
Eccomi di nuovo qui. Questa volta scrivo da una postazione fornita dall'ostello di Boston. Proprio cosi', non siamo piu' nella citta' che non dorme mai. La giornata di ieri e' terminata con visita al quartiere di Harlem, una zona afro-americana. Era sera inoltrata e in quei posto è sempre meglio guardarsi alle spalle mentre si cammina. Dopo un' abbondante cena ad un tipico self-service, ci siamo diretti verso la subway per il rientro in zona Time Square, un po' piu' illuminata di Harlem. C'era solo un piccolo quesito da risolvere: la direzione della metropolitana da prendere. Gia' perche' se avessimo sbagliato il verso ci saremmo ritrovati in pieno Bronx e la cosa sarebbe stata abbastanza azzardata.
La fortuna ci ha assistito e quindi siamo scesi alla fermata della 54th street, zona Time Square, con l'obiettivo di raggiungere presto il nostro soppalco-dormitorio gentilmente fornito dal
Swiss Hostell. Il 21 e' iniziato come tutte le mattine nel casino dei turisti spagnoli in camera. Dopo una abbondante colazione a base di yogurt e frutta ci siamo diretti a China Town dove ci attendeva un bus della Lucky Star che ci avrebbe portati nella capitale del Masschusetts. Eccoci dunque qui, a Boston, la capitale dei Celtics come dice l'insegna luminosa all'interno dell'ostello.
A me di
Boston viene in mente
Larry Bird, leggendaria figura della Nba, oppure
M.I.T. o Havard University. Poiche' il tramonto e' passato da un pezzo ci siamo diretti verso un fast-food atipico ma pur sempre americano, ed abbiamo cenato con i soliti hamburgher. Serata ormai sfumata, dopo aver parlato con una tipa di
Chicago che ci ha confermato la noiosit' di questa citta', ci siamo diretti verso un pub per gustarci una
Guinnes ed un Classic Cosmopolitan. Ormai in ostello, pronti per affrontare la nostra prima notte a Boston, mandiamo un saluto a tutti gli amici italiani augurando una buona notte, anzi dato il fuso, un buon risveglio.
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