lunedì, novembre 27, 2006

Emozioni egiziane: il resoconto

Egypt tripGli ultimi due giorni in terra egiziana sono stati essenzialmente di riposo, vita da villaggio. Solo una visita al villaggio di Sharm el Sheikh, la zona vecchia, quella più egiziana. Sono stato 60 minuti in un negozio/bancarella per negoziare l'acquisto di una bandiera egiziana. Sono uscito due volte dal locale e due volte il proprietario mi ha rincorso dicendomi che aveva abbassato il prezzo, fino a quello che volevo io.

Però adesso sono a casa ed è giunto il momento di trarre delle conclusioni su questa esperienza per metà asiatica e per metà africana. Gli egiziani sono brave persone, agiscono impulsivamente solo per via della loro povertà. Vogliono guadagnare anche loro e cercano in tutti i modi di accaparrarsi i turisti per vendere loro qualsiasi cosa. Il Cairo è una bella città, certo non può essere paragonata a Parigi o Roma, ma ha pur sempre il suo fascino. Rimpiango solo il fatto di non averla girata in lungo ed in largo. Luxor è un'altra grande città, 400.000 abitanti, simile Al Cairo. Qui si possono trovare fra i più bei siti archeologici del mondo e vale la pena andarci almeno una volta.

Sharm El Sheikh nuova è una città priva di senso, ma il deserto che la circonda è qualcosa di attraente. Sharm vecchia rispecchia il vero egitto, ma è un villaggio dalle dimensioni piuttosto ridotte. Nel prossimo viaggio in terra egiziana toccherà ad Alessandria d'Egitto, Abu simbel, il Nilo in maniera più approfondita: non pensate però che mi ci tuffi. Comunque l'esperienza è stata molto positiva e ho capito che nella vita può capitare di tutto, anche cose che non ti immagini.

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venerdì, novembre 24, 2006

El Cairo, Giza

Di nuovo in viaggio, dopo la giornata di ieri in pieno riposo, dopo la gita a Luxor di due giorni fa, eccoci di nuovo in viaggio, questa volta direzione Cairo, la capitale dell'Egitto. Non vedo l'ora di mettere piede in questa splendida città, probabilmente il simbolo della nazione bagnata dal Nilo.

La prima piramideFinalmente siamo giunti a Giza, passando per le vie del centro del Cairo e finalmente intravedo le piramidi, si quelle di Cheope, Khepren e Mykerinos. Una cosa indescrivibile, non si può raccontare, bisogna vedere questa meraviglia del mondo una volta nella vita, ne vale la pena. Scendiamo ed un senso di grandezza ci assale. Voglio avvicinarmi, voglio salire. Immensa. Ogni piramide è costituita da una moltitudine di blocchi, ognugni di circa 220 tonnellate, alta più o meno 150 cm. Una cosa mastodontica. I pensieri mi assalgono, lo stupore e il fascino mi abbagliano gli occhi, ma nonostante questo riesco a vedere la punta, anche contro sole.

La seconda PiramideCi muoviamo, scattiamo fotografie e finalmente arriviamo alla seconda piramide, quella centrale. Voglio entrare. Un vicolo in discesa, alto 100 cm e largo 70 cm ci porta nel mezzo della piramide, un corridoio un pochino più largo e di nuovo una rampa bassa e stretta ci guida verso l'alto, al buio in una stanza, la stanza del sarcofago, scoperta da un italiano.

Che emozione, sono dentro la piramide, quella centrale. Qui non si possono fare foto. Immagino la sua punta dalla quale si può vedere tutto il Cairo, tutto l'Egitto. Non si può salire a piedi, è vietato e poi sarebbe come scalare una montagna, ci vorrà una buona mezz'oretta. L'aria inizia ad essere pesante, c'è poca luce, quindi la gente non si trattiene più di tanto qui dentro, non ci sono porte di sicurezza, potrebbe essere pericoloso. Di nuovo fuori, ad ammirare tanta meraviglia.

La sfingeCi dirigiamo verso il basso, verso la famosa sfinge, la grande Sfinge, un volto umano con un corpo di leone accovacciato. Semplicemente fantastico. Da qui il panorama è bellissimo e si possono vedere anche le piramidi più piccole, quelle che i faraoni regalavano alle loro mogli.

