giovedì, agosto 31, 2006

Stockholm city - part 3

Ore 12:30
Ultimo giorno di Agosto ed ultimo giorno nella capitale della Svezia, ultimo giorno di viaggio ed ultimo giorno di vacanza (ad Agosto) dato che questa sera dormiro' nel mio comodissimo letto blu, quindi tornero' in Italia.

Ieri sera dopo aver abbandonato, verso le 22:30, il dormitorio con 6 ragazze e noi due (le ragazze a quell'ora dormivano tutte, sembravano nonnette), siamo andati allo Spybar, club in centro' citta'. Dopo qualche discussione con la sicurezza della disco per entrare, siamo riusciti a varcare la porta di questo strano locale dove la gente era prevalentemente ubriaca, dove volavano bicchieri di vetro per terra, dove il vino veniva versato sulle teste anziche' nei calici o perlomeno in bocca.

Come al solito niente di particolare tranne le stangone bionde che sembravano essere belle solo loro, poco amichevoli e sulle loro. Abbiamo osservato la scena e verso le 3 am abbiamo levato le tende per dirigerci verso l'ostello, ma non prima di aver mangiato un panino veloce.

Mi ritrovo cosi´sul divano dell'ostello CityBackpapers a scrivere quelle che saranno le ultime parole in terra scandinava. Adesso vado un attimo nel web a cercare "noleggio auto Cuba"...

ore 19:30 - Stockholm - Varese
Scrivo da territorio internazionale, territorio non appartenente a nessuno, ossia il cielo. Questo significa che stiamo tornando a casa, stiamo tornando a Varese.

Anche questo viaggio è praticamente terminato, ho bisogno di dormire, riflettere e trarre tutte le dovute conclusioni, positive e negative. Questo compito non lo farò da quassù, bensì dalla mia scrivania, a casa, a Varese, dopo aver inviato un paio di mail.

mercoledì, agosto 30, 2006

Stockholm city - part 2

Stockholm - Old City
Ore 22:10
Mi ritrovo sdraiato al secondo piano del letto a castello nel terzo ostello cambiato in tre giorni a Stoccolma. Probabilmente questa' sara' l'ultima volta che scrivero', in territorio straniero, alcuni pensieri di questa lunga ed internazionale vacanza.

Non sappiamo ancora se uscire o abbioccarci definitivamente per affrontare il ritorno in patria, domani 31 agosto 2006. Oggi abbiamo accumulato sulle gambe parecchi km in questa capitale che sembra non finire mai.

Abbiamo visitato parecchi posti di Stoccolma, ma i giorni a disposizione sono quelli che sono, anche se ci sarebbe ancora molto da vedere. Certo, l'ideale sarebbe soffermarsi qualche mese in una localita' per apprezzare le sue bellezze e scoprire tutti i suoi lati nascosti, ma purtroppo questo non si puo' sempre fare.

Comunque ci siamo divertiti in questa splendida citta', abbiamo addirittura mangiato uno dei migliori piatti di lasagne degli ultimi anni. Ci sono tanti pensieri che mi balzano in mente in questo penultimo giorno in Scandinavia, ma non e' ancora il momento di trarre le conclusioni e fare previsioni poiche' abbiamo ancora qualche ora da vivere in questa terra che fra qualche settimana diventera' parecchio fredda.

martedì, agosto 29, 2006

Stockholm city - part 1

Old StockholmOre 18:00
Ancora qui, seduti ad un tavolo di Burger King a mangiare quelle schifezze che loro chiamano menu'. Ieri sera, arrivati a Stoccolma, abbiamo scoperto sulla porta del nostro ostello, che il check-out chiudeva alle 18:00 ed essendo le 22:30 avremmo dovuto recarci nella sede principale dell'ostello, situata qualche km piu' in la'.

Arrivati nella seconda sede, scopriamo che l'ostello e' chiuso e ci vuole il codice per entrare. Allora aspettiamo qualche ragazzo che passasse da quella porta, spiamo il codice ed entriamo anche noi. Aime', anche qui la reception era chiusa. Un ragazzo tedesco, anche lui smarrito quanto noi nel trovare l'ostello, che alla fine era in mezzo ad un'incrocio di strade, quindi non perfettamente visibile al primo colpo, si unisce a noi per capire come riuscire a contattare qualcuno.

Troviamo un numero di telefono, chiamiamo spendendo una barca di soldi, e finalmente una voce femminile ci risponde e dopo il riconoscimento telefonico, ci fornisce i codici di accesso al primo ostello in cui eravamo andati. Per il ragazzo non c'era la possibilita' di dormire, dato che a differenza nostra, non aveva prenotato la stanza.

Comprendendo la sua situazione, essendo tardi ed essendo noi zingari, lo invitiamo abusivamente a dormire nella nostra stanza. Vista l'ora, Stefan, questo il suo nome, accetta l'invito e chiaccherando, durante la preparazione della brandina, scopriamo che fara' il suo ultimo anno accademico presso l'universita' di Oulu, in ingegneria medica. Ovviamente ci facciamo dare gli estremi per contattarlo e gli promettiamo di andare a trovarlo in questa, evidentemente, localita' universitaria rinomata.

Dopo un sonno profondo ci svegliamo sotto il sole di Stoccolma ed iniziamo a visitare la citta', partendo da Gamlastan, il quartiere vecchio della capitale della Svezia. Abbiamo ancora qualche ora di luce dato che il sole tramonta quasi come in Italia, di conseguenza finisco le mie patatine fritte e mi avventuro nella capitale della scandinavia.

lunedì, agosto 28, 2006

Goteborg - Norrköping - Stockholm

Ore 14:30
E' l'ultimo giorno di inter-rail enoi lo stiamo sfruttando a pieno. Questa mattina pseudo-sveglia alle 8 e sveglia ufficiale alle 10. Dopo aver visto che la nuvola di Fantozzi era ancora presente sulle nostre teste, ci siamo definitivamente alzati alle 10 per effettuare il check-out e dirigerci a Norrköping.

