mercoledì, giugno 04, 2008

Qualcun altro parte, qualcun altro viene e c'è chi prepara i dolci

La vita non finisce mai di stupire. Qualcuno a pois andava e qualcun'altro di raffinato sulla carta veniva. Le sorprese non mancano e quando ti alzi la mattina, accendi il computer, ti accorgi di ricevere una mail della coinquilina che dice che se ne è andata via, non ci credi, vai nella sua camera e non la trovi, trovi solo dei soldi e le chiavi...non puoi che non rimanere basito.

La gente preferisce perdere la caparra e scappare via che affrontare la realtà e trovare insieme una soluzione. Peggio per loro. Noi qui a Music hall però dobbiamo risolvere un nuovo problema: trovare al più presto un/a coinquilino/a.

L'annuncio è ovunque, qualcuno inizia a contattarci, ma siamo sempre in difficoltà nella scelta. Io non ci penso due volte e ho assunto una pasticciera de Roma per prepararmi i dolci per il mio copleanno di venerdi, che festeggierò sabato. Wanna join...?

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sabato, maggio 31, 2008

Io stiro, qualcuno parte e qualcuno viene

Mother, do you think they'll drop the bomb?
Mother, do you think they'll like this song?
Mother, do you think they'll try to break my balls?
Mother, should I build the wall?
Mother, should I run for President?
Mother, should I trust the government?
Mother, will they put me in the firing line?
Is it just a waste of time?


La coinquilina spagnola è ritornata in Spagna: Cho è felice. La coinquilina francese è arrivata: noi siamo felici. Io stiro, stiro la camicia bianca, devo fare bella figura. Perchè devo fare bella figura: non lo so, ma con la camicia stirata si fa sempre bella figura.

Hush now baby, baby, don't you cry
Momma's gonna make all of your nightmares come true
Momma's gonna put all of her fears into you
Momma's gonna keep you right here under her wing
She won't let you fly, but she might let you sing
Momma's will keep Baby cozy and warm
Oooo Babe
Oooo Babe
Ooo Babe, of course Momma's gonna help build the wall


Mi faccio un frullato mentre stiro: mi viene meglio alle fragole, probabilmente sono più porose. Devo fare delle demo,delle demo in un sistema p2p, meglio se mi faccio un altro frappè, ai kiwi, provo.

Mother, do you think she's good enough
For me?
Mother, do you think she's dangerous
To me?
Mother will she tear your little boy apart?
Mother, will she break my heart?


Mese molto busy, pochi post, post ermetici, alcuni mixati, altri un po' meno. Alcuni sono esoterici, altri afrodisiaci, altri ancora sanno di frullato, sto attento a non scottarmi col ferro da stiro. Sto attento a non scottarmi col fuoco, il fuoco di Sophie, il fuoco della ricerca.

Hush now baby, baby, don't you cry
Momma's gonna check out all your girlfriends for you
Momma won't let anyone dirty get through
Momma's gonna wait up until you get in
Momma will always find out where you've been
Momma's gonna keep Baby healthy and clean
Oooo Babe
Oooo Babe
Ooo Babe, you'll always be Baby to me

Mother, did it need to be so high?

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venerdì, maggio 09, 2008

Cose dell'altro mondo

Di cose strane qui se ne fanno parecchie. A parte le infradito ai piedi che spuntano come funghi ai primi raggi di sole delle giovani donzelle dai capelli rossi, qualche cosa di nuova a Music Hall si fa.

Il flat-mate italiano si è specializzato nelle scaloppine al martini rosso e nel salmone saltato in padella alla Guinness con olive verdi, oltre che nel consueto pollo al forno: una vera delizia. Le patate nel mobiletto a fianco al forno ormai sono germoliate, sembrano un albero e devono essere urgentemente rimosse nel weekend. Domani mi vado a comprare il frullatore da Argos cosi posso iniziare la stagione dei frappè anche qui, nella terra dei celtici.

Gli ospiti vanno e vengono, portano i doni come babbo natale e noi ingrassiamo come tacchini da cucinare. C'è il trinity ball in pieno Trinity College e noi altri italiani non possiamo neanche andare in palestra a smaltire il grasso che inevitabilmente si sta depositando...

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giovedì, maggio 08, 2008

Alle volte

Alle volte rimani basito per quello che succede. Alle volte non sai cosa pensare, non sai che pesci prendere. Alle volte... La cosa bella e' che la giornata inizia come al solito tranquilla, un po' stanco per i bagordi di ieri sera, con ritorno a casa alle 4 di notte ma in poco tempo scopro che c'e nell'aria qualche residuo di sfiga...

Arrivo nel mio amato ufficio col mio splendido Imac e subito la prima notizia negativa: abbiamo problemi con lo stipendio, probabilmente ci hanno dato di piu' e quindi ci devono togliere...Con i trust fuctors vado bene, anche se ho un problema che non riesco a risolvere....concettuale ovviamente e non implementativo. Nel pomeriggio mi arriva una mail dicendomi che non sono passato per un concorso, probabilmente perche' sono italiano e qui prediligono gli irlandesi. Non me la prendo e ci riprovo, anche se altre persone, con un cv nettamente inferiore al mio, sono riusciti a prendere il grant...alle volte...

