domenica, aprile 30, 2006

Ostello ex-birreria

Seduto su una poltrona di un ostello ex-birreria del 1600 aggiorno il diario di viaggio. Questa mattina all'ora di pranzo siamo giunti a Westport, tranquilla e piccola town ad ovest dell'Irlanda. Risposino dopo i bagordi di ieri sera nel paese dei balocchi, ossia Galway, la città della gnocca ubriaca, siamo andati a super-value market a comprare qualcosa per il pranzo posticipato all'ora della merenda. La giornata di ieri è stata caratterizzata dalla visita ad "Aran Island" fra mucche, prati sterminati, gallina in strada, mare chiarissimo.

Noleggio mountain bike e via pedalare verso il faro nel punto più alto dell'isola. Terreni perfettamente recintati da sassi, qualche cavallo quà e là, testa verso il cielo. Risultato: fantastico panorama. Nello scendere fra le varie stradine in pietra ci siamo fermati in spaggia dove ho costruito il mio castello. Pausa pranzo presso Supermacs, concorrente irlandese di McDonald e frutta a "Spar", catena presente anche nel sud Italia. Rientro nel tardo pomeriggio in ostello a Galway, dove scopriamo che non abbiamo la possibilità di soggiornare per un'altra notte e Vincenzo, il tipo italiano dell'ostello, ci trova un'altra sistemazione in una casaa vicina abitata da studentesse. Dopo aver salutato l'amico Giova in via del rientro, mangiamo un piatto di pasta al pesto e ci azzardiamo in una discotexa dove tiriamo le tre.

Cinque ore di sonno e di nuovo sul bus Eireann verso Westport. Ancora seduto su questa poltrona tra una musica francese che serpeggia nell'aria ed un profumo di bacon e cipolle, osservo Ignazio mescolare un mazzo di carte. E' bello cambiare di volta in volta ostello, si possono apprendere usanze tipiche del posto, mettere a confronto etnie differenti, conoscere nuove persone e soprattutto divertirsi in maniera semplice.

venerdì, aprile 28, 2006

27th April: 14:00 pm

Eccoci sbarcati a Limerick, città carina dai mille pub, come tutta l'Irlanda. Il sole ci riscalda il pomeriggio cominciato con un modesto pranzo a base di pasta pasticciata, patatine e pizza rustica. Giro turistico per le vie pulite e nel tardo pomeriggio ci fermiamo prima a Sant John Cathedral e poi a King's John Castle. Il panorama da quassù non è male ma aimè, ci tocca recuperare i bagagli al deposito della stazione e prendere il bus Eireann verso Galway City.

L'ostello, per fortuna, questa volta è assicurato dato che Giorgio l'ha prenotato a nome suo, con la mia carta di credito e lasciando il telefonino del Giova. Bye bye Limerick.

28th April
Un venticello mi sveglia questa mattina: la finestra era aperta. Indovinate chi l'aveva spalancata? Mr. Giogio. I giapponesi alle 8:30 non c'erano già più e puntuali come l'orologio del Giova alle 9:00 finiamo la colazione di cereali, latte, marmellata e succo d'arancia. Via verso la bus station dove saliamo sul pulmann un'ora dopo rispetto ai nostri programmi: direzione Cliff of Moher.
Due ore di pseudo sonno sui bonghi elettronici dei Chemical Brothers e arriviamo sulle montagne a picco. Foto panoramiche stupende, pose azzardate a 200 metri di altezza, ricordo di gruppo. Un vero spettacolo.

Il tempo è tiranno e l'autista non aspetta: dobbiamo ritornare a Galway. Sono qui, sul divano nero, accogliente dell'ostello "Kilnay house" a scrivere quete quattro frasi per mantenere vivo il ricordo di questa bella vacanza. Domani è un altro giorno e noi ci godiamo ancora la serata.

giovedì, aprile 27, 2006

26 o 21? rien ne vas plus...magari

Viagiando su un bus Eireann mi appresto a raccontare, attraverso una penna, questa volta nera, ciò che ha caratterizzato il 26 di Aprile nella città di Cork. Appena ne avrò la possibilità renderò queste parole in bits in modo che, anche voi dall'altra parte del mare, possiate avere un'idea di cosa succede quassù. Dopo un rigenerante sonno apriamo gli occhi sotto il cielo chiaro di Cork, nuvoloso ma promettente.

