
Che la giornata era iniziata in maniera incasinata era ovvio.
Dopo una serata a mettere sotto sopra la mia camera e altre attigue, per cercare il passaporto, naturalmente senza trovarlo, era ovvio che la giornata seguente cominciasse in un modo non consueto. Se poi ci mettiamo di mezzo la matematica, allora la cosa si fa dura.
Prima di andare a dormire mi inviai per posta il risultato della fattorizzazione dei polinomi del tipo (x^n + 1) poichè il giorno seguente avevo l'esame di teoria dell'informazione e della trasmissione e quindi dovevo stamparmi i risultati. In secondo luogo mandai una mail ad una cara amica, per salutarla e augurarle un buon inizio di settimana dato che, fra mille impegni, non mi ero fatto sentire molto. Andai a dormire abbastanza presto (NdA 12:30) poichè il fatto di non trovare il passaporto mi aveva snervato.
La mattina, cioè oggi, iniziò con una visita in questura, per dichiarare lo smarrimento del passaporto. "L'ufficio passaporti apre alle 9:30". Bene, primo due di picche della giornata. Andai in università, per seguire le consuete lezioni. Arrivai intatto all'ora di pranzo quando, fortunatamente, mi gustai il polipo con le patate della mamma.
Dopo il prelibato spuntino mi diressi verso il laboratorio per fare un check puntuale delle mails. La stringa della scarpa era slacciata, brutto segno. Aprii la mia casella di posta elettronica da ormai 2,7 gb e improvvisamente calò su di me lo stupore. La ragazza a cui avevo mandato la mail per un saluto mi accusa di incostanza e inaffidabilità, scopro che sono stato espulso dal club di scacchi in internet, scopro che la burocrazia in Italia è più snervante del solito.
Erano quasi le due del pomeriggio, e dovevo recarmi in aula per svolgere l'esame: 3 ore di scomposizione di un polinomio, x^127+1 in Gf(2). Al termine, come al solito ristretto con i tempi, consegnai l'elaborato facendo perdere per poco il treno al docente, che si sarebbe indubbiamente risentito del mio ritardo. Da notare che durante la prova mi squillò il telefono parecchie volte, naturalmente impossibilitato a rispondere. Inoltre il numero dal quale proveniva una chiamata era sicuramente di qualche ufficio dato che, provai più volte a ricontattarlo, ma come risposta otteni un bel "numero non valido".
L'indifferenza di alcune persone prosegui in palestra anche se si potrebbe obiettare che l'indifferenza proveniva da me. Tutto ha una sua giustificazione e mi aspetto ciò anche da coloro che consideravo amici. Tornai nel calore casalingo e mi ritrovai immerso in un piatto di trofie al sugo che divorai senza troppi scrupoli. Nel frattempo mi telefonò un'altra persona, invitandomi all'annuale falò di sant'Antonio a Varese e proponendo di portare degli amici. Neanche a farlo apposta c'era un altro caro amico in chat, e gli chiesi di venire con me alla manifestazione: altro due di picche.
Dopo aver replicato alle varie mails piccanti, feci un respiro per riprendere un attimo la calma, mi concentrai ed iniziai a scrivere questo post. Eccomi quindi a questo punto, in cui non c'è più il passato.
Sono giunto ormai alla fine dello sfogo, sono le 11 e oggi andrò a dormire presto, ho bisogno di pensare. Sperando che domani il sole possa tornare a splendere e gli amici tornino quelli di una volta, rimango con un dubbio amletico:
добрыи вечер
Buona notte Luca
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