Torno a casa, il mio flat-mate mi prepara la cena, dopo che gli ho tagliato i capelli...alle volte anche parrucchiere...e lavoricchio un po' sul computer. Devo uscire con una persona x alle 11:30pm e mi arriva un sms alle 9pm da una persona y. Perche' non usciamo? Risultato, trattativa fino alle 10:30pm per il luogo, birra finita a meta' nel pub e mi ritrovo basito ad assistere ad una scena fra y e la polizia perche' y ha abboccato ad uno scherzo di un amico e crede di trovare la sua borsa in mezzo alla strada in pieno centro a dublino....alle volte..la gente e' rincoglionita....non so cosa dire.

11:30pm appuntamento con x in centro che mi dice di seguire e andare ad un party. Non esito, ma non riesco a comprare un paio di birre poiche' i vari botteghini non vendono piu' alcolici a quell'ora. 30 minuti di cammino, dublin 8 a casa di dio, ma finalmente raggiungiamo la destinazione. Molti maschi, poche femmine, tutti brasiliani e spagnoli e io l'unico italiano....

Alle volte bisogna avere pazienza...scatta la mezzanotte, la maledizione della giornata viene abbandonata alle spalle e un nuovo giorno inizia. Una spagnola mi regala una birra, scopro che un brasiliano gioca a poker texano in centro....alle volte bisogna avere pazienza e tirare avanti come se niente fosse...

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lunedì, aprile 14, 2008

Voi non sapete neanche ...

Voi non sapete neanche che pasta alla carbonara che ho partorito stasera con singolari strumenti da cucina irlandesi. Una delle migliori che abbia mai partorito. Voi non sapete neanche come è il tempo a 53° 20′ 49.92″ di longitutine Nord e 6° 15′ 33.12d di latitudine, proprio a ridosso dello spire, un puntone alquanto singolare.

La gente si orienta tramite questo puntone, ma il tempo non riesce a farlo. Voi non sapete neanche cosa si prova quassù a sentire come va la politica laggiù. Voi non sapete neanche che nel 2008 qui manca la corrente per quasi un'ora, nel 2008, vi rendete conto. Baile Atha Cliath è cresciuta troppo rapidamente, cresce a ritmo con cui le nuvole disegnano strani paesaggi nel cielo, che quassù cambiano spesso. E' cresce talmente rapidamente che l'acqua non è al 100% potabile. Voi non sapete neanche cosa si prova a non poter bere l'acqua del lavandino, la chiamano tap water...bahh.

Finalmente qualcosa all'orizzonte si muove, oltre le nuvole ovviamente, forse qualche compagno di viaggio si sta unendo alla barca del pm, una barca che si ingrandisce e che non si ferma mai. Voi non sapete neanche quanto bella sia questa barca...

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venerdì, gennaio 18, 2008

Pensieri sparsi

Pensieri sparsi. Tempo good: poca pioggia e non troppo freddo. Wiki per Sophie pronta. Wiki per peerhosting pronta. Tesserini TCD ancora no. Bank account almost ready. I need a IBAN. Waiting for Tesco's customer card. Pagare la corrente. Pagare il gas.

Per fortuna abbiamo i termosifoni sempre spenti. Dobbiamo capire dove si butta l'immondizia. Oggi inizia il weekend. Ieri per noi e' iniziato il weekend. Stamattina dieci in ufficio. Ieri 2:30 di notte ancora al pub Goharty's pub. Un tizio sulla quarantina ballava. Soprannominato uomo-accenture. Oggi forse e' un manager. Un tizio sulla sessantina ballava nel pub, a ritmo di musica irlandese, quasi quasi come un breaker.

La guinness va giu' troppo velocemente: proviamo la Kilkenny. Anche quella aime'. Se continuo cosi' mi faccio fuori lo stipendio in birra. Ieri Giangus prima volta al casino'. Era contento? Bhe io ho vinto! Anche in Irlanda mi chiamano per sistemare i computer: sucks. Almeno mi hanno offerto il the': che buono. Dobbiamo andare in palestra. Voglio diventare come Buccia. La palesta costa troppo: noi siamo STAFF e dobbiamo pagare. Il mio laptop va in internet. Giangus ha fatto il sistema di backup. Siamo stati dalla segretaria per dichiarare le tasse. Almeno ci ha dato i moduli. Pensieri sparsi in una uggiosa giornata. Noi continuiamo il weekend. Buon WE a tutti.

Un saluto alla nonna Giustina (15 Jenuary) e un grosso bacio.

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domenica, ottobre 28, 2007

Nerd test V2.0 & skating on ice

Nerd Era da tanto che non mi divertivo come un bambino! Sono tornato al palaghiaccio, chissà dopo quanti anni! Non male come ritorno: pensavo di cadere all'istante, ma niente, sono rimasto su. Avevo un po' di raffreddore ma passa anche quello.

Oggi ho riprovato a fare il test nerd che ho fatto circa due anni fa. Il risultato:
Your Nerd Purity Test Results
You answered "yes" to 55 of 100 questions, making you 45.0% nerd pure; that is, you are 45.0% pure in the nerd domain (you have 55.0% nerd in you).
Your Weirdness Factor (AKA Uniqueness Factor) is 39%, based on a comparison of your test results with 576688 other submissions for this test.
The average purity for this test is 73.8%.
The first submission for this test was received June 16, 1994.


Mi sa che sono peggiorato :-( (e inoltre devo tenere presente che non porto gli occhiali e altre cose nerd, altrimenti so'....)