Nilo - Il cairoDopo un pranzo ci dirigiamo nel museo egizio, ma le due ore previste per la visita sono state interrotte dal sottoscritto per una visita autonoma sul Nilo, dentro il cuore del Cairo. La vita è movimentata quaggiù, la gente commercia un po' di tutto e a differenza di quanto si pensa, gli egiziani sono tranquilli, tendono a guadagnarci ma non a farti del male. Rientro anche questa volta al tramonto, sempre nel falso villaggio di Sharm. Un ringraziamento speciale alla nostra guida al Cairo, l'amico Ahmed che si è sempre reso disponibile a fornirci ogni tipo di informazione. Grazie.

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mercoledì, novembre 22, 2006

Luxor, Karnak, The valley of the kings & Al-Deir Al-Bahari

Sveglia molto presto questa mattina, un aereo ci aspetta all'aeroporto di Sharm El Sheikh, alle ore 06 per portarci a Luxor, una delle città più ricche archeologicamente di tutto l'Egitto, una città incantata. La supposizione delle ore piccole era dunque ben fondata. A dire il vero l'aereo mi aspetta, poichè sono l'unica persona a partire da questo villaggio per la città di Luxor, speriamo di incontrare qualche persona, magari italiana.

Colossi di MemmonOre 08 am
Dopo la finta burocrazia egiziana e dopo aver conosciuto due italiani con la stessa voglia di conoscere Luxor, siamo sbarcati in questa affascinante città, tutti con lo stesso nome sul biglietto aereo, che non era il nostro....burocrazia egiziana. Un omone moro ma buono ci aspettava fuori dall'aeroporto, la nostra guida ci aspettava.

The valley of the KingsNon perdiamo tempo, egiziano ma perfettamente a conoscenza dell'italiano, la guida ci porta nella Valle dei Re (The valley of the kings), passando prima a visirate i colossi di Memmon. Nel deserto sabbioso entriamo in tre tombe dei faraoni, ma non in quella di Tutankhamon chiusa al pubblico. Delle vere opere d'arte, corridoi lunghi che portano diretti alla stanza dove veniva depositato il sarcofago del re e ai lati stanze più piccole per i suoi parenti stretti.

Al-Deir Al-Bahari templeFortunatamente non fa molto caldo, circa 30 gradi, ma il sole da fastidio e ogni tanto ci mettiamo all'ombra. Terminata la visita nella valle dei re, passando per la città dei morti, ci siamo diretti a Al- Deir Al-Bahari, il famoso templio della regina Maatkara Hashepsut, costruito su tre rampe o terrazze, uno degli edifici meglio conservati dall'antichità.

Karnak TempleFinita la visita al sito archeologico della regina Hashepsut e dopo esserci soffermati in una fabbrica di alabastro nella città dei morti, un buon pranzo ha tamponato la nostra fame, ma la voglia di visitare Luxor ha prevalso su qualsiasi altra cosa. Cosi è giunta l'ora della visita al templio di Karnak costituito da tre distinti recinti templari dedicati ad Amon, alla sua sposa divina Mut, ed al Dio locale Montu. Imponenti statue, fasci di papiri alti 20 metri, porte, obelischi: una cosa fantastica, una bella emozione.

Luxor TempleLe ore qui si sono fermate, il sole sta scendendo, dunque la guida ci sveglia dal sonno e ci porta al templio di Luxor dedicato alla triade tebana di Amon, Mut e Khonsu . Anche qui si rimane colpiti dalla grandezza di questa opera e la domanda principale che viene spontanea è: Come avranno fatto questi egiziani, 4500 anni fa, a costruire edifici del genere?.

Tramonto sul Nilo - LuxorE' una cosa spettacolare, anche il tramonto sul Nilo è particolarmente suggestivo, il templio di Karnak si è illuminato a notte, i giochi di luce lo rendono ancora più bellò. Aimè, dobbiamo salutare la nostra guida disponibilissima e ci tocca riprendere la direzione dell'aeroporto per tornare nel villaggio artificiale di Sharm.

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martedì, novembre 21, 2006

Pregiudizio egiziano

Deserto SinaiOre piccole, ormai solo ore piccole, dato che da Naama Bay siamo tornati alle 06:00 am. Si prospettano poche ore di sonno anche nei giorni che seguiranno. Serata divertente, gente tranquilla, come Matteo, gente pazza come me, stranieri a volontà.

