comunale, una passeggiata sul lungo mare con il sole che, al tramonto, ci ha portati a "lil'Italy", piccolo quartiere italiano in questa grande citta'. Dopo aver acquistato qualche souvenir, ci siamo proiettati nel centro storico e abbiamo visitato i mercatini tipici "all'americana" della citta'.
Dopo aver fatto riposare i legamenti su comode sedie gentilmene fornite dalla hall cittadina, ci siamo intrufolati nei grossi centri commerciali della città, all'interno dei grattacieli, uniti per mezzo di pensiline a vetro, e abbiamo acquisito una buona dose di proteine e pepsi cola. Infine, eccoci qui, davanti ad un monitor per aggiornare il mio diario, pronti per andare a nanna. Domani sveglia presto per smaltire piu' velocemente l'effetto jet lag del volo che nel pomeriggio ci tocchera' prendere per il rientro nella tanto amata Italia.

Dunque ancora poche ore nella splendida town simboleggiata dal trifoglio. Ma prima di andarcene domani mattina sara' la volta di Harvard University, il famoso ateneo in quel di Cambridge: vedremo se sapra' reggere il confronto con l'M.I.T..

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giovedì, marzo 23, 2006

Cambridge, Massachusetts, M.I.T. 18:12 PM

Eccomi a Cambridge, non la famosa localita' bretone, bensi' la citta' al di la' del Harvard Bridge (Massachusetts avenue) di Boston. Piu' precisamente sto scrivendo dalla libreria del M.I.T. (Massachusetts Institute of Technology). Una universita' che si estende per parecchi isolati, con una miriade di padiglioni, laboratori, centri di ricerca, hall ricreative, bar. Una town per gli studenti amanti della tecnologia. Una Universita' insomma...

Dopo aver visitato qualche padiglione e il MIT Museum, abbiamo pranzato in una delle mense dell'ateneo e abbiamo avuto la possibilita' di parlare con uno studente del posto che ci ha descritto la vita qui a Cambridge. Una vera vita da studente, vita da studente motivato ad imparare ed inventare, studente considerato come tale e non come un numero. Insomma un istituto del quale far parte, dove non c'è la differenza fra professore e studente, dove le persone sono considerate tutte allo stesso livello.

Adesso dovremmo ripercorrere il ponte e ritornare nella terra dei Celtics per visitare un po' meglio la citta' di Boston, terra tranquilla, pulita, organizzata. Un saluto a tutti i tecnologi italiani.

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mercoledì, marzo 22, 2006

Sbarco nel Massachusetts

Eccomi di nuovo qui. Questa volta scrivo da una postazione fornita dall'ostello di Boston. Proprio cosi', non siamo piu' nella citta' che non dorme mai. La giornata di ieri e' terminata con visita al quartiere di Harlem, una zona afro-americana. Era sera inoltrata e in quei posto è sempre meglio guardarsi alle spalle mentre si cammina. Dopo un' abbondante cena ad un tipico self-service, ci siamo diretti verso la subway per il rientro in zona Time Square, un po' piu' illuminata di Harlem. C'era solo un piccolo quesito da risolvere: la direzione della metropolitana da prendere. Gia' perche' se avessimo sbagliato il verso ci saremmo ritrovati in pieno Bronx e la cosa sarebbe stata abbastanza azzardata.

La fortuna ci ha assistito e quindi siamo scesi alla fermata della 54th street, zona Time Square, con l'obiettivo di raggiungere presto il nostro soppalco-dormitorio gentilmente fornito dal Swiss Hostell. Il 21 e' iniziato come tutte le mattine nel casino dei turisti spagnoli in camera. Dopo una abbondante colazione a base di yogurt e frutta ci siamo diretti a China Town dove ci attendeva un bus della Lucky Star che ci avrebbe portati nella capitale del Masschusetts. Eccoci dunque qui, a Boston, la capitale dei Celtics come dice l'insegna luminosa all'interno dell'ostello.

A me di Boston viene in mente Larry Bird, leggendaria figura della Nba, oppure M.I.T. o Havard University. Poiche' il tramonto e' passato da un pezzo ci siamo diretti verso un fast-food atipico ma pur sempre americano, ed abbiamo cenato con i soliti hamburgher. Serata ormai sfumata, dopo aver parlato con una tipa di Chicago che ci ha confermato la noiosit' di questa citta', ci siamo diretti verso un pub per gustarci una Guinnes ed un Classic Cosmopolitan. Ormai in ostello, pronti per affrontare la nostra prima notte a Boston, mandiamo un saluto a tutti gli amici italiani augurando una buona notte, anzi dato il fuso, un buon risveglio.