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giovedì, giugno 07, 2007

Stranezze mondane

AbstractL: "pronto chi parla"
X: "salve ho trovato un appunto sulla mia scrivania"
L: "e?"
X: "Lei è il sig. Luca L."
L: "si sono io"
X: "il mio appunto sulla scrivania dice che lei fa siti"
L: "ma io, forse, ..... bhe si, programmatore di siti"
L: "ma chi le ha dato il mio contatto?"
X: "non lo so"
L: silenzio.....
X: "ho trovato l'appunto sulla scrivania e l'ho chiamata dato che cerchiamo una persona perchè avremmo intenzione di fare un sito. Lei è in grado?"
L: "si io sono in grado, ma chi le ha dato il contatto?"
X: "Quando possiamo vederci per parlare"
L: "mmmmm. mi dica lei"
X: "giorno x alle ore y":
L: "ok, arrivederci"

p.s. Cosa devo fare?
p.s Qualcuno ha dato il mio contatto a questo tizio?

bhu, alle volte il mondo è strano o gira al contrario

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domenica, aprile 23, 2006

Indecisione

Io mi godo la vita, voi fate quello che volete...


Non vorrei essere impreparato quando stringerò la mano a Dio, qualsiasi esso sia. Non vorrei che Lui mi dicesse:

Potevo mandare un bambino del terzo mondo al posto tuo...

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sabato, aprile 22, 2006

Il sole: pro e contro

Bello il sole. Caldo il sole, soprattutto quando la zona UTM 32 è esposta di più alla grande massa di fuoco. Il sole porta con se dei pro e dei contro. E' bello prendere il sole, abbronzarsi, macchissenefrega prenderlo sempre. E' bello avere la possibilità di uscire di casa la mattina e vedere il sole che si specchia sui vetri delle macchine. Il weekend puoi andare a giocare ai campetti con gli amici, se c'è il sole, ma se non c'è ti tocca passare ancora ore su ore attaccato a quella massa di circuiti chiamata computer. Il sole è un pro, un professionista del caldo, ma cacchio, scotta troppo alle volte.

E' giunta la primavera e venerdi sera il Moro Missi Ze ha compiuto un quarto di secolo. Uva rara, gente rara, fuori le nuvole dal gruppo, fuori la feccia, quella che è caduta in basso, veramente in basso. E' difficile rialzarsi: è alla luce del sole. E' bello uscire dall'università alle 18 e vedere che è ancora lì. Puoi anche uscire tranquillamente sudato dalla palestra che puoi stare tranquillo di non ammalarti. Cavolo il sole è bello. Il sole è anche un contro, un controsenso. A cosa serve se te ne stai seduto sullo stesso tavolo per ore, senza concludere niente. Nella stessa stanza lo guardi attraverso i vetri, ma non puoi uscire, non puoi goderti le spendide giornate. Ci sarà un motivo per cui sei dentro e non puoi goderti il sole.

Il sole è sinonimo di estate, di rinnovamento, di spensieratezza. Riscalda l'ambiente e puoi dormire in aeroporto senza patire il freddo. Ma se hai da fare non puoi sfruttarlo fino in fondo, ti devi rassegnare e continuare il tuo lavoro, i tuoi progetti. Ma si sa, prima o poi, dopo la tempesta, dopo la bufera uscirà sempre il sole. E' questo il bello. Comunque lui è sempre lì, pronto a darti una mano, ad allungarti un raggio, a riscaldarti e a confortarti. Ma il sole è spesso dentro di noi, basta sentirselo e utilizzarlo. Quindi non bisogna badare alle apparenze, guardare il sole dal basso verso l'alto. In questo modo anche una giornata di pioggia, di neve, di vento può essere calda e luminosa. Io spero solo che in Irlanda avrò la sua compagnia, ma so già di aver vinto la battaglia con lui poichè, anche se non si presenterà alla porta, io mi divertirò lo stesso.

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mercoledì, aprile 19, 2006

Afrodisiaco, monkey business esoterico

All'aumentare della complessità di un sistema, la nostra abilità a formulare sentenze precise e significative (non arbitrarie) rispetto al suo comportamento, diminuisce fino a raggiungere una soglia oltre la quale precisione e significatività diventano caratteristiche mutuamente esclusive [1].


La pasqua è terminata, volata, mi è servita per stare in famiglia, riprendermi un pò dai numerosi impegni, guardare più televisione rispetto al solito. Insomma ho dormito qualche oretta in più ma mi sono risvegliato più scemo di prima. E' un periodo in cui si conclude poco, ma si lavora tanto. Sono periodi transitori, di stallo, dove non vedi i risultati. Ma si sa, chi lavora bene prima o poi verrà premiato. Quindi io aspetto quei giorni...

Poichè un modo per condurre l'analisi di un sistema complesso, ossia il mondo in cui viviamo, è quello di optare per una versione semplificata ed ammettere, esplicitare un grado di incertezza nella sua descrizione. La descrizione rigorosa ed esplicita dell'incertezza associata a tale descrizione compensa la perdita di informazione e le sentenze che si ottengono sono meno precise o certe e la loro rilevanza al sistema in esame è mantenuta interamente. Questa la spiegazione del mio comportamento da "bambino adulto" un pò incerto sul da farsi o meglio un comportamento transitorio che accetta la vita così come è e va avanti, aspettando quel giorno di prima...

Ci si rimbocca le maniche, si va avanti, tenendo nel cuore tutto, cose belle e brutte, facendo sempre esperienze e andando ancora una volta avanti. Fiducioso nel futuro, siete tutti invitati al giorno di prima.