Se sono qui evidentemente non sanno cosa è il pregiudizio egiziano, oppure lo sanno e lo sfatano, anche loro. Fino a questo momento gli egiziani sono apparsi essere persone come noi e la loro impulsività nel proporsi, conquistarti è frutto prevalentemente del loro stato sociale intrinseco, tendente al povero.

Loro hanno il Nilo e il turismo, il resto è deserto, tabula rasa, povertà. Ma anche il deserto roccioso del Sinai ha il suo fascino e "a bordo" di un cammello, che in realtà è un dromedario data la sua singola gobba che porta con se, siamo stati trasportati da beduini nel nulla, ed è stata una nuova affascinante esperienza. A metà del tragitto ci siamo fermati in una tenda beduina, dove ci hanno offerto del thè egiziano alla menta accompagnato da pane arabo e formaggi odi capra.

Fate esperienze ragazzi, fatele sempre, rispettando voi stessi e gli altri, basta che le facciate. Il vostro bagaglio personale aumenterà in maniera esponenziale a quanto acquisito. Il concetto è lo stesso per il mio stomaco che cresce a dismisura, esponenzialmente a quanto trasferisco dal mega-buffet della struttura in cui vivo, al mio stomaco.

p.s.: è strano cosa la vita offre a volte, l'importante è prendere tutto al volo e non lasciarselo scappare.

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lunedì, novembre 20, 2006

Sharm El Sheikh

Sharm el SheikhE' iniziata la settimana in un altro continente che non è l'Europa, neanche l'Africa. La zona del Sinai, infatti, in Egitto, appartiene al continente asiatico, mentre la capitale, il Cairo, Luxor, Alessandria e altre città fanno parte dell'Africa.

Il canale di Suez divide l'Egitto in due, ma solo geograficamente. Solo il 6% del territorio egiziano è utilizzato e questo a causa del deserto, un deserto roccioso e non sabbioso come si potrebbe immaginare.

La sabbia vola un po' ovunque e il foglio sul qualo sto scrivendo ha ormai assunto una sfumatora rossastra. Oggi ho assunto una buona base di abbronzatura, mi riposerò un pochino e andrò all'hard rock cafè di Naama bay, per staccare definitivamente, ma temporaneamente, la spina della consuetudine.

Immersione subacqueaNon essendoci granchè di internet connection, vedrete queste parole sul vostro video fra qualche giorno, non appena troverò un punto d'appoggio web. Oggi ho finalmente provato l'immersione subacquea con le bombole d'aria, in piscina, perchè per i neofiti non è permesso altrove. La questione è respirare solo con la bocca e la maschera tappa il naso. Dopo le prime due boccate a bordo piscina con l'istruttore, mi sono immerso sul fondo autonomamente ed è stata una bella emozione.

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domenica, novembre 19, 2006

Get off in Egypt

Abstract cokeChe lo sfato dei pregiudizi abbia inizio. C'è chi dice che l'Egitto sia una terra pericolosa, chi afferma che la nazione bagnata dal sacro Nilo sia sporca, infestata da qualcosa di non definibile.

Eden VillageSono sbarcato nel mondo arabo, quello tanto discusso, quello tanto chiaccherato e quello oggetto di pregiudizi. Siamo atterrato all'aeroporto di Sharm El Sheikh, il caldo di certo non manca e non vedo l'ora di togliermi la felpa, quella grigia che mi accompagna spesso nei miei viaggi, che va sempre bene, sia col caldo che col freddo.

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venerdì, novembre 17, 2006

Venerdi 17: crederci o non crederci

Venerdi 17Personalmente per me è un giorno assolutamente normale e la sfiga secondo me se la tirano addosso quelli che ci credono. La scaramanzia non la considero per niente, ma il destino mi affascina di più. Venerdi 17 dunque un giorno come gli altri per me, e per voi? Siete scaramantici? Credete nella sfiga portata da questo giorno?

Io lo festeggierò, come quasi tutti i giorni, e per festeggiarlo mi sono regalato una vacanza, questa volta in terra egiziana. Dunque da dopodomani non mi vedrete a Varese, in Lombardia, in Italia, in Europa. Tornerò a fine novembre, spero abbronzato, carico per affrontare il mese del Natale, e con un bagaglio di esperienza ancora più pieno.