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lunedì, marzo 20, 2006

China Town, Little Italy, Ellis Island, Brooklyn Bridge and Empare State building

Rieccomi qui. Questa volta sto aggiornando il blog da una postazione gratuita internet presso un negozio sulla 5th avenue di elettronica. Qui sono avanti anni luce rispetto a noi. Ho appena finito di gustarmi un chees-bacon burger da Burger King. Oggi giornata tranquilla, di shopping e passeggio dato che nei giorni precedenti le visite sono state numerose.

Riagganciandomi a quanto descritto venerdi 17, e' doveroso indicare il Crobar nella zona di Chelsea, una discoteca house in cui si possono trovare tutte le razze e le eta' di dancer. Il mattino di sabato, dopo una usuale colazione abbondante a base di carne, o meglio il pomeriggio, date le ore piccole del giorno prima, abbiamo visitato China Town e cio' che rimane di Little Italy: questi cinesi sono ovunque e stanno assorbendo i pochi ristoranti "da Gennaro" rimasti. Il vento non tende a diminuire e girare per le varie street risulta spesso difficile. Nonostante cio' siamo a New York City e neanche il tempo ci ha impedito di passare per il Brooklyn Bridge e dedicare un paio di scatti alla citta' che non dorme mai.
Rientro verso le 10 pm in ostello. Il tempo di appoggiare le chiappe sul materasso "on the floor" che riapro gli occhi il giorno dopo alle 11 am. Mi accorgo di non essermi neanche messo il pigiama: eravamo cotti. Sveglia con doccia e giro presso il centro commerciale al Columbus Circle e via diretti verso l'immenso polmone di New York: Central Park.
Poiche' il parco parte dalla 59th strada e termina alla 110th strada, e' stato doveroso dedicare tutto il pomeriggio per visitarlo. Viste mozzafiato e suggestivi panorami ci hanno incantato, soprattutto la vista dalla pista di ghiaccio fra alberi e grattacieli. Dopo un rientro in zona Time Square, siamo ritornati in ostello e anche questa volta la stanchezza ha prevalso proiettandoci alla mattina di domenica.

Sveglia, doccia, colazione e via per Ellis Island, l'isola degli immigrati d'America. Dopo un giro sul battello, passando dietro la statua della liberta', siamo sbarcati sull'isola di fronte a Manhattan. Tour presso il museo dell'immigrazione e rientro a Battery Park nel Financial District. Non c'e' stato verso di trovare la statua del toro del New York Stock Exchange e quindi dopo aver visitato Trinity Churh ci siamo diretti verso l'Empare State Building. Dopo un oretta di coda ci siamo ritrovati all'82 piano dell'ormai piu' alto grattacielo della Big Apple e qui l'eccitazione e' salita alle stelle. Mai visto un panorama del genere. Dopo qualche posa a oltre 200 metri di altezza siamo riscesi dal grattacielo e ci siamo rifugiati all'ESPN Zone, un pub all'avanguardia con tre piani: first floor con tavoli per chiaccherare, second floor con poltrone e bancone per gustarsi una Hinekeen e vedersi una delle tante partite proiettate nella sala, third floor per cenare insieme ad amici.
Rientro piu' tardi del solito e sveglia questa mattina alle 10 per una giornata senza regole del tipo "va dove ti porta il cuore". Ed eccoci dunque in questo negozio di informatica a scrivere e soprattutto controllare il saldo della carta di credito, dopo la paura di una possibile clonazione. A risentirci, ma non piu' da questa fantastica citta', bensi' dalla capitale del Massachussets: Boston City.