Una doccia per un risveglio immediato e via per S. Patrick Street, cuore della cittadina irlandese. Per le strade serpeggiano donzelle di carnagione chiara, ma comunque affascinanti....azz. L'una pm arriva in un batter d'occhio e dopo aver acquistato qualcosa al supermarket, ci proiettiamo nel caratteristico mercato coperto dove Gnagno compra del salmone e Giova un panino salutare che il giorno dopo finirà nel cestino.



Pranzo nella cucina dell'ostello e penichella fino alle 18:00... qualcuno sosteneva le 17:00. Dopo una mail check, via verso Quad pub per vedere il Milan sfumarsi via un'altra Champions League contro Ronaldinho & co. Durante il match, i tre ragazzi intraprendenti del nord Italia, si gustano 4 kebabs a base di Beamish e Murphy. Oooops; I did it again!... il resto della serata. Eccoci quindi su questo pulmann verso Limerick, la terza città irlandese dopo Dublin e Cork. Sono le 11 pm del 27 Aprile e sulle note di "so far away" osservo il panorama, penso, chiudo gli occhi, li riapro e scrivo. In fondo non è cosi' tanto lontano, basta crederci.

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mercoledì, aprile 26, 2006

Pret a manger

26th April - Evening

Il destino ci ha portati a 'pret a manger' tipica catena di ristorazione anglosassone. Siamo nelle stesse condizioni di Tom Hanks, imprigionati nella zona franca di Stansted airport. L'arbitro sta per fischiare il calcio di inizio del match di footbal tra Virreal e Arsenal. Abbiamo appena ordinato 3 coca cola, 2 beef burger e una paella e come al solito la carta con incisa la regina non vuole rimanere in tasca.

Come volevasi dimostrare la sfiga si sta prendendo gioco di noi e l'unico volo con partenza stimata è il nostro. Se tutto va bene siamo rovinati. Reduci da una gita in giornata a Cambridge, rinomata cittadina universitaria a poche miglia dalla capitale del Regno Unito, rimaniamo basiti dai nostri fisici che, pur essendosi riposati quà e là per poche ore, fanno ancora il loro dovere.

L'entusiasmo del gruppo annulla le fatiche, ma c'è già chi pensa ad andarsi a confessare. Pepsi cola annacquata per degustare la cena prelibata e un sacco di stronzate sparate a raffica a salve. Riusciranno i nostri eroi a raggiungere la città di Cork in nottata oppure Gio, Luca e Giova dovranno inventarsi intrattenimenti atipici nella zona franca?

Siamo da 24 ore in U.K. e già mi sta salendo l'ansia e la voglia di abbandonare questa stupida country.

8:45 (Greenwich)
Portata calorica denominata Apple Pie nell'intervallo del game di calcio. Ritardo stimato 3 ore e 45 minuti. Ormai la sfida è contro la sfiga. L'ipod è scarico, non ho voglia di leggere e probabilmente ho il verme solitario dato che ho sempre fame. Per fortuna che c'è la penna.

p.s. Dimenticavo che a Cambridge sono stato al King College dove sono archiviati i manoscritti di Alan Turing. Naturalmente non mi sono fermato alla prima porta e dopo mille controlli, firme di contratti e compilazione di form sono riuscito a toccarli con mano e a leggerli :-)

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martedì, aprile 25, 2006

Cambridge o London City?

Abbiamo qualche ora per decidere, poi i giochi sono fatti: rien ne va plus. Cosi direbbe un croupiè ben remunerato. Siamo in bilico tra la monotonia crescente di un aeroporto affollato e l'escursione storica ma piena di sonno. Il tempo non ci dà retta e per inerzia inarrestabile scorre in una giornata uggiosa.