NorrkopingAbbiamo fatto tre ore di viaggio ed il primo cambio. Fra un'ora faremo il secondo cambio di treno e speriamo sia l'ultimo per raggiungere la meta. Secondo in nostri programmi, avremmo a disposizione circa 3/4 ore per visitare la cittadina di Norrköping e in serata prendere il streno per raggiungere Stoccolma, dove fortunatamente abbiamo l'ostello prenotato di conseguenza una brandina su cui appoggiare le chiappe.

domenica, agosto 27, 2006

Goteborg City

Rock and Roll - Graffito - GoteborgOre 12:00 am
La giornata a' ancora uggiosa, ci siamo appena svegliati, ma questa volta non abbiamo sonno. Nonostante la nebbia che non tende ad andarsene, affronteremo da turisti la citta' di Goteborg al centro del triangolo Oslo, Stoccolma e Copenaghen.
La "Porta della Svezia" vanta del porto scandinavo piu' grande e si basa su centri di ricerca strategici quali quello delle biotecnologie, dell'ambiente e dell'innovazione. Ha 470000 abitanti, quindi rappresenta una zona densamente popolata estesa a partire dalle acque del Gota Kanal.

Ore 23:00
Sdraiato su un letto morbido, questa sera andremo a dormire presto al fine di svegliarci prima possibile e visitare Goteborg dato che oggi ha piovuto a catinelle tutto il giorno.

Fra televisione, lettura, scacchi con il Browsman, anche questa sera e' passata e sono contento di aver fatto semplici cose che non facevo da tanto tempo. Mi sono rilassato, la mia mente e' quasi sgombra da molti pensieri, ma sento la necessita' di tornare fra le mie mura, anche solo per pochi giorni.... Buona notte!

sabato, agosto 26, 2006

Stoccolma - Goteborg

ore 10:46
Il treno e' pieno di bionde di tutte le eta' e noi stiamo andando a Goteborg. Abbiamo riacquistato stanotte, in Isabella, l'ora di fuso che avevamo perso in Finlandia. Isabella era la nave della Viking Line che da Turku ci ha portato questa mattina alle 6 a Stoccolma. La nave si estende su 10 piani ed e' una sorta di paesino con pub, negozi, sauna, discoteca, sala giochi, casino', supermercato e altri dipi di intrattenimento.

Come volevasi dimostrare abbiamo fatto anche stanotte quattro ore di sonno e sono tre giorni di fila. Praticamente siamo gia' a Goteborg, mi sono addormentato come un baccala' essiccato e mi sono solo adesso accorto dell'ora e del tasso di maschi praticamente ridicolo su questo treno.

Ore 19:30 - Goteborg
Goteborg city centreDalla dinestra del nuovo ostello a Goteborg intravedo un paesaggio nuvoloso con pioggerellina allegata. Abbiamo aperto gli occhi dieci minuti fa, dopo 4 ore di sonno nell'ultimo giorno, ne avevamo bisogno. Staremo in questo ostello anche domani notte, quindi questa sera potremmo fare le ore piccole... (come se non l'avessimo mai fatto).

Non mangio da ieri sera di conseguenza mi sembra naturale avere un pochino di fame. Ci prepariamo e usciamo.

venerdì, agosto 25, 2006

Helsinki - Turku

Helsinki - Tram pubOre 11:30
Davanti a me ho il Browsman ed il suo frigorifero: gli si e' rotto lo zainetto e ha dovuto metterlo nello zainone che e' diventato l'elettro- domestico da cucina. Siamo sul pendolino super veloce per Turku e abbiamo ovviamente pagato una tassa. Anche questa sera ritorno in ostello alle quattro dopo aver faticato di nuovo in quell'azzardo che non ha mai fine. Anche sta volta e' andata bene, ma la fortuna non guarda la stessa persona per piu' di due o tre volte di fila.

Mattinana assonnata, dopo un'abbondante colazione a base di yogurt, cereali, succo d'arancia, anguria, panini al formaggio, salame, succo di frutta alla mela. Sono sazio, probabilmente non pranzero' ma una cosa e' certa: stiamo quasi per sconfinare la tanto amata ed atipica finlandia.

Ore 16:40 - Turku
Sala d'attesa della Viking Line, compagnia navale che ci portera' questa notte a Stoccolma. Siamo arrivato qui a piedi visitando Turku sotto un sole splendente. Abbiamo fatto parecchi km ed e' giusto l'ora di un piccolo break prima di ritornare in stazione, recuperare gli zaini e ritornare qui per il check-in per poi imbarcarci.

TurkuTurku ha una rigida struttura a scacchi circondata da edifici anonimi, in realta' piuttosto deludenti. Le rive del fiume Aurajoki sono piu' vivaci e rappresentano il kernel della vita cittadina. Abo, cosi' ridenominata in svedese, e' una cittadina universitaria che quindi vive essenzialmente di inverno.

Il Browsman e' sempre piu' zoppo e fatica a camminare a seguito, presubibilmente di un piede in fallo. La stanchezza inizia a farsi sentire, ma quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare...

giovedì, agosto 24, 2006

Helsinki

Helsinki - Chiesa RussaOre 21:40
Siamo in ostello, dopo una giornata ad Helsinki passata sotto le nuvole finlandesi. Per fortuna che abbiamo trovato l'ostello perche' non avremmo potuto reggere due giorni senza dormire.

La capitale della Finlandia rispecchia l'intera nazione: citta' vivibile che offre qualsiasi cosa, ma che non ha dei panorami degni di turisti per caso. Con questo non voglio dire che non e' una bella citta', ma comunque ce ne sono di migliori.

Rigenerati da una doccia calda, stiamo per uscire, sperando che non piova, affamati e pronti per una serata chissa' dove. Ieri sera l'azzardo di Pm ha conosciuto Helsinki e il Browsman ha definito la come come: "Mi sa che stai avendo troppo culo in questa vacanza".

Le ghignate non si sprecano, le schifezze da mangiare pure, ma siamo in vacanza e dunque chissenefrega di tutto: noi facciamo quello che ci pare.

mercoledì, agosto 23, 2006

Savonlinna

Savonlinna - Castello di OlanvinlinnaOre 13:30
Il sole splende, un leggero venticello spazza via le ultime nuvole rimaste e la temperatura si alza. Si sta bene, qui di fronte al castelli di Savonlinna, carina cittadina nella regione dei laghi, ad ovest della Finlandia, a pochi km dal confine russo.