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venerdì, marzo 17, 2006

Madison, Ground Zero, Brooklyn

Rieccomi qui. Non sono costante nello scrivere su questo blog, ma sapete New York City e' troppo grande e richiede tempo per visitarla. Inanzitutto siamo stati, la sera del 15, al Madison Square Garden e abbiamo potuto assistere ad una rara vittoria dei New York Knicks ai danni degli Atlanta Hawks dopo ben due over time. La partita e' praticamente durata due ore e mezza. Ci siamo presi, come da perfetti americani, un bicchierone di Coca Cola targato Knicks e ci siamo immersi nello stile statunitense a vedere il match. Partenza con inno americano, tutti in piedi e occhi spalancati sulle cheers leader ad ogni time out.
Il giorno 16 e' iniziato con un' altra abbondante colazione a base di hamburger, bacon e uova. Ci siamo diretti verso Ground Zero o per lo meno quello che rimane: un grosso cantiere accerchiato da cancelli sui quali affliggono le memorie degli scomparsi dell'11 Settembre 2001. Dopo un piatto di pasta dal giapponese del World TRade Center, ci siamo trattenuti mezza giornata nel Financial District, passeggiando per Wall Street e nel tardo pomeriggio, al tramonto, tramite la Subway siamo sbarcati a Brooklyn. Alle 19 ore locali ci siamo incamminati sul lungo ponte rimanendo a bocca aperta per lo spettacolo che si presentava ai nostri occhi.
Rientrando a Manatthan, ormai con le fiacche ai piedi, abbiamo ripreso la subway e siamo ritornati sulla 55-esima avenue verso il nostro ostello. Stremati, senza neanche cenare, ci siamo addormentati come due baccala' sul nostro soppalco. La giornata di oggi e' iniziata con una colazione di 15 dollari a base di pasta, carne, pollo, peperoni, patate fritte, succo d'arancia, kiwi, fragole, arancie, uva, melone. Naturalmente il pranzo e' saltato e per arrivare qui alla New York Library ci siamo imbarcati nella 5th Avenue dove c'era la processione irlandese per festeggiare S. Patrick. Al prossimo aggiornamento dalla citta' che non dorme mai.

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mercoledì, marzo 15, 2006

First Impact: too much

Eccomi qui. Dopo aver smaltito il fuso orario e dopo aver mangiato 4 volte in un giorno, mi ritrovo a scrivere questo post dalla New York Library. Ne approfitto per appoggiare le chiappe su una sedia, in un posto caldo e per far riprendere i miei piedi dalle lunghe camminate. Ieri sera l'impatto e' stato forte: abbiamo passeggiato a Time Square che di notte e' una figata poiche' le luci e le insegne su tutti i palazzi ti fanno pensare di essere al centro di una grande festa. Eravamo abbastanza esausti e siamo andati a dormire alle ore 10 locali, ossia ore 4 a.m. italiane, quindi dopo 24 ore in piedi.
Stamattina sveglia alle 7 e colazione a base di panino con bacon e uova, ed un bel succo di arancia. Partenza per Rockfeller Center passando per Time Square per una visita alla luce. Siamo saliti sul palazzo con ai piedi la famosa pista di ghiaccio, appunto il Rockfeller, e un ascensore in 30 secondi ci ha teletrasporati al 70 piano. Vista mozzafiato che ci ha immobilizzato per qualche minuto. Nonostante il forte vento a quell'altezza, abbiamo immortalato il paesaggio con alcuni scatti e ci siamo goduti il panorama. Dopo aver girato qualche isolato siamo giunti qui alla New York Library, una specie di stadio da quanto e' grande e in questo momento la fame sta salendo. Inoltre mi mancano pochi minuti prima che scada la connessione gratuita e quindi e' meglio che termino il post qui.
Ulteriori aggiornamenti saranno resi disponibili il piu' presto possibile (ASAP).

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lunedì, marzo 13, 2006

We're coming baby....

Hey mates! Today I've finally done the most difficult exam about Computer Science faculty of Varese. I'm free now, I'm free. I'm going in the city that never sleeps.

’let us be lovers we’ll marry our fortunes together’
’I’ve got some real estate here in my bag’
So we bought a pack of cigarettes and mrs. wagner pies
And we walked off to look for america
’kathy,’ I said as we boarded a greyhound in pittsburgh
’michigan seems like a dream to me now’
It took me four days to hitchhike from saginaw
I’ve gone to look for america

Laughing on the bus
Playing games with the faces
She said the man in the gabardine suit was a spy
I said ’be careful his bowtie is really a camera’

’toss me a cigarette, I think there’s one in my raincoat’
’we smoked the last one an hour ago’
So I looked at the scenery, she read her magazine
And the moon rose over an open field

’kathy, I’m lost,’ I said, though I knew she was sleeping
I’m empty and aching and I don’t know why
Counting the cars on the new jersey turnpike
They’ve all gone to look for america
All gone to look for america
All gone to look for america

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venerdì, marzo 10, 2006

Esoterismo informatico puro

Oggi ho finalmente sostenuto lo scritto di informatica teorica, una disciplina affascinante ma allo stesso tempo esoterica. Esoterica perchè c'è un velo di misteri su alcuni teoremi: infatti chiunque riuscisse a dimostrare che P = NP può vedersi attribuire un premio Nobel.