E' proprio la nebbia che ha creato questo hamletico interrogativo. L'indecisione è sempre dietro l'angolo, pronta a sbranarti, come la sfiga che ti cancella il volo per Derry e ti porta a stravolgere i piani e accettare un passaggio, in serata, per Cork City, Ireland. La Ryan Air perde punti nella corsa al trono delle low cost e dopo averci lasciati a Gatwick airport, si dimostra, con amarezza e stupore, poco organizzata. Ma noi siamo giovani, assonnati ma comunque giovani e dopo essere sbarcati a Victoria Station, montiamo su un tipico taxi nero che finalmente ci porta a Stansted airport dove avremmo dovuto arrivare diretti da Orio al Serio.

Il bilancio è di 110 sterline per il taxi notturno, una strisciata poste pay per la colazione, parecchio sonno arretrato ma questo post da una panchina condivisa dagli amici Gnagno e Giova, accomunati da un fischio masnaghese.

Si sa quando si parte e dove si parte, ma non si sa dove e quando si arriva. Questo e' il bello del viaggiare...

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domenica, aprile 23, 2006

Indecisione

Io mi godo la vita, voi fate quello che volete...


Non vorrei essere impreparato quando stringerò la mano a Dio, qualsiasi esso sia. Non vorrei che Lui mi dicesse:

Potevo mandare un bambino del terzo mondo al posto tuo...

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sabato, aprile 22, 2006

Il sole: pro e contro

Bello il sole. Caldo il sole, soprattutto quando la zona UTM 32 è esposta di più alla grande massa di fuoco. Il sole porta con se dei pro e dei contro. E' bello prendere il sole, abbronzarsi, macchissenefrega prenderlo sempre. E' bello avere la possibilità di uscire di casa la mattina e vedere il sole che si specchia sui vetri delle macchine. Il weekend puoi andare a giocare ai campetti con gli amici, se c'è il sole, ma se non c'è ti tocca passare ancora ore su ore attaccato a quella massa di circuiti chiamata computer. Il sole è un pro, un professionista del caldo, ma cacchio, scotta troppo alle volte.

E' giunta la primavera e venerdi sera il Moro Missi Ze ha compiuto un quarto di secolo. Uva rara, gente rara, fuori le nuvole dal gruppo, fuori la feccia, quella che è caduta in basso, veramente in basso. E' difficile rialzarsi: è alla luce del sole. E' bello uscire dall'università alle 18 e vedere che è ancora lì. Puoi anche uscire tranquillamente sudato dalla palestra che puoi stare tranquillo di non ammalarti. Cavolo il sole è bello. Il sole è anche un contro, un controsenso. A cosa serve se te ne stai seduto sullo stesso tavolo per ore, senza concludere niente. Nella stessa stanza lo guardi attraverso i vetri, ma non puoi uscire, non puoi goderti le spendide giornate. Ci sarà un motivo per cui sei dentro e non puoi goderti il sole.

Il sole è sinonimo di estate, di rinnovamento, di spensieratezza. Riscalda l'ambiente e puoi dormire in aeroporto senza patire il freddo. Ma se hai da fare non puoi sfruttarlo fino in fondo, ti devi rassegnare e continuare il tuo lavoro, i tuoi progetti. Ma si sa, prima o poi, dopo la tempesta, dopo la bufera uscirà sempre il sole. E' questo il bello. Comunque lui è sempre lì, pronto a darti una mano, ad allungarti un raggio, a riscaldarti e a confortarti. Ma il sole è spesso dentro di noi, basta sentirselo e utilizzarlo. Quindi non bisogna badare alle apparenze, guardare il sole dal basso verso l'alto. In questo modo anche una giornata di pioggia, di neve, di vento può essere calda e luminosa. Io spero solo che in Irlanda avrò la sua compagnia, ma so già di aver vinto la battaglia con lui poichè, anche se non si presenterà alla porta, io mi divertirò lo stesso.

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giovedì, aprile 20, 2006

CI@O

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mercoledì, aprile 19, 2006

Afrodisiaco, monkey business esoterico

All'aumentare della complessità di un sistema, la nostra abilità a formulare sentenze precise e significative (non arbitrarie) rispetto al suo comportamento, diminuisce fino a raggiungere una soglia oltre la quale precisione e significatività diventano caratteristiche mutuamente esclusive [1].