"It's a beautiful day" come direbbero i Queen. "Hey hey hey" mi rimbomba ancora questa voce....vabbe', chissa' perche'... Olanvinlinna, questo il suo vero nome, e' il castello medioevale meglio conservato di tutta l'Europa settentrionale, risalente al 1475. I soldati che lavoravano in questo splendido posto, difendevano le mure orientali dall'impero svedese, ma lo persero ugualmente a vantaggio dei russi.

Probabilmente il motivo puö' essere individuato nella paga che quest'ultimi ricevevano: 5 litri al giorno di birra e 7 alla domenica. Come riuscissero a combattere nessuno lo sa, sta di fatto che il castello e' praticamente integro, in un contesto favoloso, circondato dal lago e da un parco ben curato.

Fra poche ore dovremmo dirigerci verso la capitale della Finlandia, Helsinki, ma non avendo trovato nel web neanche un ostello disponibile, potrebbe essere utile viaggiare di notte. Come al solito gli ostelli sono gli imprevisti piu' ricorrenti ma a noi la vita notturna piace e al massimo dormiremo in piazza...

martedì, agosto 22, 2006

Oulu - Kuopio

OuluOre 15:00
Il treno si muove quindi mi risulta difficile scrivere, ma lo faro' lo stesso come ho sempre fatto, partendo a descrivere le ultime ore della giornata di ieri.

TAMA ON HIENO YO sono le parole per descrivere ieri sera e notte. Ci siamo scolati un paio di birre, un finto bayles ed una sambuca dato che la temperatura era alta. Abbiamo conosciuto la tipa dell'occhiolino e l'amica che si sono unite al nostro tavolo e ci hanno raccontato un po' della loro vita quassu'. Hanna ci ha poi portata in almeno altri due pub in citta' e insieme a Piia abbiamo fatto qualche giro di fresherman drink. Adesso siamo stati catapultati su questo treno... il resto sono dettagli e bei ricordi.

Stiamo scendendo a Sud, e' stato necessario indossare pantaloncini e maglietta senza maniche proporzionalmente alla caluria che la Finlandia emana dai suoi splendidi paesaggi completamente differenti da quelli norvegesi.

Ritrovarmi alle 10 di mattina a camminare in centro ad Oulu, dopo i bagordi del giorno precedente, non ha prezzo: thanks Hanna. Indipendente dal credo religioso e/o schieramento politico, io seguo una strada, la mia strada... I follow my rules
MINÄ RAKASTAN SINUA: probably only for one day --> Shine on you strange nurse diamond.

Kuopio - torre di PuijoOre 19:30 - Kuopio
Il panorama da quassu' e' qualcosa di indescrivibile. Siamo sulle colline di Puijo, motivo di grande orgoglio per Kuopio, la piu' gratificante citta' della regione settentrionale dei laghi. Le spettacolari vedute dalla torre di Puijo, sulla quale sto scrivendo questi pensieri, rappresentano l'ideale nazionale di paesaggio finlandese, con parecchi laghi avvolti da foreste di abeti. Il tempo e' bello ed il sole splende su questi immensi panorami a 360 gradi.

Una pizza come pranzo/merenda ci ha colmati lo stomaco e senza una precisa meta girovaghiamo a Kuopio come gabbiani bianchi.

lunedì, agosto 21, 2006

Rovaniemi

Article circleOre 12:00
Sono seduto ad un tavolo dell'ufficio di Santa Claus a Rovaniemi, in Finlandia, Lapponia. Da qui passa Napapiiri, la linea del circolo polare artico. Oggi il tempo e' stranamente bello, non consueto per una zona come la Lapponia. Stanotte abbiamo ronfato parecchio in un ostello dal nome Outa, nella capitale del Nord.

Napapiiri and Santa Claus VillageRovaniemi e' solo un punto di riferimento e non offre niente dal punto di vista turistico. Quindi questo il principale motivo per cui lasceremo la Lapponia in fretta, per dirigerci un po' piu' a sud, a Oulu.

Ore 22:40
Una bella chiara per smaltire un bayles finlandese, seduti ad un tavolo rotondo in legno. Una moretta mi ha appena fatto l'occhiolino, e' sicuramente finlandese dato che parla quella lingua assomigliante al sardo.

Siamo ad Oulu, cittadina di 160000 abitanti ad ovest. Siamo riusciti a beccare il tramonto e questa volta l'abbiamo immortalato tutto. Il panorama qui' e' fantastico, abbiamo trovato forse il migliore ostello del nostro viaggio e ci stiamo divertendo.

domenica, agosto 20, 2006

Nordkapp - Rovaniemi

Ore 06:00
Stiamo andando a Rovaniemi e sono le 6 del mattino. Abbiamo appena preso il bus per la capitale della Lapponia. Dopo aver atteso, proprio a Nordkapp, in macchina naturalmente, l'alba, ci siamo fatti qualche oretta di sonno prima di partire. Peccato per le nuvole, ma anche l'alba meritava di essere osservata.

Rovaniemi e' il punto piu' a sud da dove e' possibile osservare il fenomeno del "Sole di Mezzanotte", piu' precisamente da Napapiiri, che in finlandese significa Circolo Polare Artico. Adesso posero' la penna per farmi qualche oretta di sonno dato che sono circa 20 ore che siamo in piedi.

Nel frattempo, oltre a scendere verso i confini meridionali dell' Artico, attraverseremo anche un meridiano e dirigendoci ad est, ci tocchera' spostare la lancetta dell'orologio avanti di un'ora. Pero' c'e' alla base un problema non indifferente da risolvere:
Io non ho l'orologio!

sabato, agosto 19, 2006

Nordkapp

NordkappOre 11:30
Finalmente siamo arrivati: latitudine 71 gradi, 10´ e 21´´ nord. Questo significa che siamo a Nordkapp, il punto piu' settentrionale d'Europa. Dopo aver visitato quasi tutta la contea di Capo Nord, ossia i paesini di Skarsvag, Cjesvaer, Kamoyvaer e Skipsefjord, compreso Honningsvag, con una macchina noleggiata, quasiper fortuna, eccoci seduti nell'autovettura, osservando cosa ci succede intorno.

C'e' molto vento e il termometro segna 7 gradi, ma temo di non crederci poiche' sento freddo, nonostante la felpa pesante. Siamo arrivati fino in fondo, ossia al punto che sia a sinistra sia a destra non c'e' niente, solo mare, nuvole ed un po' di sole.

