
Sto scrivendo da un
Cyber Cafè: così qui li chiamano. La connessione è estremamente lenta, la corrente va e viene e io riesco a mandare una mail in mezz'ora. Siamo in Cameroun, non mi preoccupo e non mi meraviglio. Ho fame, ma aimè non posso mangiare dai venditori ambulanti in strada: ho paura. Supermercati non ci sono quindi mi fiondo in una
Boulangerie dove acquisto qualche cosa a base di pane.
Mi compro un succo all'
ananas e faccio una veloce pausa gastronomica caratteristica. I miei amici italiani-camerunensi sono in giro per il quartiere, loro qui ci hanno vissuto oltre 20 anni ed è normale che tutti li fermano per parlarci. Io guardo i minimi dettagli e qualche volta mi appare qualche scena sinistra: persone completamente nude che girano per strada; mi dicono che sono
pazzi.

Qui non ci sono
regole e si può trovare di tutto: africani mussulmani, persone cattoliche, donne provenienti dai villaggi con strani vestiti, bambini che giocano nei canali sporchi, galline che mangiano in questi canali sporchi. E' un paesaggio alternativo e caratteristico, ma qui non sanno cosa sia l'igiene. E' divertente girare per strada, anche da soli: tutti ti guardano ma ormai non presto più attenzione a quegli occhi che forse vorrebbero un aiuto....
Io torno a casa di Ronal e mi mangio una
pannocchia...domani si parte per la capitale
YaoundèEtichette: Cameroun, Douala, trip
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