La pasqua è terminata, volata, mi è servita per stare in famiglia, riprendermi un pò dai numerosi impegni, guardare più televisione rispetto al solito. Insomma ho dormito qualche oretta in più ma mi sono risvegliato più scemo di prima. E' un periodo in cui si conclude poco, ma si lavora tanto. Sono periodi transitori, di stallo, dove non vedi i risultati. Ma si sa, chi lavora bene prima o poi verrà premiato. Quindi io aspetto quei giorni...

Poichè un modo per condurre l'analisi di un sistema complesso, ossia il mondo in cui viviamo, è quello di optare per una versione semplificata ed ammettere, esplicitare un grado di incertezza nella sua descrizione. La descrizione rigorosa ed esplicita dell'incertezza associata a tale descrizione compensa la perdita di informazione e le sentenze che si ottengono sono meno precise o certe e la loro rilevanza al sistema in esame è mantenuta interamente. Questa la spiegazione del mio comportamento da "bambino adulto" un pò incerto sul da farsi o meglio un comportamento transitorio che accetta la vita così come è e va avanti, aspettando quel giorno di prima...

Ci si rimbocca le maniche, si va avanti, tenendo nel cuore tutto, cose belle e brutte, facendo sempre esperienze e andando ancora una volta avanti. Fiducioso nel futuro, siete tutti invitati al giorno di prima.

[1] Zadeh 1973

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venerdì, aprile 14, 2006

I 23-enni di oggi

I 23-enni di oggi non sono più quelli di una volta. Bhe ovvio, i 23-enni di 23 anni fa non sono più i 23-enni di oggi. Comunque oggi è il compleanno dell'amico Matteo, Italian Stallion del varesotto. Lo conobbi in quel di Oxford, sotto un ombrello, anzi ad essere più precisi su una panchina dell'immenso parco dell'Università in via Ravasi. Era con Chiara, la sua amica del cuore, la sua vera passione. Dovevamo partire per Oxford e i due volevano incontrarmi per fare due chiacchere prima del grande viaggio.

Da lontano, appena li vidi, pensai:
Con che gente mi tocca andare a studiare ad Oxford.

Invece col passare del tempo ho rivalutato Matteo, la sua simpatia e la sua spontaneità, alle volte ingenua. Ne abbiamo fatte di cotte e di crude in Inghilterra e ne continuiamo a fare qui, a Varese e in giro per l'europa. Mi ricordo il Big Apple, un pub carino a Bratislava, dove il novellino Mat non reggeva la birra e, per aiutarlo, ci pensai io a finirla. Mentre sorseggiavo, mi accorsi di essere da solo e per ben mezz'ora mi chiedevo dove fosse finito l'amico. Vabbè, lo vidi ritornare contento quindi mi tranquillizzai, ma non ho mai saputo dove fosse stato in quel lasso di tempo.

Oggi il ragazzo ha una capigliatura trend, degli occhiali trash e un savoir fair più grezzo ma più sicuro. Siamo stati a Vienna, Bratislava, Budapest, Brugges, Bruxelles, Anversa, Londra, Oxford, Lugano, Winchester, Stonenghe, Barcellona, Valencia e anche al Sacro Monte, e la sua generosità e disponibilità mi ha sempre colpito. Comunque attualmente rimani un buon amico, sul quale contare, anche se ultimamente hai incrementato la tua dose di stronzate giornaliere :-). A parte gli scherzi mi auguro di avere ancora l'onore di di visitare qualche bel posto over Europe con te.

Buon compleanno Mat.

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mercoledì, aprile 12, 2006

Bye Bacco

Eravamo nella stessa classe, ogni tanto anche nello stesso banco a due. Ma facevamo troppo casino per stare seduti vicini e i docenti ci spostavano in continuazione. Quante volte ci hanno "sbattuti" fuori dall'aula, quante note abbiamo preso e ti ricorderai anche di quando organizzavamo i cori contro l'insegnante di francese. Note su note, zeri su zeri. Come dice l'amico Mino eravamo i primi ad entrare in classe, per copiare i compiti di inglese e non solo. Facevamo parecchie cazzate insieme e con gli altri, ci scambiavamo le figurine dell'NBA, le barattavamo addirittura per i vari suggerimenti durante le verifiche. Cose da giovani. Eri un ragazzo generoso e simpatico, disponibile e sempre socievole, corretto verso gli altri. Ultimamente non ti frequentavo molto, ma ogni volta che ci incontravamo eri il primo a venirmi a salutare.