Un'emozione indimenticabile e non potendo andare piu' su si viaggia di immaginazione, pensando oltre, a qualche sogno, a dove arrivare... La mia immaginazione ha partorito qualche pensiero contorto e fra questi ce n'era uno in particolare:
Se sono arrivato fin qui, allora perche' non spingersi oltre, perche' non arrivare a 90 gradi di latitudine nord?


Mi vedrai ..... Polo Nord!

Tromso - Nordkapp

Spaparazzato sulle poltrone della Hurtinguten, con qualche biscottino al cioccolato ed un bicchiere di coca cola, faccio colazione ed inizia la mattinata. Ieri sera Browsman si e' finito tutto il succo alla mela e questa mattina mi e' toccata la bibita gassata.

Mancano due ore per raggiungere quella che era la nostra meta importante: "Capo Nord". Ieri alle 14:30 la nave ha attraccato a Tromso, principale citta' della contea di Troms. Questa e' bagnata dalle gelide acque del Mar Glaciale Artico a quasi 70 gradi di latitudine Nord, circa 400 km dal Circolo Polare Artico.

Inizialmente un tedesco, evidentemente miope, nei primi del '900 aveva attribuito alla citta' l'etichetta di Parigi del Nord, ma poiche' e' praticamente il punto di partenza per le spedizioni verso il Polo Nord, ha ricevuto un nuovo soprannome di "Porta dell'Artico".

Dopo un giro nel centro storico seppure molto giovane, ed una tappa da Burger King, probabilmente il piu' settentrionale del mondo, ci siamo diretti nella vivace zona centrale del porto che si estende dai moli di Skansen, passando per Stortoget e per la banchina dei battelli, fino ad arrivare ai piedi del ponte ad archi che collega le due zone della citta'.Ormai siamo vicini al punto piu' settentrionale d'Europa e dato che ci resteremo circa 20 ore, senza dormire, ci dobbiamo preparare psicologicamente per questa spedizione.

giovedì, agosto 17, 2006

Hurtingruten

Ore 00:45 (ormai 18/09/2006)
Siamo sulla nave per Honningsvag, cittadina ai piedi di Nordkapp. Ce la prendiamo comoda dato che raggiugneremo il punto piu’ a nord d’Europa solo il 19 pomeriggio. Oggi abbiamo noleggiato una macchina dell’amico di Roor, poco piu’ di 10 euro a testa, dato che a noi si e’ unita Cinzia, una Toscana di Arezzo, zingara quanto noi.

Abbiamo percorso tutte le coste possibili della Vestvagoy, isola mediana delle Lofoten. Questa volta il tempo non ci e’ stato molto simpatico poiche’ con la sua nebbia non ci ha fatto assaporare a fondo I meravigliosi paesaggi che l’arcipelago offriva. Comunque ci siamo divertiti lo stesso e fra battutem foto strane ed originali e qualche imprevisto, la giornata e’ trascorsa velocemente.

Adesso sono sul mio sacco a pelo posto sulla moquette della nave della Hurtingruten che ci portera’ a Honningsvag. E’ una nave da crociera, dunque gode di ottimi saloni e di intrattenimenti vari.

La prima tappa e’ stata a Svolvaer, citta’ definite la capitale delle isole Lofoten. La prossima tappa sara’ Hastard, verso le sette di dopodomani mattina, ma dato il sonno, probabilmente saltera’. Viceversa Tromso sara’ la seconda tappa e la citta’ verra’ visitata in lardo ed in lungo. Buona notte.

mercoledì, agosto 16, 2006

Bodo - Moskenes

Ore 09:45 am
Il sonno e’ tanto, la fame pure ma non ci possiamo lamentare dato che tutte le coincidenze con i trasporti ci hanno permesso di essere questa mattina sulla nave per Moskenes, da Bodo.

Ieri sera, dopo essere arrivati a Trondheim, abbiamo atteso il treno per Bodo scattando un paio di foto per immortalare la terza citta’ norvegese, ex-capitale, e mangiando un mega menu’ da Burger king, sperando di risparmiare, ma che invece ci e’ costato ben 196 corone, sostanzialmente l’equivalente di quasi 25 euro in due.

I prezzi qui sono esorbitanti e quelli per trasporti piu’ di tutti. Dall’altra faccia della medaglia, pero’, le compagnie di trasporti sono molto organizzate ed efficienti e questo ci ha permesso a pieno di rispettare la nostra tabella di marcia, quella tanto desiderata da Mr. Browsman.

Adesso andiamo verso le Lofoten, favolose isole a nord/ovest della Norvegia. Abbiamo gia’ percorso ben piu’ di 2000 km, il freddo inizia a farsi sentire, ma noi non ci spaventiamo, abituati alle temperature rigide delle prealpi. Stanotte abbiamo sconfinato il circolo polare artico e andiamo sempre piu’ su, motivati e intraprendenti, in attesa di scoprire nuove cose.

Ore 09:20 pm.
Il tavolo e’ di legno verde, stiamo preparando la pasta col pesto dopo aver mangiato, a pranzo, due piatti pieni di pesce: gamberetti, salmone crudo e cotto, cozze, pesce fritto, uova di gambero e pesce abbrustolito. Ci siamo saziati e a dire la verita’ non abbiamo speso molto.

A townA e’ uno stupendo villaggio tendente al rosso, con case che assomigliano piu’ a palafitte, la gente e’ cordiale e ti offre la frutta dei loro orti. Adesso siamo nell’ostello di Roor, a Stamsud, su un porticciolo caratteristico. Abbiamo fame e anche un po’ di sonno dato che la notte sul treno e’ stata abbastanza movimentata. Ci stiamo divertendo e acquisendo esperienza nei viaggi si tende ad apprezzare anche le cose semplici che la natura ha da offrire.

martedì, agosto 15, 2006

Hellesylt – Geiranger

GeirangerdfjordOre 09:20 am
Siamo sul popolarissimo traghetto che da Hellesylt ci portera’ a Geiranger, passando attraverso il fiordo considerato il piu’ spettacolare della Norvegia, il Geirangerdfjord, dalla acque verdi smeraldo. Faremo dunque una minicrociera di un’ora al prezzo di poche corone, verso uno dei posti piu’ affascinanti di tutta la Norvegia. Sono le 09:30 am: si parte.

