mercoledì, maggio 07, 2008

Baltic Tour considerations

Rincasato e di nuovo opertivo nela capitale Irlandese: adesso devo badare alla piccola Sophie. Che dire, tre parole: Lituania, Lettonia, Estonia. Il trittico delle meraviglie: mah. I tre paesi offrono diversi paesaggi naturali ma non molta storia si riesce ad estrarre dalle sue caratteristiche fondamentalmente poichè sono città in media giovani, che crescono insieme all'Unione Europea, da poco sganciatasi dal dominio russo. Fra un po' arriva anche qui l'euro che come al solito farà danni: I was here!

Partendo dal sud bisogna iniziare dalla Lituania. Vilnius è una città tranquila, ma nulla di speciale: capitale in forte crescita che guarda essenzialmente al futuro e poco al passato. Allo stesso modo kaunas, piena di quartieri popolari stile russo - vecchio. Meritai nvece Trakai, ex-capitale che con il suo castello rende almeno il paesaggio gradevole. Spettacolare invece la Collina delle Croci a Siulai, una delle visioni più stupefacenti di tutti i Baltici. Merita inoltre una visita, la penisola di Neringa, una sottile striscia di terra che si estende per 98 km e separa la Laguna del Curi dal Mar Baltico. Proseguendo su questa lunga e stretta meraviglia, passando fra boschi, spiaggie, insenature, porticcioli e quartieri popolari piccolissimi ma caratteristici, si arriva al confine Russo che ovviamente non sconfiniamo. A metà di Neringa c'è un'area priva di vita: la chiamano "No man's land" e vi lascio immaginare perchè.

Salendo longitudinalmente si arriva in Lettonia. Il livello cresce, sia a livello storico che a livello di bellezze locali. Riga è piuttosto carina e suggestiva come il suo centro storico - giovane - moderno. Il costo della vita è abbordabile: con 3 euro fai pranzo e cena al supermercato. L'area metropolitana è invece piuttosto anonima a parte Jurmala, considerata la Rimini della Lettonia.

Proseguendo il cammino logistico verso Nord, si arriva in Estonia. Tallin è sicuramente la capitale più affascinante delle tre nazioni sul Baltico che, con il suo aspetto prevalentemente finnico, con qualche macchia russa, si mostra decisamente più accattivante, giovane, vecchia e dinamica allo stesso tempo. Vale la pena sostare un paio di giorni nel centro storico, passeggiare fra i ciotolati, risalendo le colline, uno stop per una fresca birretta e un riposino su una panchina dei tanti parchi wireless. Poi è decisamente meglio abbandonare l'area metropolitana della capitale, prendere il traghetto e sbarcare sull'isola di Saaremaa per arrivare a Kuressare, capoluogo della zona. Qui una panchina, metà all'ombra e metà esposta al sole, ai piedi della spiaggia, sul Baltico, vi aspetta: ogni tanto girate la testa e ammirate la natura ed il castello di Linnus.

Natura, scoperta, relax, tranquillità
: questo il poker di termini che mi sento di associare a questo Baltic Tour. A parte il torcicollo nelle varie discoteche, passeggiando per le stradine, vale la pena trascorrere un paio di settimane in questa zona ai piedi della Russia, la grande Russia che prima o poi...

1 - Riga
2 - Riga - Jurmala - Rundale - Riga: 82 km + 82 km (car)
3 - Rida - Siauliai - Klaipeda: 79 km + 173 km (car)
4 - Klaipeda - Neringa - Klaipeda: 30 km + 30 km (car + ferry)
5 - Klaipeda - Kaunas - Kernave - Trakai - Vilnius: 217 km + 86 km + 37 km + 28 km (car)
6 - Vilnius
7 - Vilnius - Parnu: 474 km (car)
8 - Parnu - Tallin: 132 km (car)
9 - Tallin
10 - Tallin - Kuressaare: 210 km (car + ferry)
11 - Kuressaare - Sigulda - Riga: 329 km + 54 km (car + ferry)

Totale km: 2043.

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lunedì, maggio 05, 2008

Kuressaare - Virtsu - Riga

Sveglia, tappa obbligatoria al supermercato, strada al contrario e ci ritroviamo sul traghetto per Virtsu a mangiare dei sandwiches di soia con olio, pomodori e salmone e un the al limone. Ho la sensazione che la vacanza stia finendo, come questa penna chissà presa dove. Giornata anonima per raggiuingere Riga e ritrovare l'ostello dei primi giorni, fiutando la strada dato che Tommyxan non memorizza più di un tot di "destinazioni recenti".

Prima di andare a letto, in questa giornata grigia e uggiosa, come alla partenza, non potevamo chiudere se non con un Kebab schifoso che ci fa abbioccare subito su un letto a castello. Domani è un altro giorno, il giorno di tornare in patria, anzi no, di tornare nella terra dei Celtici. Un ultimo sogno Baltico.

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domenica, maggio 04, 2008

Kuressaare

Dodici ore di sonno non ce le leva nessuno, addirittura mi metto a sognare: questo significa relax. Controllo la mail e ci mettiamo in moto verso Kuressaare, capoluogo dell'isola di Saaremaa. C'è qualcosa nell'ara, qualche residuo di sfiga degli altri giorni: neanche a farlo apposta e a pochi Km dalla città, il Brows si fa fermare da un agente che gli indica il suo conta kilometri laser che segna 109. l'agente chiede: "ma non hai visto i 3 cartelli con scritto 70?". Accostiamo e l'agente lo fa accomodare sulla sua macchina della polizia estone per lasciare alcuni autografi...costosi. Sarà finita la sfiga? Il traghetto ci aspetta...mah.