Che ne dite di prendervi anche voi un periodo di relax e programmare insieme la prossima meta? Buona fortuna per gli scaramantici dunque.

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domenica, novembre 12, 2006

Happy birthday to me

Happy birthday blogHappy birthday to me, happy birthday to me. Finalmente ho compiuto un anno, anche io ho compiuto un anno. Esattamente 365 giorni dal mio primo post. Sto crescendo, sto diventando grande, sto iparando tante cose e soprattutto sto conoscendo parecchie persone.

Happy birthday to me. Turing il 12 novembre 2005 diceva:
Possiamo vedere nel futuro solo per un piccolo tratto, ma possiamo pure vedere che in questo piccolo tratto c'è molto da fare
.

Il tratto è lungo solo 365 e di cose fatte ce ne son parecchie, come pure le cose da fare. Post, commenti, foto, critiche, opinioni, favori, messaggi, richieste, tutto è passato da quel piccolo tratto di strada.

Happy birthday to me. Alan Turing diceva che solo una macchina può apprezzare l'arte prodotta da una macchina. Io dico che anche l'uomo può apprezzare l'arte prodotta da una macchina, e come dice la mia decima obiezione, la macchina è frutto dell'uomo.

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venerdì, novembre 10, 2006

Like a pigs on the wing

Like a pigs on the wingIf you didn't care what happened to me,
And I didn't care for you,
We would zig zag our way through the boredom and pain
Occasionally glancing up through the rain.
Pigs on the wingWondering which of the buggars to blame
And watching for pigs on the wing.

You know that I care what happens to you
And I know that you care for me
So I don't feel alone
Of the weight of the stone
Now that I've found somewhere safe
To bury my bone
And any fool knows a dog needs a home
A shelter from pigs on the wing

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giovedì, novembre 09, 2006

I'm in a loop at the moment

Loop
I'm in a loop at the moment, just in a simple busy-loop: try later!


If I will not answer you in a few hours, please, never mind and try again!

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lunedì, novembre 06, 2006

Look out

CompetitionLook out, something bad can happen. Cross out your foolish thing and go on. Put on a foolish thing impermeable and get in. Turn on your light, hurry up and throw away your and their pieces of nonsense. Set off and give up thinking: look up to everybody and keep an eye on your back, something can happen.

It was a funny and ridiculous week-end and this week has started well: I rediscovered the studying wish and that's cool. In two weeks I'll take off, towards the sea, the Red sea. What you put is what you get out.

Here I am, motivate and energetic, just ready to all that can occur. Probably the bad strange fucking period is being over and I'm ready to meet the new one. If I had thought better, I wouldn't have that fucking time. I'm ready and I'm waiting for the competition: cmon competition, prod me!!

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mercoledì, novembre 01, 2006

Halloween: consumismo, consuetudine o divertimento?

HalloweenLa notte delle streghe si è appena consumata. La notte del consumismo si è appena consumata. La notte del divertimento si è appena consumata. Io di streghe non ne ho visto, se non le solite che la consuetudine si porta dietro. Ho visto tanto consumismo e per fortuna anche il solito divertimento, che ogni tanto deve essere interrotto da qualche pirla che deve fare lo sbruffone.

Non ho fatto nulla di tutto ciò: il consumismo non mi affascina più di tanto, la consuetudine tende a scivolarmi sulle spalle ma il divertimento rimane sempre intatto. Aimè, non ho fatto neanche quello dato che ieri sera ho lavorato in discoteca. Serata piena di lavoro, con tanta gente ed il tempo è volato via, assieme alle streghe.

Halloween è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana ora tipicamente americana e canadese. Le sue origini antichissime affondano nelle tradizioni europee: viene fatta infatti risalire al 4000 a.C. quando le popolazioni tribali usavano dividere l'anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Nel periodo fra ottobre e novembre la terra si prepara all'inverno ed era necessario ricoverare il bestiame in luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda: è questo il periodo di Halloween.

La zucca è sempre vuota, come sempre, sia la mia che quella degli altri. Per fortuna che ci mettono dentro le candele, almeno si riscalda e si può partorire qualche bella idea: una delle sette meraviglie del mondo........

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