Eri uno come noi, come tutti, un ragazzo spensierato, che si era affacciato al mondo del lavoro e ti piaceva lavorare qui, era quello che avevi sempre sognato. Abbiamo fatto anche un altro diploma insieme all'enaip e anche tu ti eri schierato dalla parte degli informatici. Leggevo quotidianamente il tuo blog, ma aimè, da oggi non potrò più farlo.

Non meritavi tutto questo. Non se lo meritava la tua famiglia e neanche il tuo fratellino . Non se lo meritavano i tuoi amici. Ne avevi tanti e ne hai ancora tanti, tutti per te. Non si dimenticheranno mai di un amico.



Grazie bacco, un grande saluto..

Ciao Bacco.
Ciao Bacco.
Ciao Bacco.
Ciao Bacco.
Ciao Bacco.
Ciao Bacco.
Ciao Bacco.
Ciao Bacco.
Ciao Bacco.
Ciao Bacco.
Ciao Bacco.

Un pensiero per Bacco lo potete laciare qui: verranno recapitati alla famiglia.
Una pagina su VareseNews per ricordarlo.
Gli articoli di giornale sono de "La Provincia" di Varese di Giovedì 13 Aprile.

Ciao Bacco.

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martedì, aprile 11, 2006

Elezioni 2006 Italiane

Le elezioni italiane: una cosa sempre lunga, astidiosa, bizzarra e, in questo caso, anche combattuta, più combattuta del solito.

Non si sanno ancora i risultati del senato, ma quelli della camera hanno decretato vincitori i partiti della sinistra. Manca il conteggio dei voti degli italiani all'estero, che possono ribaltare la situazione e confermane la sinistra anche al senato, oppure decretare il centro destra vincitore. Staremo a vedere. Ieri sera sono stato in piedi fino alle due sperando, come parecchi cittadini, di sentire ufficialmente i risultati finali. Capito l'andazzo sono andato a dormire e infatti eccomi qui a scrivere dal mio ufficio in università, non sapendo ancora il risultato totale di queste elezioni 2006.

La sinistra probabilmente ha festeggiato troppo in fretta, comunque i coglioni italiani sono risultati praticamente il 50% della popolazione votante. Gli exit-poll hanno fatto previsioni azzardate, le proiezioni si sono rilevate uno strumento abbastanza ambiguo e poco significativo. Il cambio di governo dovrebbe essere avvenuto, ma resta comunque un paese "spaccato", come intitolano diversi giornali, diviso in due schieramenti, praticamente alla pari.

Staremo a vedere cosa il nuovo governo e la nuova maggioranza combinerà, anche se ci sarà sicuramente qualcosa che non andrà bene. Siamo tutti bravi a criticare, ma poche sono le persone che si danno realmente da fare e soprattutto contribuiscano a realizzare gli interessi dei cittadini.

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domenica, aprile 09, 2006

Free drink sponsored by University

Why don't you take another little piece of my heart
Why don't you take it and break it
And tear it all apart
All I do is give
All you do is take
Baby why don't you give me
A brand new start

So let me live (so let me live)
Let me live (leave me alone)
Let me live, oh baby
And make a brand new start


Lasciateci vivere. Lasciateci divertire. Lasciateci fare cazzate. Lasciateci fare. Ieri serata memorabile, assolutamente da ricordare. Tutto inizia a metà settimana, da un incrocio di persone, un amico norvegese, tale M1, che si è dimostrato assolutamente una persona su cui fare affidamento, valida e disponibile. Dopo aver scambiato quattro chiacchere, ci siamo ripromessi di vederci nel weekend e fare qualcosa insieme. Dopo aver reso partecipe della cosa anche l'amico M2, sabato sera mi arriva un sms con scritto:
Hi Luca, what's up. Brd you planing to go out thi evening? Tell me. M1