Ore 17:30
Stazione di Andasnes, direzione Dombas. Giornata movimentata fra pulman, traghetti, treni. Geiranger e’ una piccola cittadina che funge essenzialmente da svincolo per le navi ed i pulmann. Da qui abbiamo persorso la Trollstigen, ossia la “scala dei troll” con 11 tornanti, 12% di pendenza e una sola corsia per tutto il percorso anche se il senso di marcia e’ doppio.

Foto ricordo a meta’ della strada dei troll con gli occhi puntati sulla cascata di Stigfossen e via verso Andalsnes dove ci aspetta il treno per Dombas e da li per Trondheim. Il viaggio e’ lungo, la longitudine aumenta e le giornate pure, ma la prima meta e’ sempre piu’ vicina.

lunedì, agosto 14, 2006

Bergen - Balestrand

Ore 08:00 (am)
Ci siamo appena imbarcati con la Fjord, compagnia norvegese di traghetti. La direzione e' Balestrand dove ci aspetta un altro traghetto per Fjaerland. Qui troveremo, sempre che non si sia spostato, il ghiacciaio piu' grande d'Europa.

Ieri pomeriggio siamo stati nel centro di Bergen e siamo riusciti a comprare del pesce al mercato della Torget sul porto di Vagen. Qui l'odore del pesce ci aggredisce le narici ed il selcaito del suolo si trasforma via via in una superficie sempre piu' sudicia e scivolosa. Gli spuntini a base di pesce sono deliziosi come quelli ai frutti di mare, ma queste prelibatezze non sono del tutto economiche, o meglio si adattano al tenore di vita norvegese.

La citta' non e' caotica, e' ordinata e caratteristica. Lo storico quartiere del Bryggen e' qualcosa di splendido con le sue tipiche casette antiche, tutte allineate, ritenute patrimonio dell'umanita'. Dopo una passeggiata in citta' ci siamo diretti all'ostello Montana Vandrerhjem, a 5 km sud-est del centro, vicino alla funivia Ulriksbanen e siamo subito andati a dormire in vista della gita del giorno dopo, ossia quella di oggi, verso Fjaerland.

Ore 17:45
Time: I Pink Floyd vogliono piu’ tempo, noi vogliamo piu’ tempo. Questa volta la direzione e’ Hellesylt, dove si presume troveremo un ostello per la notte. Fjaerland e’ un tipico paesino sul mare ai piedi delle montagne, tipico dei Fiordi norvegesi. Un villaggio rurale situato su un capo del pittoresco Fjaerlandsfjorden, ai piedi di due lingue glaciali, lo Supphellebreen e la Boyabreen, ormai quasi asciutte.

Questa striscia di terra e’ nota come la ”citta’ del libro”, con una dozzina di case in legno adibite alla vendita di testi prevalentemente usati. Qualche km con lo zaino in spalla ed eccoci in viaggio verso Hellesylt, dopo aver preso la coincidenza a Skei via bus. Qui i paesaggi sono meravigliosi e vale la pena goderseli. Di conseguenza stacco la penna dal foglio.

domenica, agosto 13, 2006

Oslo - Bergen

Siamo sul treno della nsb in direzione Bergen. Dal finestrino i paesaggi assumono un sapore sempre piu' gustoso. La serata di ieri si e' conclusa, anzi no, non si e' mai conclusa: dopo aver definitivamente abbandonato il tentativo di ricerca di un letto, ci siamo dedicati alla visita del parco principale e un tram cittadino ci ha riportato nel centro e qui un buon calzone ci ha riempiti lo stomaco.

Dopo aver depositato i bagagli ed esserci opportunamente vestiti per a serata, ci siamo diretti allo Stravisky, carina discoteca dea capitale norvegere. Un paio di conoscenze, una quantita' disumana di bionde e tre ore all'insegna del divertimento.

Alle quattro siamo entrati nel Burger King per tirare la notte con un frappe' ed un Bkool. Anche qui la chiusura era imminente e quindi dopo aver dormito in piazza sulle sedie di un bar, ci siamo diretti in stazione dove abbiamo atteso il nostro treno per Bergen. Manca solo un'ora ormai, la fame opportunamente tamponata con un rustico che loro chiamano pizza, ci sta assalendo, a noi resistiamo con l'acquolina che sa di pesce.

sabato, agosto 12, 2006

Oslo - Norwey

Ore 15:30. Appena svegliati da un riposino in pieno parco, alla periferia di Oslo. Dopo esserci alzati siamo andati alls ricerca di un ostello/pensione/hotel economico, con lo zaino in spalla, ma i due di picche sono saltati tutti fuori contemporaneamente. La conclusione che siamo qui stravaccati senza un letto per stanotte. Probabilmente tireremo tardi, in qualche disco e domani alle :6 am prenderemo il treno per Bergen.

Ci tocca prenotare l'ostello almeno in quella citta' perche' non si possono fare due notti insonni di fila. Vedremo se il sole rimarra' con noi oppure dovremo affrontare anche la notte, ma "non e' che ci sia sempre il sole, ma neanche tutti i giorni piove".

venerdì, agosto 11, 2006

Oslo city

Luca in Oslo citySeduti ad un tavolo quadrato presso uno pseudo kebabbaro/ pizzaiolo, stiamo per mangiarci unam ega pizza in due. Questo significa che siamo giunti ad Oslo, capitale della Norvegese. La Ryan Air ha fatto il suo dovere: due ore e mezzo di volo con 20 minuti abbondanti di ritardo.

Atterrati all'aeroporto di Torp, ci siamo subito fatto fregare gli ultimi due posti del bus per Oslo, di conseguenza abbiamo preso il successivo. In sottofondo gli 883, i primi due album della carriera, accompagnati da un sole seppure consueto da queste parti. Col passare degli anni la band ha mutato il loro spirito vincente e le loro canzoni hanno avuto un lento declino. Cosi ascoltando il terzo album di remix, ad Oslo e' subito calato una fitta pioggia.

Bus terminal, ore 15:45, destinazione Anker Hostell. Dopo aver trovato la sistemazione per la notte, ci fondiamo in centro citta' e fra l'alternarsi di pioggia, nuvole e sole, ci incamminiamo verso l'ex fortezza della citta' piu' costosa del mondo. Il sole e' tramontato alle 10:00 pm e noi siamo ancora in giro. Non ancora sazi gireremo per la capitale in notturna, magari in disco, immortalando il paesaggio nordico.