[1] Zadeh 1973

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venerdì, aprile 14, 2006

I 23-enni di oggi

I 23-enni di oggi non sono più quelli di una volta. Bhe ovvio, i 23-enni di 23 anni fa non sono più i 23-enni di oggi. Comunque oggi è il compleanno dell'amico Matteo, Italian Stallion del varesotto. Lo conobbi in quel di Oxford, sotto un ombrello, anzi ad essere più precisi su una panchina dell'immenso parco dell'Università in via Ravasi. Era con Chiara, la sua amica del cuore, la sua vera passione. Dovevamo partire per Oxford e i due volevano incontrarmi per fare due chiacchere prima del grande viaggio.

Da lontano, appena li vidi, pensai:
Con che gente mi tocca andare a studiare ad Oxford.

Invece col passare del tempo ho rivalutato Matteo, la sua simpatia e la sua spontaneità, alle volte ingenua. Ne abbiamo fatte di cotte e di crude in Inghilterra e ne continuiamo a fare qui, a Varese e in giro per l'europa. Mi ricordo il Big Apple, un pub carino a Bratislava, dove il novellino Mat non reggeva la birra e, per aiutarlo, ci pensai io a finirla. Mentre sorseggiavo, mi accorsi di essere da solo e per ben mezz'ora mi chiedevo dove fosse finito l'amico. Vabbè, lo vidi ritornare contento quindi mi tranquillizzai, ma non ho mai saputo dove fosse stato in quel lasso di tempo.

Oggi il ragazzo ha una capigliatura trend, degli occhiali trash e un savoir fair più grezzo ma più sicuro. Siamo stati a Vienna, Bratislava, Budapest, Brugges, Bruxelles, Anversa, Londra, Oxford, Lugano, Winchester, Stonenghe, Barcellona, Valencia e anche al Sacro Monte, e la sua generosità e disponibilità mi ha sempre colpito. Comunque attualmente rimani un buon amico, sul quale contare, anche se ultimamente hai incrementato la tua dose di stronzate giornaliere :-). A parte gli scherzi mi auguro di avere ancora l'onore di di visitare qualche bel posto over Europe con te.

Buon compleanno Mat.

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domenica, aprile 09, 2006

Free drink sponsored by University

Why don't you take another little piece of my heart
Why don't you take it and break it
And tear it all apart
All I do is give
All you do is take
Baby why don't you give me
A brand new start

So let me live (so let me live)
Let me live (leave me alone)
Let me live, oh baby
And make a brand new start


Lasciateci vivere. Lasciateci divertire. Lasciateci fare cazzate. Lasciateci fare. Ieri serata memorabile, assolutamente da ricordare. Tutto inizia a metà settimana, da un incrocio di persone, un amico norvegese, tale M1, che si è dimostrato assolutamente una persona su cui fare affidamento, valida e disponibile. Dopo aver scambiato quattro chiacchere, ci siamo ripromessi di vederci nel weekend e fare qualcosa insieme. Dopo aver reso partecipe della cosa anche l'amico M2, sabato sera mi arriva un sms con scritto:
Hi Luca, what's up. Brd you planing to go out thi evening? Tell me. M1


Ecco, è proprio da qui che inizia la serata. Dopo qualche sms scambiato, ci ritroviamo alle 10:30 sotto casa mia, direzione GF, località C. Ci imbattiamo in un party privato, festa di laurea, senza sapere chi fossero veramente i festeggiati. A disposizione c'era parecchia roba, fredda, da mangiare, ma praticamente niente da bere. C'era il bancone e bisognava pagare la consumazione. Ma l'amico M2 avvista un fogliettino stropicciato nelle mani di una tipa, con la dicitura: 'Free Drink'. Cavolo, qualcuno deve aver distribuito i free drink. E noi? Noi non ne abbiamo neanche uno. Cavolo, bisogna pagare. Allora si fa un investimento e si acquista uno di quei talloncini bianchi e fra M1 e M2(M & M) si trama qualcosa. Vedo i due puntarmi, con fare insistente si avvicinano verso di me. Cosa avranno partorito le loro menti malate. In poco tempo capisco il gioco, l'adrenalina inizia a salire e ormai spinti dal bere tutto ciò che volevamo, decidiamo di riprodurre quei bigliettini.

Cavolo, io non ho la stampante, ma ho lo scanner. M2 abita troppo lontano, ed il gioco non vale la candela. M1?? M1?? Spunta l'omino di origini norvegesi ma puro tedesco, dicendo che aveva una soluzione. Poichè il ragazzo sta facendo la tesi presso la mia Università, ha a disposizione un suo ufficio, con tanto di fotocopiatrice. Cavolo, c'è un problema: come si fa ad entrare in Università a quest'ora? Niente paura, l'omino M1 deve solo tornare nella sua "homeplace" per recuperare le chiavi dell'ufficio e poi si può procedere con il piano diabolico. Ecco, sono circa le 11:30 e riusciamo ad entrare in una delle sedi dell'ateneo in piena notte e dopo aver disattivato l'allarme, iniziamo a fotocopiare.... Abbiamo parecchi free drink a disposizione e dopo una stampa ricordo con le nostre firme, opportunamente appesa in bacheca, richiudiamo e reimpostiamo l'allarme del posto segreto e ritorniamo sul luogo della festa.

Attenti a non dare nell'occhio, arriviamo a fine serata abbastanza brilli, con all'attivo parecchie consumazioni di svariato genere. Divertiti e con l'adrenalina che scorre nel sangue ci dirigiamo verso il Film , per finire la serata con due salti e io e M2 assistiamo basiti allo show dell'amico M1 che si crea un ampio spazio nella pista per mostrare i suoi balli folcloristici. Insomma, senza regole, senza regole. Bisogna vivere, bisogna farle ogni tanto le cazzate, bisogna vivere...

