martedì, agosto 21, 2007

Xi'An

Giornata dedicata alle visite, come direbbe la Survival Guide appositamente create per il trip in Cina. La pagoda della grande oca deve il proprio nome alla tradizione secondo la quale il Buddha, sotto forma di oca, precipitò esanime al suolo dallo stormo con cui stava volando, acciocché un monaco affamato potesse trarne non già nutrimento, bensì insegnamento.

Pagoda della Grande OcaEdificata nel VII secolo d.C. in un luogo sacro dove, secondo alcune fonti, sorgeva un tempo un monastero buddhista, non svolse funzioni funerarie ma ospitò una biblioteca di antichi testi sacri e filosofici. Tali testi sono in parte visibili oggi nei padiglioni che, assieme alla Torre della Campana e alla Torre del Tamburo, si trovano in prossimità della pagoda e noti come "Tempio di Confucio". All'interno sono ospitate anche alcune collezioni di rilevanza minore.

In serata prendiamo il treno notturno che ci porterà nella tanto attesa Pingyao, che dovrebbe essere una vera perla in piena Cina. E' una seconda classe cinese, intendo il treno: c'è da preoccuparsi? Il biglietto l'abbiamo pagato qualcosa come 4 euro!?!?


[Foto]: pagoda della grande oca

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domenica, agosto 19, 2007

Xi'A

Museo delle steleDomenica libera, a disposizione di noi altri. Non si perde tempo e subito ci dirigiamo verso il museo delle stele. Posto spettacolare in cui facciamo un apprezzato regalo a Luca V. Qui c'è la collezione di stele più antica e più ricca della Cina, dalla dinastia Han alla Qing. Fu iniziata nel 1090 (5° anno del regno di Yuanyou, della dinastia Song) per conservare su pietra i classici del regno Kaicheng, della precedente dinastia Tang). Visitiamo poi la cattedrale cattolica di Xi'an e ci confrontiamo con una comunità locale di persone che, assieme al prete della parrocchia, ci offre del buon vino del Bishop locale. Interessante capire come vivono, come agiscono e come pensano i cinesi. C'è forte censura dato che neanche il prete della cattedrale di Xi'An non vuole rilasciare qualche commento o qualche punto di vista su alcuni temi caldi del comunismo popolare cinese.

Pranzo al ristorante tailandese di fronte al centro parrocchiale e foto ricordo con una delle cameriere. Pomeriggio libero in cui qualcuno ritorna in albergo dove alcuni decidono di riposare, altri di chiaccherare e noi altri, io, Joe, Ale e Luca P. optiamo per la scelta sport.

Ci facciamo così lasciare da un tassista (taxi-driver) davanti all'entrata dell'università di Xi'an dove ci aspetta un pomeriggio all'insegna del Basket, in territorio straniero. L'università è enorme, cinesi che spuntano da tutti i cespugli e noi ci mettiamo circa 20 minuti per attraversarla a piedi e raggiugnere i campi (circa 20) da basket dove i cinesi provano a imitare i compagni americani.

Quattro contro quattro. Occidentali contro Orientali. Non c'è storia e la supremazia occidentale si tocca con mano. Spettatori a bordo campetto numerosi, quasi tutti militari che fanno commenti, ovviamente su di noi. Qualcuno ci fa qualche domanda: miracolo, sa parlare un po' di inglese. Ovviamente rispondiamo ma il calar della sera è sinonimo di rientro, rientro in albergo. Però questa volta il rientro è approvato all'unanimità dato che in serata abbiamo mangiato in un ristorante italiano a Xi'an: aglio olio e peperoncino accompagnati da una buona pizza margherita ed un buon tiramisù. Ogni tanto fa bene ritornare, anche mentalmente, in patria: fa bene anche per l'intestino.

Serata con Ale e Luca P. in una disco locale dove si entra in un altro mondo. Ma già ci siamo direte voi? Già siamo in cina, ma le disco cinesi non hanno nulla o quasi a che fare con le nostre occidentali.