I'm leaving: direction Nordkapp

Sta iniziando la procedura di trasferimento da Masnago all'aeroporto. Sta iniziando un nuovo capitolo del "Diario di viaggio di Pm". Andiamo al fresco, andiamo al nord.

E' tutto pronto, spero che sia tutto pronto. E' quasi tutto pronto. Ecco mi sono dimenticato le ciabatte: chi la sente poi mia mamma che dice che devo fare la doccia con quelle. Le metto subito nello zainone, ma sopra, non ho voglia di riaprire tutto. Avrò dimenticato sicuramente qualcosa, ma non so cosa e se non so cosa, vuol dire che non è e non sarà importante.

I soldi ci sono, la voglia c'è, i protagonisti pure: manca qualcosa? Lo scopriremo vivendo giorno per giorno. Cercherò di tenere aggiornato il taccuino quotidianamente e ogni tanto anche il diario di viaggio elettronico. Io sono pronto.

I'm leaving: direction Nordkapp

giovedì, agosto 10, 2006

Il Paradosso di Schrödinger modificato da pm

Il Paradosso di Schrödinger modificato da pmPoniamo che un'automa deterministico venga rinchiuso in una scatola assieme a una fiala di cianuro. Poniamo altresì che la scatola contenga un atomo di sostanza radioattiva che nel momento della sua disintegrazione azionerà un meccanismo per rompere la fiala di veleno che ucciderà l'automa deterministico.

Come nella nostra vita nessuno sa il giorno in cui dovrà morire, ma solo la probabilità che quell’evento sia possibile a una certa fascia di età. Può capitare che le sostanze radioattive si trasformino in sostanze non radioattive, emettendo elettroni, secondo una legge di probabilità, cioè quella che consente di prevedere la vita media dell’atomo e non certo la durata del singolo atomo.

Cosa sarà successo all'automa deterministico di Pm (originariamente gatto di Schrödinger) dopo un’ora esatta?Sarà morto o sarà ancora vivo?

Se la probabilità che l'atomo sia decaduto è maggiore del suo complementare, si può pensare che l'automa deterministico sia più vivo che morto ma la certezza reale dell'uno o dell'altro evento non esiste. L'unico modo per sapere con sicurezza come stanno le cose è quello di aprire la scatola e guardare. Sembra veramente che il destino dell'automa deterministico, chiuso nella scatola, dipenda esclusivamente dal nostro comportamento, indipendentemente da cosa l'automa stia computando in quell'istante.

Se all'apertura della scatola l'automa deterministico risultasse essere ancora vivo si deve concludere che l'atomo radioattivo non si è ancora trasformato. Questo fatto è molto importante poiché nega l’insieme delle teorie Deterministiche di Newton e Laplace: il fatto di vedere l'automa deterministico di Pm vivo oppure morto ci porta a concludere che le cose in questo mondo esistono solo nel momento in cui le analizziamo di persona, non per come in assoluto avremmo voluto sintetizzarle secondo una legge fissa e immutabile come voleva Laplace.

L'osservazione dell'automa deterministico di pm distrugge l’intero impianto sperimentale di Newton e dei Deterministi, per quanto per essi il mondo avrebbe continuato ad esistere anche qualora gli avessimo voltato le spalle.
La vera stranezza dell’esperimento di Schrödinger, opportunamente modificato da pm, sta nel fatto di aver collegato un fenomeno di natura quantistica (il decadimento dell'atomo radioattivo) con un fenomeno classico (l'automa deterministico vivo o morto).

La differenza tra l’Atomo e l'automa deterministico è fondamentale:
· Un Atomo Integro e un Atomo Decaduto rappresentano due stati diversi della materia (Mondo Quantistico)
· un'automa deterministico vivo o Morto rappresentano uno solo dei due stati possibili (Mondo Classico).

Ma l'automa deterministico di pm chiuso nella scatola ha un destino collegato ad un fenomeno quantistico, e in questo senso diventa anch'esso un sistema quantistico del quale si può conoscere solo la probabilità del suo destino, non la certezza. L'automa deterministico si troverà quindi, per tutto il tempo in cui rimarrà chiuso nella scatola, in una situazione inverosimile di vita e/o di morte. Quindi per sapere se l'automa deterministico di Pm è vivo o morto bisognerà aprire la scatola e questo significa che la trasformazione di una situazione di incertezza in una di certezza si ottiene solo nel momento in cui l'informazione passa all’osservazione diretta.

Per assurdo sembra quasi che siamo noi osservatori a decidere il destino dell'automa deterministico, piuttosto che non le leggi della Fisica. Questa è la spiegazione del paradosso: se vedremo l'automa deterministico in fase di computazione, in uno stato accettante, quindi vivo, si può stabilire che l’Atomo radioattivo si è trasformato, diversamente se l'automa deterministico è in uno stato intermedio, fermo, senza una computazione attiva, si può pensare che l’atomo sia rimasto immutato.

E’ chiaro il fatto che la teoria di Schrödinger dimostra l’intervento umano dell’osservazione:
il mondo cambia per come lo osserviamo e lo trattiamo, non per come si presenta realmente.

Da questa teoria sembrerebbe quasi che se non esistesse l'Uomo non esisterebbe nemmeno l'Universo con i suoi fenomeni. Ma c'è un'analisi da operare in questo paradosso di Schrödinger modificato da pm: se l'automa deterministico fosse stato un automa non deterministico, cosa sarebbe successo?

  • Paradosso
  • Paradosso di Schrödinger
  • Paradosso del gatto imburrato
  • Automa a stati finiti
  • Automa deterministico
  • Automa non deterministico
  • mercoledì, agosto 09, 2006

    Foto a caso & fotomontaggi

    I tre moschettieriPer la teoria del cazzeggio binario compatto i tre moschettieri del varesotto si sono catapultati in quel di Lugano per un giro sul lungo lago allo scopo di immortalare il paesaggio ticinese e fare quattro scatti a vanvera, sia per testare il nuovo mezzo elettronico del Browsman con tanto di cavalletto del Sig. Pm, sia per applicare quanto si è imparato dalla teoria sopracitata.
    Luca & LucaIl risultato di questa esperienza in territorio straniero è riassunta dalle fotografie esposte in questo post. Ogni fotografia è il montaggio di almeno due altre fotografie. Il lavoro è solo abbozzato ed è giudicato tecnicamente scadente. I fantasmi nella foto a 6 persone si vedono ad occhio nudo, ma è il gesto che conta. Il divertimento puro non ha limiti, ed è sempre premiato perchè il più originale.