Naturalmente mi sono limitato a sostenere lo scritto e a dimostrare qualche piccolo teorema che naturalmente qualcun'altro prima di me aveva fatto. Mio padre nel pomeriggio mi ha consegnato la valutazione di un test sulla creatività fatto nel lontato 17 novembre 1994 (13 anni). Da questo manoscritto è emerso, paroli testuali, la seguente valutazione:
Non sei un genio creativo ma hai una buona dose di creatività che è in grado di farti intravedere strade e soluzioni che per gli altri non sono così evidenti. Sei una persona curiosa, ti piacciono le novità e scoprire i vari aspetti della realtà. Ami rinnovarti e ti adatti facilmente ai cambiamenti della vita. Hai diversi interessi che ami coltivare con un certo impegno. Il bello in senso lato ha per te la sua importanza. I tuoi gusti sono definiti, sai cosa cerchi quando devi acquistare un mobile, un abito o un qualsiasi oggetto di cui ami circondarti. Non sei proprio un anticonformista ma ti piacciono le cose originali. Sei sicuro delle tue idee e ti piace confrontarle con gli altri. Nell'ambito delle tue attività sai rispettare programmi e progetti secondo le tue previsioni. Nei tuoi lavori non ti perdi nei dettagli, curi maggiormente gli aspetti generali e l'obiettivo di fondo da raggiungere.


Aveva forse ragione il test?!? Non saprei, sta di fatto che il 90% di quanto scritto corrisponde alla mia figura. Dite che riesco a dimostrare che P=NP?

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mercoledì, marzo 08, 2006

L'attesa festa da(e)lle donne

Cara Lady Lovelace,

è da tando che volevo scriverti una lettera e colgo l'occasione per farlo nella giornata in cui viene celebrata la donna. Facendo parte di questa classe è giusto che dedico questa festa anche a te. Il destino mi ha fatto nascere parecchi anni dopo di te, ma è il ricordo che unisce ciò che il destino separa. Vitae non scholae discitur: si studia per la vita non per la scuola e penso che tu lo sapevi. Come mi è già capitato con altre persone, avrei voluto conoscerti diversi anni fa o meglio avrei voluto che tu fossi una mia coetanea o io un tuo coetaneo.

Poichè non è stato possibile parlarci di persona, ti chiedo di essere la protettrice di tutti i matematici maschi giovani, dato che comunque ci sai fare con i calcoli. Sarà proprio la tua capacità di intuire e vedere più in là che mi affascina, che mi attira alla logica, che mi porta spesso ad avere visioni in ancicipo o ad avere intuizioni strambalate che però molto spesso funzionano.

Auguri dunque signora Contessa, a te e a tutte le donne, sia quelle giovani, che quelle anziane, sia quelle adulte che quelle che dimostrano più anni, a quelle che ne dimostrano di meno e a quelle che non badano all'età. E' anche vero che tu non hai potuto festeggiare mai questa festa dato che come ben sai risale al 1929.

In quell'anno negli Usa, in una azienda tessile, scoppiò un forte incendio che si propagò a causa di scarsi sistemi di sicurezza e per le pessime condizioni di lavoro in cui erano costretti a lavorare i dipendenti. Questo evento causò la morte di buona parte dei lavoratori con un'alta percentuale di donne, fra i 18 e i 30 anni di età. Queste creature morirono soffocate prima di poter raggiungere l'uscita, sbarrata appositamente dal di fuori, affinchè il personale non potesse uscire durante l'orario lavorativo. Una cosa ridicola aggiungerei, senza un briciolo di senso logico. Comunque la tua memoria è invocata ogni volta che viene invocata una procedura del linguaggio Ada, quindi sei sempre con noi.

Gli anni avanzano e la memoria gioca sporco, parecchie donne attendono questo giorno per fare quello che fanno consuetudinamente, solo che possono permettersi di farlo con un briciolo di ripicca nei confronti di noi uomini. Data la tua capacità di rompere gli schemi imposti, di affermare il pensiero e la tua soggettività, ti chiedo se è proprio necessario aspettare l’8 Marzo per richiedere attenzione o aspettare un mazzo di mimose.

A mio avviso le cose rilevanti sono ben altre in una società dove purtroppo l'apparenza è considerata prioritaria al resto, dove non c'è più religione e ci si nasconde dietro a un mazzo di fiori. Le nostre mamme e le nonne non avrebbero voluto o vorrebbero una cosa del genere per noi, per il futuro. Vorrei chiederti di fare un appello a tutte le donne dicendo loro di smettere di stare dietro le quinte, di tirarsi fuori da quel guscio consuetudinale, di rompere gli schemi abitudinali, di essere più sicure e di avere più stima di se stesse e fare qualcosa di grande, qualcosa di diverso, rivoluzionario.

Un bacio lady.