Ecco, è proprio da qui che inizia la serata. Dopo qualche sms scambiato, ci ritroviamo alle 10:30 sotto casa mia, direzione GF, località C. Ci imbattiamo in un party privato, festa di laurea, senza sapere chi fossero veramente i festeggiati. A disposizione c'era parecchia roba, fredda, da mangiare, ma praticamente niente da bere. C'era il bancone e bisognava pagare la consumazione. Ma l'amico M2 avvista un fogliettino stropicciato nelle mani di una tipa, con la dicitura: 'Free Drink'. Cavolo, qualcuno deve aver distribuito i free drink. E noi? Noi non ne abbiamo neanche uno. Cavolo, bisogna pagare. Allora si fa un investimento e si acquista uno di quei talloncini bianchi e fra M1 e M2(M & M) si trama qualcosa. Vedo i due puntarmi, con fare insistente si avvicinano verso di me. Cosa avranno partorito le loro menti malate. In poco tempo capisco il gioco, l'adrenalina inizia a salire e ormai spinti dal bere tutto ciò che volevamo, decidiamo di riprodurre quei bigliettini.

Cavolo, io non ho la stampante, ma ho lo scanner. M2 abita troppo lontano, ed il gioco non vale la candela. M1?? M1?? Spunta l'omino di origini norvegesi ma puro tedesco, dicendo che aveva una soluzione. Poichè il ragazzo sta facendo la tesi presso la mia Università, ha a disposizione un suo ufficio, con tanto di fotocopiatrice. Cavolo, c'è un problema: come si fa ad entrare in Università a quest'ora? Niente paura, l'omino M1 deve solo tornare nella sua "homeplace" per recuperare le chiavi dell'ufficio e poi si può procedere con il piano diabolico. Ecco, sono circa le 11:30 e riusciamo ad entrare in una delle sedi dell'ateneo in piena notte e dopo aver disattivato l'allarme, iniziamo a fotocopiare.... Abbiamo parecchi free drink a disposizione e dopo una stampa ricordo con le nostre firme, opportunamente appesa in bacheca, richiudiamo e reimpostiamo l'allarme del posto segreto e ritorniamo sul luogo della festa.

Attenti a non dare nell'occhio, arriviamo a fine serata abbastanza brilli, con all'attivo parecchie consumazioni di svariato genere. Divertiti e con l'adrenalina che scorre nel sangue ci dirigiamo verso il Film , per finire la serata con due salti e io e M2 assistiamo basiti allo show dell'amico M1 che si crea un ampio spazio nella pista per mostrare i suoi balli folcloristici. Insomma, senza regole, senza regole. Bisogna vivere, bisogna farle ogni tanto le cazzate, bisogna vivere...

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giovedì, aprile 06, 2006

Cioccolato per l'informatico

E' bello aiutare gli amici, E' bello aiutarli ad imparare ad usare word, excel, powerpoint, access. E' bello capire perchè hai abbandonato o almeno cerchi di abbandonare questi programmi dello Zio. E' bello stare lì ed insegnare cosa è un piè di pagina, una nota a piè di pagina, una query, una maschera. E' ancora più bello quando ti chiedono che cosa è una macro e tu rispondi loro dicendo che è una serie di operazioni che si possono eseguire in maniera automatica. E' bello quando provano a costruirsi la loro macro e poi succedono gli incidenti: mantengono l'attivazione delle macro in automatico e phum, ecco il virus che agisce...
Vabbè, è inutile stare a discutere sempre sulle stesse cose. Tanto c'è chi usa una cosa e c'è chi ne usa un'altra. C'è chi vota a sinistra e c'è chi vota a destra. C'è anche chi non vota e questo rappresenta la classe al livello più basso. Attenzione, questo non significa che chi non vota perchè è impossibilitato appartenga a questa classe. Comunque una cosa è certa: il premio ottenuto per spiegare all'amico, vecchio amico, due nozioni sui programmi dello Zio Bill.

Due belle tavolette di cioccolato, due intere, tutte per me. Che buono il cioccolato, soprattutto quando ne mangi tanto che ti vengono le afte in bocca. Ma è buono il cioccolato e per me che sono goloso è ancora più buono. Ho trovato la soluzione. Il metodo di pagamento per future collaborazioni circa l'insegnamento di programmi windows è un buon pezzo di cioccolato. Ecco ho scoperto a cosa serve winzozz...ma uffi, non potevano regalarmi direttamente una cioccolataia...

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lunedì, aprile 03, 2006

A volte ritorna...