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giovedì, aprile 06, 2006

Cioccolato per l'informatico

E' bello aiutare gli amici, E' bello aiutarli ad imparare ad usare word, excel, powerpoint, access. E' bello capire perchè hai abbandonato o almeno cerchi di abbandonare questi programmi dello Zio. E' bello stare lì ed insegnare cosa è un piè di pagina, una nota a piè di pagina, una query, una maschera. E' ancora più bello quando ti chiedono che cosa è una macro e tu rispondi loro dicendo che è una serie di operazioni che si possono eseguire in maniera automatica. E' bello quando provano a costruirsi la loro macro e poi succedono gli incidenti: mantengono l'attivazione delle macro in automatico e phum, ecco il virus che agisce...
Vabbè, è inutile stare a discutere sempre sulle stesse cose. Tanto c'è chi usa una cosa e c'è chi ne usa un'altra. C'è chi vota a sinistra e c'è chi vota a destra. C'è anche chi non vota e questo rappresenta la classe al livello più basso. Attenzione, questo non significa che chi non vota perchè è impossibilitato appartenga a questa classe. Comunque una cosa è certa: il premio ottenuto per spiegare all'amico, vecchio amico, due nozioni sui programmi dello Zio Bill.

Due belle tavolette di cioccolato, due intere, tutte per me. Che buono il cioccolato, soprattutto quando ne mangi tanto che ti vengono le afte in bocca. Ma è buono il cioccolato e per me che sono goloso è ancora più buono. Ho trovato la soluzione. Il metodo di pagamento per future collaborazioni circa l'insegnamento di programmi windows è un buon pezzo di cioccolato. Ecco ho scoperto a cosa serve winzozz...ma uffi, non potevano regalarmi direttamente una cioccolataia...

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lunedì, aprile 03, 2006

A volte ritorna...

Mai pensare che non ti tocca, mai pensare che non c'è mai stata e mai pensare che sia andata definitivamente via. Alle volte ritorna. Quando meno te l'aspetti, quando non programmi le cose, quando non fai calcoli, quando hai bisogno di lei, eccola li, presentarsi un pò timida, quasi spaventata.

Ha avuto qualche attimo di esitazione, un po' sulle sue è rimasta dietro un uomo col codino e pantaloni di pelle. Ad un certo punto pensavo se ne fosse andata, era scappata verso qualche croupiè bellone, oppure verso il bancone delle bevande, forse aveva sete. Ma sono attimi lunghissimi, tremendi, quasi stavo per cadere senza avere la possibilità di rialzarmi.

Ma proprio quando meno te l'aspetti ecco, ritorna, più assetata di prima, più energica, meno timida e più concentrata. Cacchio è tornata e questa volta si vede. Poche fishes rimaste, tutte bianche, di poco valore. Cavolo inizia a fare effetto, inizia a carburare. Wow, è tornata, più forte di prima. Il colore delle fish inizia a cambiare da bianco a giallo e poi rosso, sempre più rosso. Cavolo è tornata, da quanto tempo che ti aspettavo. Tanto tanto tempo. Ma forse sbagliavo io, ero io che la cercavo, ero io che la cercavo a tutti i costi, ero io che la volevo.

Una cosa ho capito: non si può comandare la fortuna, non si può pretendere che lei ti aiuti, non si può pretendere che lei lo faccia sempre. L'importante è accontentarsi, l'importante è riconoscere i benefici apportati, anche quelli piccoli, raccogliere i suoi frutti e aspettare..... aspettare che torni ancora. Perchè se non ti accontenti sono guai, dopo il bel tempo ci può essere la tempesta e si sa, la sfiga è sempre dietro l'angolo...

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sabato, aprile 01, 2006

Meglio un pesce d'aprile che uno squalo di ferragosto

Dipende dal pesce. Se è un salmone allora conviene mangiarlo sopra una tartina, e come consiglia la ricetta Pm, magari con un buon gallone di Gatorade. Se è un tonno conviene impastarlo e fare una salsina alla Jack. Se sono cozze conviene lasciarle agli altri, quelli che si accontentato, come il pirl8, se è un pesce spada conviene combattare duro e cercare di pescarlo con tecnina Cho Gia Gus. Un polipo sta attaccato come un polipo, ma speriamo non sia amico delle cozze.

Ci sono i cefali che di solito vanno bene per quelli over 100Kg, tipo Jaculo o le sogliole, utili per accoppiamenti Rock anche se Lore preferisce le donne del riccio. Poi ci sono i bianchetti, che di solito ti danno il due di picche e questi vanno bene per chi ne ha presi troppi in una serata in disco. Ci sono poi le scorfane, le donne degli scorfani, che sono utili per coloro che sono proprio alla frutta, altrimenti la razza, pesci un po' ambigui che vanno in giro con il luccio. Ci sono i gamberi, fritti sopra un mare di briciole, giustamente preferiti dall'algoritmista Bric e le cappesante, utili da gustare con gli amici al pub.

