venerdì, marzo 24, 2006

The land of the celtics

Rieccomi qui, questa volta da una postazione a pagamento, anche se sfruttando qualche bug di microsoft. . .ehm. Oggi visita a Boston City, la terra dei Celtics. Una camminata durata tutto il giorno iniziata con colazione presso "au bon pain" a base di gatorade e apple danish. Visita al distretto finanziario, al parco comunale, una passeggiata sul lungo mare con il sole che, al tramonto, ci ha portati a "lil'Italy", piccolo quartiere italiano in questa grande citta'. Dopo aver acquistato qualche souvenir, ci siamo proiettati nel centro storico e abbiamo visitato i mercatini tipici "all'americana" della citta'.
Dopo aver fatto riposare i legamenti su comode sedie gentilmene fornite dalla hall cittadina, ci siamo intrufolati nei grossi centri commerciali della città, all'interno dei grattacieli, uniti per mezzo di pensiline a vetro, e abbiamo acquisito una buona dose di proteine e pepsi cola. Infine, eccoci qui, davanti ad un monitor per aggiornare il mio diario, pronti per andare a nanna. Domani sveglia presto per smaltire piu' velocemente l'effetto jet lag del volo che nel pomeriggio ci tocchera' prendere per il rientro nella tanto amata Italia.

Dunque ancora poche ore nella splendida town simboleggiata dal trifoglio. Ma prima di andarcene domani mattina sara' la volta di Harvard University, il famoso ateneo in quel di Cambridge: vedremo se sapra' reggere il confronto con l'M.I.T..

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mercoledì, marzo 22, 2006

Sbarco nel Massachusetts

Eccomi di nuovo qui. Questa volta scrivo da una postazione fornita dall'ostello di Boston. Proprio cosi', non siamo piu' nella citta' che non dorme mai. La giornata di ieri e' terminata con visita al quartiere di Harlem, una zona afro-americana. Era sera inoltrata e in quei posto è sempre meglio guardarsi alle spalle mentre si cammina. Dopo un' abbondante cena ad un tipico self-service, ci siamo diretti verso la subway per il rientro in zona Time Square, un po' piu' illuminata di Harlem. C'era solo un piccolo quesito da risolvere: la direzione della metropolitana da prendere. Gia' perche' se avessimo sbagliato il verso ci saremmo ritrovati in pieno Bronx e la cosa sarebbe stata abbastanza azzardata.

La fortuna ci ha assistito e quindi siamo scesi alla fermata della 54th street, zona Time Square, con l'obiettivo di raggiungere presto il nostro soppalco-dormitorio gentilmente fornito dal Swiss Hostell. Il 21 e' iniziato come tutte le mattine nel casino dei turisti spagnoli in camera. Dopo una abbondante colazione a base di yogurt e frutta ci siamo diretti a China Town dove ci attendeva un bus della Lucky Star che ci avrebbe portati nella capitale del Masschusetts. Eccoci dunque qui, a Boston, la capitale dei Celtics come dice l'insegna luminosa all'interno dell'ostello.

A me di Boston viene in mente Larry Bird, leggendaria figura della Nba, oppure M.I.T. o Havard University. Poiche' il tramonto e' passato da un pezzo ci siamo diretti verso un fast-food atipico ma pur sempre americano, ed abbiamo cenato con i soliti hamburgher. Serata ormai sfumata, dopo aver parlato con una tipa di Chicago che ci ha confermato la noiosit' di questa citta', ci siamo diretti verso un pub per gustarci una Guinnes ed un Classic Cosmopolitan. Ormai in ostello, pronti per affrontare la nostra prima notte a Boston, mandiamo un saluto a tutti gli amici italiani augurando una buona notte, anzi dato il fuso, un buon risveglio.

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