    I tre insubriciCerto, i malati di mente ci sono sempre in giro, soprattutto quelli appoggiati su una panchina che guardano il nulla immobili in posizioni strampalate o che prendono a schiaffi l'aria. C'è gente più seria in giro, gente in giacca e cravatta, gente in canottiera con tanto di rolex, gente a petto nudo o con camicie folkloristiche.

    [Pictures] Lugano by night - 7th August 2006

    martedì, agosto 08, 2006

    Morning sun

    Morning sun in NordkappWhen you look at the morning sun. Do you see what I see?. Or could I be the only one, seeing just what I need. I envision a different man than the one I've become. Pray the ocean will understand that my time isn't done. Everyone's leading but nobody's dancing. You stand on the stage just to turn all alone I have waited this way for a lifetime of days.

    I can't wait for the morning sun As I stand with the sea and the ocean she understands just the man I could be. Somewhere else there's a different world with a sun that will rise and a moon that will take its place in another man's eyes. And perhaps it's a better world than the one that I see or if better for no one else
    Perhaps better for me here in the dark where the sky shows its Graces revealing each star while the moon plays the fool saying how it must be while the night disagrees.

    I can't wait for the morning sun as I stand with the sea and the ocean she understands just the man I could be.

    No, no, time doesn't wait for you
    No, no, leave it alone
    No, no, your days are far too few this thing I have always known when your time is up it's true they never give another day to you. When your time is up it's through, no one cares how
    Can't keep it
    Can't save it
    Can't take it away with you
    So I say we use it now.

    Now his thoughts gave way to anger and he loudly cursed at fate that in a world of opportunities that he was doomed to wait that his life could be predestined to be stuck here on this shore He could not make himself believe that there was nothing more

    [Savatage] - Morning sun lyrics
    [Picture] - Morning sun in Nordkapp - Norway

    [2:00 am - Just back] Bench always wins

    lunedì, agosto 07, 2006

    La teoria del cazzeggio binario compatto

    Il nulla - NothingCazzeggio: tipico concetto estivo che può tornare utile in diversi periodi dell'anno. La sua definizione è uno di quelli argomenti ancora in fase di studio, alla quale diversi dottorandi di prestigiose università stanno dedicando parecchio tempo. La mia versione al concetto di cazzeggio è la seguente:
    Modalità in cui una persona si trova a seguito del temporaneo allontanamento dei neuroni dalla massa celebrale. Situazione di stallo in cui vengono meno le preoccupazioni della vita ed in cui si segue un leggero filo conduttore che porta tipicamente a fare quello che si vuole, consumando una quantità di calorie pressochè inesistente.
    (Teoria del cazzeggio)

    Binario: il termine deriva dal sistema numerico binario che è un sistema posizionale in base 2, cioè che utilizza 2 simboli, tipicamente 0 e 1, invece dei 10 del sistema numerico decimale tradizionale. Di conseguenza, la cifra in posizione N (da destra) si considera moltiplicata per 2^N (anziché per 10^N come avverrebbe nella numerazione decimale).
    La teoria del cazzeggio binario ha solamente due opzioni, lo zero, il nulla, il falso, oppure l'uno, il tutto o il vero. Questo si ricollega al cazzeggio perchè pone ad una persona poche alternative: le preoccupazioni della vita (1) o il nulla, ossia il cazzeggio (0).
    (Teoria del cazzeggio binario)

    Compatto: la compattezza è un concetto centrale della topologia. Intuitivamente, uno spazio compatto è piccolo, nel senso che i suoi punti non possono allontanarsi arbitrariamente l'uno dall'altro: infatti, ogni successione di punti in uno spazio compatto possiede una sottosuccessione che converge ad un punto dello spazio stesso. Gli spazi compatti assomigliano per certi versi agli insiemi finiti. L'insieme binario è un insieme finito, infatti c'è solo 0 e 1. Compatto perchè non c'è molto da scegliere di conseguenza ha un nesso con la teoria del cazzeggio, di cui sopra.

    Il cazzeggio binario compatto è dunque un'attivita compatta, dalle poche pretese, che consuma una quantità di calorie recuperabili bevendo mezzo bicchiere d'acqua. Più precisamente è un'attività binaria in cui bisogna prendere una decisione da un insieme finito di possibilità, la cui cardinalità è pari a due: faticare o cazzeggiare.
    (Teoria del cazzeggio binario compatto).

    domenica, agosto 06, 2006

    La potenza della liquirizia

    Liquirizia fusa in una tazzina spaccataDi stronzate se ne fanno tante, anche a 25 anni, non c'è limite. Se poi ci si mette la liquirizia e se ne scopre tutta la sua potenza il gioco si fa serio. Fra due amici si pensa a come fare un video divertente da buttare su "collegehumore" o "you tube" e intanto si fanno grasse risate e stupidate.

    Si sa che la liquirizia è un arbusto alto fino a due metri appartenente alla famiglia delle Leguminose, nonché l'estratto vegetale ottenuto dalla bollitura della sua radice. Non si sapeva della sua potenza sviluppata al calore, della sua espressività e della sua esplosività. Mettendo una caramella di liquirizia dura in una tazzina di ceramica, nel forno a micro-onde, alla temperatura di 750 gradi, meno di un minuto, si scoprono diverse cose.

    La ceramica è un materiale di antica tradizione; la definizione che meglio definisce il termine "ceramica" è il seguente: "Si intende per ceramica qualsiasi oggetto, prodotto artificialmente dall'uomo, composto con materie inorganiche, non metalliche, foggiate a temperatura ambiente e consolidate a caldo".

    Ma anche la liquirizia può sconfiggere quel "consolidate a caldo" della ceramica e l'effetto è quello proposto in foto. Don't try this at home. Anche se io l'ho fatto. Vietato ai minori di 18 anni e non consigliato per micro-onde nuovi. Tenere lontano dalla portata dei bambini.