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lunedì, marzo 06, 2006

Iperattività


Oggi un amico mi ha posto la seguente domanda:
Ma come fai ad essere sempre iperattivo?

La risposta è semplice ma triplice:

1 - Bisogna avere nei geni l'"iperattività". Come insegna il sig. Angeleri Emanuele, autore di due libri, basterebbe modificare una piccola parte di ogni filamento di dna relativo all'iperattività di una persona, un "semplice bit" e porlo a 1.

2 - Bisogna essere abituati o perlomeno cercare di abituarsi ad essere persone iperattive. E' bello essere tali: i pensieri maligni vengono trascinati con forza altrove, sei sempre impegnato e soprattutto il cervello non si atrofizza, è sempre al lavoro. In futuro ogni individuo potrà solo trarne dei benefici.

3 - E' molto meglio spaziare su differenti tematiche anzichè concentrarsi esclusivamente su un set ristretto. Dunque per fare cio' bisogna essere iperattivi, darsi da fare per cercare di realizzare tutto e al meglio. Naturalmente, non essendo dei ciborg e soprattutto non avendo la possibilità di sfruttare un giorno del pianeta Giove, bisogna selezionare le attività e scremare quelle con priorità minori.

C'è sempre tempo per dormire, ci sarà parecchio tempo per dormire. Le rivoluzioni vanno fatte adesso, quando si è ancora attivi. Spero di non essere affetto dalla sindrome ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) però è bello essere iperattivi. Non penso di essere affetto dalla sindrome dato che non sono agitato, distratto o offensivo. L'iperattività è bella perchè ti permette di fare nuove esperienze, in tutti i campi, ma come ribadito nei post precedenti, è bene staccare la spina ogni tanto.

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sabato, marzo 04, 2006

Have a break, Have a ...

Pausa di riflessione di 35 ore in cui la linea adsl è stata disattivata per permettere un cambio di contratto deciso all'ultimo momento. El viento viene El viento se va Por la frontera. 35 ore differenti, senza scrivere nulla, senza digitare tasti, ascoltando un po' di musica in più e pensando: "cosa faremo senza internet?". El viento vien El viento se va cercando di farne a meno quando si può, di vivere in maniera meno digitale, più naturale, a contatto con altre persone.

Bloggare è bello, soprattuto se riesci a salvare sotto forma di bit le tue esperienze, gli eventi e i sentimenti che caratterizzano la tua vita. El hambre viene El hombre se va Sin más razón è senza dubbio un bello strumento per salvare il "tempo". Però a parte questo, bisognerebbe estraniarsi dalla rete e cercare di vivere senza di essa, non essere dipendenti, vivere alternativamente, scoprire nuove cose. El hambre viene El hombre se va Ruta Babylon...

L'inverno attuale non fornisce segni di cedimento e sei costretto a non uscire come vorresti, startene a casa, magari a studiare, leggere un libro, ascoltare la musica: non ti è permesso di evadere dalla consuetudine e partire Por la carretera La suerte viene La suerte se va.

Affidarsi alla sorte alle volte fa bene, ma spesso fa male: Por la frontera La suerte viene La suerte se va. Bisogna aver carattere, fare le cose anche senza l'ausilio di altre persone, El hambre viene El hombre se va Sin más razón

El hambre viene El hombre se va Cuando volverá Por la carretera dell'informazione.

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giovedì, marzo 02, 2006

From 11 a.m. to 11 PM

Per fortuna che mi sono alzato alle 10 stamattina. La giornata è iniziata con un amico che si è presentato praticamente in casa con un quadd rosso. Dopo aver masterizzato un paio di cd mi sono fatto scorazzare col mezzo alternativo in università dove mi aspettava una lezione di logica computazionale 1.

Al termine sono riuscito a convincere gli amici accademici ad andare al Circolino di Bosto per un succulento pranzo a base di pasta al ragu, bistecca e uno strudel di mele che sembrava più un pezzo di gomma. Al pomeriggio, dalle 14:30 in poi ho ripreso a studiare Informatica Teorica fino alle 19:00 quando un brontolio dello stomaco è rimbombato per i corridoi deserti dell'ateneo.

Direzione kebabbaro, per una piadina kebab con maionese e yogurt con 250/300 grammi di carni di tacchino e pollo. 15 minuti per gustare con l'amico max la prelibatezza made in Turchia e via diretti verso aula bunker. Qui ho ritirato fuori dalla borsa 24 ore gli appunti e mi sono rimesso a studiare fino alle 23. Dunque praticamente 12 ore di studio: non male per uno che alle superiori non aveva minimamente voglia di aprire un libro o giornale se non il Sole 24 Ore.

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