Il granchio è quello che si attacca e non si stacca più, tipo 5 e mezzo al Film. San Pietro, detto anche Piero, è il più religioso, ma è sempre in lite con il più famoso Mosconi che preferisce un buon piatto di aragoste. Il nasello è sempre raffreddato ma grazie al consiglio del rombo, ha fatto una cura toccasana. Il branzino preferische un buon bianchetto a tavola, ma il bruciato Marcellaio, predilige lo stoccafisso con alcol etilico. Ci sono le code di rospo che hanno la coda di paglia e i baccalà che rimangono sempre a bocca aperta. Gli sgombri sono quelli che vogliono rimuovere i poster dagli uffici e le lumache che fanno un esame all'anno. La carpa sta in ufficio senza scarpe, ma non ha più la targhetta con scritto dott. Max. e al suo posto l'uomo broswer si gusta il nuovo titolo.

Infine ci sono le anguille, quelle fiscide che sguizzano via, via dai problemi, quelle che si rifugiano dietro una propria barriera psicologica e che si mordono la coda.

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venerdì, marzo 10, 2006

Esoterismo informatico puro

Oggi ho finalmente sostenuto lo scritto di informatica teorica, una disciplina affascinante ma allo stesso tempo esoterica. Esoterica perchè c'è un velo di misteri su alcuni teoremi: infatti chiunque riuscisse a dimostrare che P = NP può vedersi attribuire un premio Nobel.

Naturalmente mi sono limitato a sostenere lo scritto e a dimostrare qualche piccolo teorema che naturalmente qualcun'altro prima di me aveva fatto. Mio padre nel pomeriggio mi ha consegnato la valutazione di un test sulla creatività fatto nel lontato 17 novembre 1994 (13 anni). Da questo manoscritto è emerso, paroli testuali, la seguente valutazione:
Non sei un genio creativo ma hai una buona dose di creatività che è in grado di farti intravedere strade e soluzioni che per gli altri non sono così evidenti. Sei una persona curiosa, ti piacciono le novità e scoprire i vari aspetti della realtà. Ami rinnovarti e ti adatti facilmente ai cambiamenti della vita. Hai diversi interessi che ami coltivare con un certo impegno. Il bello in senso lato ha per te la sua importanza. I tuoi gusti sono definiti, sai cosa cerchi quando devi acquistare un mobile, un abito o un qualsiasi oggetto di cui ami circondarti. Non sei proprio un anticonformista ma ti piacciono le cose originali. Sei sicuro delle tue idee e ti piace confrontarle con gli altri. Nell'ambito delle tue attività sai rispettare programmi e progetti secondo le tue previsioni. Nei tuoi lavori non ti perdi nei dettagli, curi maggiormente gli aspetti generali e l'obiettivo di fondo da raggiungere.


Aveva forse ragione il test?!? Non saprei, sta di fatto che il 90% di quanto scritto corrisponde alla mia figura. Dite che riesco a dimostrare che P=NP?

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martedì, febbraio 28, 2006

Implicazioni logiche

Se domani inizio l'attività di tutorato presso il corso di Laurea in Scienze della Comunicazione e se il corso di Laurea in Scienze della Comunicazione è costituito dal 80% di donne, allora se la prima asserzione implica la seconda, le conclusioni sono che ho una probabilità pari all'80% di conoscere donne. Questo è un esempio di implicazione logica per deduzione.

Poichè tutte le ragazze di Scienze della Comunicazione sono carine, noi abbiamo una legge del tipo: tutte le ragazze di sdc sono carine. Ma se qualche ragazza, nei prossimi giorni, si presenta nel mio ufficio e valuto che ella non è carina, allora la legge decade immediatamente. Questo è un tipico esempio di inferenza per induzione. Quindi la pretesa di verità dell'induzione ha come limite una smentita che può verificarsi anche su un solo esempio.

Se ipotizzo che l'80% delle ragazze di Scienze della Comunicazione sono carine, quindi suppongo una legge generale, e ridiscendo successivamente per provare questi dati, avendone effettivamente un riscontro nella realtà, allora posso creare una legge per abduzione che afferma che l'80% delle ragazze del corso di Laurea in Scienze della Comunicazione sono carine.

Facendo queste considerazioni posso concludere sulla stessa linea di Socrate:
noi sappiamo che tutte le donne sono strane, poi sappiamo che le persone strane sono donne, quindi la scoperta che le donne sono tutte donne non ci dà nessuno stupore.

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lunedì, febbraio 27, 2006

Automi afrodisiaci

La volontà di rendere animate figure antropomorfe di vario tipo, di renderle più simili all’uomo, ha radici risalenti alla notte dei tempi.

Siamo ormai invasi dagli automi, più o meno utili, ma una cosa manca: gli automi afrodisiaci. Provate su google a digitare "Automi afrodisiaci", fra virgolette: il risultato è che non troverete niente. Dunque questa è una possibile strada da intraprendere, qualcosa di nuovo. Che poi sia utile o meno è un altro paio di maniche, prevalentemente di camicie a maniche lunghe bianche, magari di lino: ricorsione afrodisiaca.

Si potrebbe immaginare un automa che serva un cocktail afrodisiaco, ma deve essere in grado di prepararlo da solo, altrimenti che automa sarebbe. Non chiediamo ancora che vada a fare la spesa per acquistare gli ingredienti: ci deve solo preparare e servire la bevanda. Ci vorrebbe un'automa che faccia palestra con te, con una camicia pseudo-attillata, senza maniche, che ogni tanto ti dispensa qualche battuta e qualche perla di saggezza. Naturalmente deve sapere usare congiuntivi e condizionali e soprattutto ci deve servire la bevanda quando siamo assetati. Inoltre potrebbe insegnarci a fare una sfilata di moda, dirci come muovere le gambe, come fermarsi, girarsi e ripartire senza inciampare nelle critiche.