    [photo] Liquirizia fusa in una tazzina spaccata - Arte contemporanea - www.procedureman.com

    sabato, agosto 05, 2006

    Vpm is over

    Vespa prima del restauroMy Vespa is Over. Finalmente il lavoro di restauro è terminato, pazienza, tanza pazienza ed un pizzico di inventiva. Non sono certo un carrozziere, ma con il sudore si possono ottenere tante cose. Mi aspettavo un colore più rosso, ma il mio ral3020 non è affatto male.

    Vespa dopo il restauroPrima e dopo: mi rimbombano queste parole, o meglio before and after, pronunciate da Michael Jordan quando in un intervista parlava dei suoi capelli. Ma qui si parla della VPM - Vespa Pm, tutta un'altra cosa. Sono soddisfatto del lavoro svolto, ringrazio i vari collaboratori e fornitori di materiale. Per un bel pò non mi cimenterò in lavori di questa portata, e fuori dalla mia portata, sono assai dispendiosi di energie e bisogna avere tanta pazienza e nervi saldi. Per quattro viti arrugginite questi elementi mi stavano sfuggendo, ma alla fine chi l'ha dura la vince, e la Vespa adesso "is over", pronta per scorazzare in giro.

    Vpm is over, and my mum is back: I'm hungry

    venerdì, agosto 04, 2006

    Ops, I did it again

    Direzione Bedero Valcuvia per adempiere a doveri. Svolta per Ponte Tresa, valico e puntuale verifica dei documenti in dogana. "Qualcosa da dichiarare". "No, assolutamente no". "Può aprire il bagagliaio". "Certo ma non ho nulla". Apro il bagagliaio, zero, assolutamente il nulla, vuoto come un bicchiere di caipiroska appena scolata. Tabula rasa: "Prego, mi scusi, arrivederci". Col cazzo che ti rivedo, al ritorno passo per il Gaggiolo.

    Rifornimento di carburante per testare il circuito Visa all'estero prima della partenza nei paesi scandinavi, onde evitare brutte soprese, e direzione Lugano. Centro storico intasato da autovetture rumorose, tutte in fila ai semafori intelligenti. Svolta a sinistra per Campione D'Italia, per una semplice visita.......ehehm.

    Passaggio obbligatorio sotto l'arco, entrata nel parcheggio e ascensore verso l'inferno, l'inferno dell'azzardo. "Bentornato sig. Pm.", "Buonpomeriggio sig. C., è la prima volta". Ormai non entro più in quel postaccio se non accompagnato da qualche principiante, o novizio di quel luogo di perdizione. BlackJack e solite frasi che ci lasciano in mutande: "asso al banco", "split", "too much", "black Jack....al banco". Il 70% del nostro minimo capitale di partenza se ne era andato in tempo zero, senza poter fiatare, senza potersi arrabbiare, senza dire ma...
    Niente da fare, il blackjack stasera non va, sarà il croupier, lo chef, le persone che non sanno giocare, quello che volete, ma il 70% del capitale in meno di due minuti non è una cosa bella, quasi come giocare a uno e farsi mangiare il re in quattro mosse.

    Carribean Studio Poker, altre scale verso l'inferno. Una è andata, due sono andate, tre pure. Meno 90%. Quarta puntata da 20 franchi. Una coppia di donne entra nelle mie mani, ci penso, mi servono 40 franchi per giocare. Ne ho solo 10. Chiedo scusa al croupier, gli chiedo due minuti per recuperare i soldi. Vado alla cassa, 10 euro al cambio, 15 franchi come contropartita. Ne ho 25 adesso, me ne mancano 15. Chiamo C., che sapevo aveva una fish in saccoccia per le emergenze. Lo chiamo e arriviamo a 45 e ce ne avanzano pure 5. Gira il banco, coppia vestita, ma non a sufficienza per battermi. Il cielo si schiarisce, il banco paga. Siamo sotto del 40%. Dal tappeto rosso dell'inferno siamo saliti in una mano al purgatorio.

    Iniziano cosi' 3 ore di coppie, vestite o semplicemente di due, tris, scale semplici, pagate e non, 4/5 di colore per ben 3 volte, e un full finale che ci porta dritti in paradiso. Ora di cena: al paradiso c'è un banchetto e deciciamo di farla finita e di rimanerci il più a lungo possibile. Mangiamo e siamo anche ingordi. Morale della favola: 2 aerei a testa pagati per le prossime vacanze. Arrivo Scandinavia.

    mercoledì, agosto 02, 2006

    Varese di notte ad Agosto

    Mozziconi di sigarette, scatolette di sigarette, cicche, fazzoletti, bottiglie vuote e quant'altro sul manto stradale della capitale della lega. Con questo ho detto tutto. Però visitare da quasi veri turisti Varese è una bella sensazione. In tutto questo tempo non mi era mai capitato di sostare davanti alla basilica di San Vittore e osservarla nei minimi dettagli, leggere l'insegna che c'è sul muro, sul campanile e per lo più alle 3 di notte.

    E' strano alle volte cosa si fa, senza una precisa direzione, sia motoria che nei pensieri. La chiesetta di Sant'Antonio è un'altra delle poche meraviglie della città che, come tutto, non sono pubblicizzate a dovere da un'amministrazione ambigua. Si è parlato del più e del meno con T.J., partita triste e a metà nottata arrivata con un semisorriso sulle labbra. Sono contento di far ridere ancora le persone.

    Molti palazzi invece non sorridono nella città Giardino: alcuni sono dismessi, altri sono in ristrutturazione, altri ancora sono pronti ma senza un'occupazione. Insomma, tutto gira in torno ai soldi, purtroppo, e gli alloggi che servirebbero per l'Università o per altri usi più "comuni", non si sa da quale destino saranno catturati. Certamente città vivibile, a portata d'uomo come direbbe qualcuno, ma senza una precisa direzione, quasi senza un senso.

    Comunque è bello girare di notte ad Agosto, non c'è assolutamente nessuno, tranne nei luoghi comuni come P.za Montegrappa, Carducci e nel Triangolo delle Bermuda, i soliti luoghi comuni. E' bello girare con la vespa nuova per le strade senza incrociare una macchina, senza attendere lunghe code ai semafori, senza una meta precisa. Puoi riflettere, risolvere i tuoi dubbi e sperare che anche altre persone risolvano i loro.