Riusciamo ad attraversare col traghetto il golfo di Riga e a raggiungere l'isola sani, salvi e senza nessuna sorpresa. Un raggio di sole illumina la Baltic-mobile che si trova ad ospitare 2 fanciulle del posto che chiedono l'autostop. L'autista, preventivamente cambiato (ergo pm) non esita a far accomodare sulla limousine fosforescente gli ospiti, ai quali vengono poste alcune domande di rito e alcune questioni strettamente turistiche. Centro Kuressaare raggiunto: la Baltic-mobile si svuota e noi troviamo una guest-house di una estone, questa volta anziana, che ci tira scemi e ci vuole fregare col cambio. Il Pm non ci casca e una doppia ci viene fornita agilmente dopo una breve contrattazione (la vecchia estone non sa che il Pm è stato in China :-)).

Piccolo centro storico visitato dal finestrino della macchina, pranzo nuovamente al supermercato versione Lidl - estone (vi lascio immaginare i prezzi), a base di yogurt e isostad. Raggiungiamo la spiaggia, passando dal castello Linnus. Il panorama è stupendo: un cane si lava nel mare, un pescatore sulla sua barchetta pesca sulla tavola del Baltico e noi viaggiamo con la mente e con la Reflex. A nanna senza cena...

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sabato, maggio 03, 2008

Tallin

Il torcicollo è rimasto ma questa volta, per gli scomodi sedili della Baltic-Mobile che, parcheggiata sotto il sole, ci ha fatto trascorrere una notte - mattinata che non dimenticheremo. Subito ci dirigiamo a piedi nell'ostello in pieno centro che avevamo prenotato fortunatamente qualche giorno prima. Stranamente non ho sonno, mentre il nonnetto un pò. Nonostante questo trascorriamo il pomeriggio visitando l'altra parte di Tallin.

Saliamo sulla old Town della città, protetta dall'Unesco, la collina di Toompea che domina la città. Da qui il panorama è molto bello, soprattutto grazie al sole che illumina il paesaggio. Ci muoviamo per le stradine medioevali per raggiungere la Alexander Nevsky Cathedral, il suo parco e proseguire, in discesa verso la Town Hall, piena di bar: uno spettacolo.

Rincasiamo per un riposino, questa volta con le chiappe su un materasso e decidiamo di mangiare pseudo - decentemente, presso un ristorante italiano in centro. Lasagne gustose ad un prezzo abbordabile anche se propriamente non si possono definire cosi. un gelatino da McDonald e via versool'ignoto, o meglio un pub senza nome, il No-name, in centro, dove pullula di affascinanti donzelle e strani tipi vestiti da carnevale.

Stiamo tranquilliie solo un bicchiere di vino rosso basta per allietare la serata. Stanchi ce ne andiamo a dormire nel nostro ostello - oasi.

[Foto 1]: venditrici nel centro storico
[Foto 2]: Tallin castle

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venerdì, maggio 02, 2008

Tallin

Eccoci, eccoci arrivati a Tallin: la citta' e' promettente ma le possibilita' di trovare un ostello al venerdi qui e' come trovare un ago in un paliaio. infatti dopo ore invane di ricerca ci arrendiamo e parcheggiamo la macchina in centro per 2 giorni. Non abbiamo una dimora e quindi optiamo di tirare l'alba come al solito e dormire qualche ora nella Baltic Mobile.

Il pomeriggio trascorre allegramente per le strade del centro. Passiamo dal quartiere medioevale, quello con piu' vita, fino ad arrivare alla cattedrale ortodossa Alexander Nevsky. In aggiunta all'estone (lingua ungro-finnica, abbastanza simile al finlandese), in città si parla anche il russo. Una larga percentuale della popolazione padroneggia o, comunque, capisce bene il finlandese e l'inglese. Non è infrequente imbattersi in persone che conoscono l'italiano, aime'.

Sosta al supermercato per la consueta cena lampo con powerade e pseudo - pizzette e rincasiamo, anzi, rin - macchiniamo per cambiarci ed affrontare la lunga serata. C'e' qualcosa di strano nell'aria. Puntatina al casino', data l'ora prematura per la disco: poker hold-em e amicizia con un lituano, quasi russo, con gli occhi di ghiaccio. Si dialoga sfruttando il croupier che funge da interprete. Non e' giovane, e' strano, ma mi offre la vodka. Inizia a vincere e inizia ad elargire le mancie. La cosa strana che, anziche' darle al croupier, le da' a me e a botte di 100 EEk. Praticamente perdo le mie per via dei 100 metri di diametro di sfiga del Brows, ma rimango a galla con le sue "donazioni". Secondo, terzo giro di vodka offerto. Rifiuto le ennesime mancie, ma lui insiste. Questo e' mezzo russo e non posso permettermi di rifiutare. Provo ad offrire una vodka e per fortuna la accetta, anche il suo amico.

Continua a vincere, continuiamo a vincere a suon di full, colore e scale. Fischietto a ritmo di musica, ma occhi - di - ghiaccio mi dice di smettere: annuisco e obbedisco come uno scolaro...non si sa mai... E' giunta l'ora della disco, ma continua a vincere e non ci lascia andare. Troviamo una scusa e ce la svigniamo: destinazione Holliwood.

Strisciata di Visa e via di Martini rosso, a musica di pop-live russo: alternativo, vario, suggestivo. Una foto ricordo con le colpevoli del torcicollo: la compatta del Brows ha l'LCD rotto. Divevo io che c'era qualcosa che non andava. La sfiga inizia a prendere corpo e il torcicollo inizia a sparire. L'alba arriva presto e leviamo le tende...rin- macchinando...

[Foto 1]: Tallin, quartiere medioevale
[Foto 2]: La Cattedrale ortodossa Alexander Nevsky
[Foto 3]: citta' vecchia

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