Un automa più continuo che discreto dovrebbe veramente essere afrodisiaco, indossare qualche bel indumento, degno di un automa afrodisiaco, magari trasparente. L'importante che sappia fare i cocktail, poi il suo grado di afrodisicità può variare: deve saperci dissetare quando iniziamo ad essere disidratati. Insomma, è giunta l'ora di spegnere il computer, staccare la spina del cervello collegata a
automi, linguaggi e calcolabilità e pensare seriamente al termine "afrodisiaco".

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lunedì, febbraio 20, 2006

La scheda di un tutor dimesso

Titolo sintatticamente corretto ma semanticamente un pò meno.

Mi appresto a fornire una spiegazione tangibile di quanto preannunciato da questo buffo titolo. Inanzitutto la scheda si riferisce a quella che mi hanno fatto in palestra, una scheda nuova, alquanto pesante, abbastanza corposa e per nulla facile. E' da due anni che aspettavo una scheda come questa. Temo però che alla fine di ogni settimana sarò abbastanza stremato: questo è il bello della palestra.

Il tutor sta ad indicare una classe lavorativa della quale presto farò parte. Oggi è uscita la graduatoria per coprire il ruolo di tutorato emessa dall'Università. Sono riuscito a vincere due assegni abbastanza corposi per fare qualche decina di ore presso la facoltà di Scienze MM.FF.NN, corso di laurea in Scienze della comunicazione. Questo ha essenzialmente tre risvolti positivi:
1 - risvolto economico: 20 euro all'ora non sono male
2 - risvolto culturale: nel curriculum sono righe importanti
3 - risvolto ragazze: al corso di laurea in scienze della comunicazione l'80% degli studenti sono donne...

Infine la parola dimesso si riferisce all'azione che ha portato un caro amico a licenziarsi dalla ditta in cui lavorava. Due giorni prima avevamo parlato delle mail nel contesto aziendale e avevo riferito al nuovo disoccupato che dietro la rete di computer c'è sempre un mail server che controlla tutta la posta in uscita ed in entrata e soprattutto che c'è un router che gestisce tutti gli url visitati da ogni computer. Sicuramente non è stato questo il motivo che ha portato alla rassegna delle dimissioni, quindi auguro all'amico di trovare al più presto un lavoro idoneo alle sue capacità e competenze, stimolante, remunerativo. Inoltre invito tutti gli amici a cercare di fare quello che piace e soprattutto divertirsi ed essere felici:
1/3 della giornata lo passiamo a dormire
1/3 della giornata lo passiamo per attività fisiologiche, rapporti sociali e qualche attività libera
1/3 della giornata lo passiamo al lavoro

Quindi se il lavoro non è dei migliori, allora la giornata prende un'altra piega.

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venerdì, febbraio 17, 2006

Venerdi 17

Un giorno come un altro, per me, ma per gli scaramantici non è cosi. Sta di fatto che oggi ne sono successe delle belle. Cominciamo dal principio.

Come anticipato nel post precedente, sono stato costretto a rifiutare un voto, poichè con un poco di sforzo in più posso massimizzare la valutazione. Il problema è che, dopo aver compiuto questa azione, ho sostenuto uno scritto per un altro esame, e temo l'esito non sarà dei più brillanti e spero, altresì, di non dover rifiutare anche questa valutazione. Inoltre, un professore ha valutato un progetto in maniera, a mio avviso, poco idonea allo sbattimento che ho dovuto subire per realizzare il lavoro. Mi ha invitato ad effettuare delle modifiche "contestualizzando con precisione" il mio manuscritto.

Ho realizzato adesso che il corso di specialistica non è una passeggiata, certo io voglio farlo bene, quindi è più duro della laurea di primo livello di informatica. Quindi in base a queste considerazioni, potrei schierarmi dal lato degli scaramantici.

Però, anti-scaramantico convinto, la giornata di venerdi 17 mi ha portato il passaporto con visto per USA, quindi posso ufficializzare la partenza per gli States. C'è da dire che l'ingegneria sociale si è rivelata utile anche all'ambasciata americana a Roma... :-)

Oggi ho fatto qualcosa di diverso, che non avevo mai fatto, esperienze nuove. Mi aspettavo qualcosa del genere, ma sono pur sempre esperienze differenti dalle solite. Sono un po' strapazzato da questi eventi accaduti tutti insieme e ho bisogno di mettere nel cassetto, per qualche ora, la mente, fare riposare il cervello staccando i "dentriti" dalle interferenze esterne. Purtroppo non è finita: settimana prossima mi aspetta un altro esame e inizierò a studiare hard per un altro a metà marzo.

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venerdì, febbraio 10, 2006

A typical day @ University

Un giorno come un altro. Siamo appena stati nella lussuosa vineria di varese per un modesto pranzo a base di pasta ai quattro formaggi, panino e macedonia. Il caffè ci ha fruttato una confezione di mentine in un pacchetto di sigarette dell'amico Jack (lo squartatore). La ricciolina ha avuto una mutazione transgenica diventando lisciolina: sempre carina direi. L'amico Rock è sempre più Ac-Dc, e la ragazza lo attizza sempre di più.

Cho Gia Ngu (NdA: Igor il matto) è a sgonfiare la sua gatta e a correggere gli errori di Marcellaio del loro blog in php per l'esame di applicazioni web. Stamattina ho svolto l'esame di matematica, è il risultato è aimè sempre lo stesso: non ho mai tempo per finire sto caxxo di compito. Adesso mi toccherà fare una full immersion sulle teorie dei Fuzzy sets per un altro appello di settimana prossima. Per fortuna che non mi devo ripassare i concetti di Turing.