Mai pensare che non ti tocca, mai pensare che non c'è mai stata e mai pensare che sia andata definitivamente via. Alle volte ritorna. Quando meno te l'aspetti, quando non programmi le cose, quando non fai calcoli, quando hai bisogno di lei, eccola li, presentarsi un pò timida, quasi spaventata.

Ha avuto qualche attimo di esitazione, un po' sulle sue è rimasta dietro un uomo col codino e pantaloni di pelle. Ad un certo punto pensavo se ne fosse andata, era scappata verso qualche croupiè bellone, oppure verso il bancone delle bevande, forse aveva sete. Ma sono attimi lunghissimi, tremendi, quasi stavo per cadere senza avere la possibilità di rialzarmi.

Ma proprio quando meno te l'aspetti ecco, ritorna, più assetata di prima, più energica, meno timida e più concentrata. Cacchio è tornata e questa volta si vede. Poche fishes rimaste, tutte bianche, di poco valore. Cavolo inizia a fare effetto, inizia a carburare. Wow, è tornata, più forte di prima. Il colore delle fish inizia a cambiare da bianco a giallo e poi rosso, sempre più rosso. Cavolo è tornata, da quanto tempo che ti aspettavo. Tanto tanto tempo. Ma forse sbagliavo io, ero io che la cercavo, ero io che la cercavo a tutti i costi, ero io che la volevo.

Una cosa ho capito: non si può comandare la fortuna, non si può pretendere che lei ti aiuti, non si può pretendere che lei lo faccia sempre. L'importante è accontentarsi, l'importante è riconoscere i benefici apportati, anche quelli piccoli, raccogliere i suoi frutti e aspettare..... aspettare che torni ancora. Perchè se non ti accontenti sono guai, dopo il bel tempo ci può essere la tempesta e si sa, la sfiga è sempre dietro l'angolo...

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sabato, aprile 01, 2006

Meglio un pesce d'aprile che uno squalo di ferragosto

Dipende dal pesce. Se è un salmone allora conviene mangiarlo sopra una tartina, e come consiglia la ricetta Pm, magari con un buon gallone di Gatorade. Se è un tonno conviene impastarlo e fare una salsina alla Jack. Se sono cozze conviene lasciarle agli altri, quelli che si accontentato, come il pirl8, se è un pesce spada conviene combattare duro e cercare di pescarlo con tecnina Cho Gia Gus. Un polipo sta attaccato come un polipo, ma speriamo non sia amico delle cozze.

Ci sono i cefali che di solito vanno bene per quelli over 100Kg, tipo Jaculo o le sogliole, utili per accoppiamenti Rock anche se Lore preferisce le donne del riccio. Poi ci sono i bianchetti, che di solito ti danno il due di picche e questi vanno bene per chi ne ha presi troppi in una serata in disco. Ci sono poi le scorfane, le donne degli scorfani, che sono utili per coloro che sono proprio alla frutta, altrimenti la razza, pesci un po' ambigui che vanno in giro con il luccio. Ci sono i gamberi, fritti sopra un mare di briciole, giustamente preferiti dall'algoritmista Bric e le cappesante, utili da gustare con gli amici al pub.

Il granchio è quello che si attacca e non si stacca più, tipo 5 e mezzo al Film. San Pietro, detto anche Piero, è il più religioso, ma è sempre in lite con il più famoso Mosconi che preferisce un buon piatto di aragoste. Il nasello è sempre raffreddato ma grazie al consiglio del rombo, ha fatto una cura toccasana. Il branzino preferische un buon bianchetto a tavola, ma il bruciato Marcellaio, predilige lo stoccafisso con alcol etilico. Ci sono le code di rospo che hanno la coda di paglia e i baccalà che rimangono sempre a bocca aperta. Gli sgombri sono quelli che vogliono rimuovere i poster dagli uffici e le lumache che fanno un esame all'anno. La carpa sta in ufficio senza scarpe, ma non ha più la targhetta con scritto dott. Max. e al suo posto l'uomo broswer si gusta il nuovo titolo.

Infine ci sono le anguille, quelle fiscide che sguizzano via, via dai problemi, quelle che si rifugiano dietro una propria barriera psicologica e che si mordono la coda.

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