Ristorante tailandesePunto primo: eravamo gli unici occidentali, molto più alti della media e vestiti diversamente. Femmine e aimè anche maschi ci guardavano dal basso verso l'altro.
Punto due: quantità mostruose di birre: le tipe cinesine ne ordinavano 20 alla volta, ossia una scatola. Avranno prezzi agevolati? Non si sa, sta di fatto che a noi altri tre birre ci sono costate 75 yuan....azz.
Punto tre: la musica ci azzecca molto poco con quella occidentale. Musica techno, commerciale con cadenza cinese, ergo non capivamo nulla. Per fortuna che ogni tanto Freddy Mercury e i Queen ci facevano aprire gli occhi.
Punto quattro: una tipa all'apparenza 16 ci invita nel privè e ci offre della birra. Tranquillamente gli altri membri del suo gruppo stavano vomitando senza troppe pretese e lei ci invita a sederci sul divano. Vabbè!?!? Scopriamo a gesti che ha 20 anni: le cinesi dimostrano sempre meno anni. Niente di più: la barriera linguistica è troppo forte e a mala pena riusciamo a scambiarci i nomi!
Punto cinque: Quando è che lo imparate l'inglese?

[Foto 1]: museo delle stele - Operaio che prepara una stele
[Foto 2]: cattedrale cattolica di Xi'An
[Foto 3]: foto ricordo con la cameriera cinese del ristorante tailandese

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domenica, febbraio 25, 2007

Non c'è più religione

DiscoNon c'è più religione. Già, sia religiosamente parlando che non. Ormai non c'è una religione che tenga, con i principi che tengano. Non c'è più religione neanche al governo, non ci si può più fidare di nessuno.

Non ci sono più regole, le generazioni sono cambiate e questo lo si può vedere in discoteca. Lavorandoci settimanalmente posso osservare diverse cose e vi assicuro che non c'è più religione. Tralascio alcuni dettagli hot ma ve ne illustro altri per cui voi stessi possiate dire che non c'è più religione.

Innanzitutto i bambini, intendo dai 13 a 18 anni, sentono la house, tizi come Oby baby o altra gentaglia permalosa. Quando andavo io in discoteca bevevo a stento un cocktail, dopo anni di coca cola e poi punto, basta, sia perchè non ero un alcolizzato sia perchè i soldi non ne avevo per altri cocktail. I bambini di oggi bevono negroni alla goccia, drinkano almeno 2 cocktail a serata e sono viziati. Non c'è più religione.

I tipi della house vengono vestiti in ogni modo, calze colorate, pantaloni strappati legati sotto il culo, magliette a stelle, collanine ovunque, invocano chissà quale Dio, anzi invocano sempre "l'ultima canzone" per posticipare la loro uscita di qualche minuto dal locale. Le tipe si tirano su le magliette per mostrare il loro reggiseno, ballano come dei robot la tunz tunz e corrono qua e la saltellando sui bassi. Non c'è più religione.

Il capo della disco a fine serata è ubriaco, i buttafuori si ritrovano in pista e ballano la house con i bambini che, eccitati, con il loro telefonino, filmano l'evento. Il dj house è impazzito e mette su "Maracaibo" o robe del genere prima di andarsene. Le cubiste sono stra-eccitate e con i pr fanno strane scenate. Una di loro invita il capo a ballare in una pista deserta: è vestita da infermiera. Ad un tratto, eccitata dallo champagne drinkato, come un'assatanata posseduta dal diavolo, apre il suo vestito e si mostra in perizoma e quasi toppless. Non c'è più religione.

Non c'è più religione: loro prendono 150 euro per bere e ballare, i buttafuori prendono 100 euro per divertirsi in pista a ritmo di house con i bambini, i baristi prendono 80 euro per fare 3 cocktail e chiaccherare, noi poveri studenti dipendenti, prendiamo 50 euro per fare praticamente tutto il resto. Non c'è più religione. FUCK!!

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