Questo post è astratto come un quadro di Escher. LoreRock qui a fianco a me si sta pisciando sotto e Bric chiacchiera con Fesen. Jack pseudo studia e Pietro il Grande pensa alla tizia di Malnate. Questa è una chiamata ricorsiva al viaggio che Minux.it sta programmando per la Siberia. Io non so più cosa scrivere: raramente mi capita di cazzeggiare come oggi. C'è il sole, la giornata appare stimolante ma come al solito fredda. Mi toccherà riappoggiare il culo sulla sedia guardando gli appunti di Sistemi Intelligenti.

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martedì, gennaio 31, 2006

Chess hard game

Ho imparato che ci si può difendere anche attaccando e spostandosi solo davanti. Faccio delle mosse, e penso alle conseguenze. Cerco la mossa giusta per non soffrire e per non perdere la mia partita, per non chiudermi con le mie stesse mosse. Sto giocando ad uno, un brutta cosa, fa male, tanto male, ma insegna a ragionare velocemente. Non insegna a pensare bene, a fare le scelte migliori, ma all'arte della velocità. Le stanze, i muri, le vie dell'uni e tutti gli ambienti in cui cammino sono divise da quadrettini. Maledetti quadretti. Non è possibile, le persone si preoccupano delle mosse degli altri. Mi accorgo di non essere l'unico a vedere i quadretti: un ragazzo cammina saltellando sulle mattonelle grigie, e quando finiscono indietreggia su quelle chiare. Cacchio è un nerd, un nerd informatico. Ma lui forse ha qualche problema non sa neanche che può muovere la regina anzichè se stesso. Non importa, i quadretti non vanno via.

Ho imparato che posso realizzare un tipo di gioco esclusivamente controllato da me. Si proprio io lo posso controllare, basta non perdere la fiducia di vincere, basta concentrarsi. Però i quadretti portano ad altri pensieri, cacchio, inizio a vedere otto regine sulla scacchiera. Come posso fare per metterle in posizioni tali che nessuna è in posizione d'attacco dell'altra? La regina è il pezzo più importante, si può muovere in qualsiasi direzione e di quanti quadretti vuole, ma anche se muore è la strategia che permette di vincere una battaglia.

Restare immobili, fermi è uno sbaglio, un grosso sbaglio. Rinunciare a giocare è uno sbaglio ancora più grosso, non importa se le prime volte perdi, l'importante e giocare, giocare, giocare e non stare mai fermo. Non importa se rimani con solo il re, c'è sempre lo stallo, sii ottimista, pui comunque non perdere. Potrebbe andare a finire che nessuno si vuole scomporre e si crea una partita finta, senza agonismo. La competizione è importante, ti stimola, ti aumenta l'adrenalina e ti porta a fare cose che non pensavi di fare. Cacchio, tocca a me. Muovo il mio cavallo nero ed il re è impossibilitato a muoversi, è matto. Difficile, molto difficile, ma non sono io che sono stato bravo, è l'avversario che ha commesso un errore in più di me. Mai restare fermi, anche commettendo degli errori, mai restare a guardare. La prossima volta sono sicuro che mi batterà ed io sarò più forte.

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giovedì, gennaio 26, 2006

Spam, informatici e figure di ...

Il termine trarrebbe origine da un divertente sketch del Monty Python's Flying Circus ambientato in un locale nel quale ogni pietanza proposta dalla cameriera era a base di Spam (un tipo di carne in scatola). Man mano che lo sketch avanza, l'insistenza della cameriera nel proporre piatti con "spam" ("uova e spam, uova pancetta e spam, salsicce e spam" e così via) si contrappone alla riluttanza dell'avventore per lo "spam", il tutto in un crescendo di un coro inneggiante allo "spam" da parte di alcuni Vichinghi seduti nel locale.

Lo Spam è un tipo di carne in scatola (Spam -> Spiced Ham) della Hormel Foods Corporation entrato a far parte del folklore. L'ho provata ad Oxford, in Inghilterra per la prima volta, e date le mie tendenze nerd, mi è piaciuta. Certo non è il mio piatto preferito, ma abituato a mangiare qualsiasi cosa, lo Spam non era poi cosi male. Attualmente, nel mondo tecnologico in cui viviamo, lo spamming (detto anche fare spam) è l'invio di grandi quantità di messaggi elettronici non richiesti. Può essere messo in atto attraverso qualunque media, ma il più usato è Internet, attraverso l'e-mail.

Oggi, rimanendo in tema di cibi malsani e nerd, ho assistito ad una scena di un collega in università, che non mi sarei mai aspettato da un informatico. Non faccio nomi per non invadere la sfera privata del malcapitato, che nonostante la figura di ... si è difeso con le unghie. Alle 9 c'erano delle presentazioni in aula in cui dei ragazzi, me compreso, dovevano esporre il proprio lavoro. Verso le 10:30 tocca ad un mio amico che inserisce la chiavetta usb nel laptop comune. Cercava un file powerpoint, (e già qui passibile di punizione), ma ad un certo punto il colmo per un informatico si è presentato ai miei occhi:

aveva copiato il link al powerpoint anzichè il file, dunque non aveva a disposizione la presentazione.

Avrà forse mangiato spam a colazione o ricevuto qualche mail indigesta? Chissà, non sono affari miei, però non c'è mai(l) limite alle figuraccie che si fanno.

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lunedì, gennaio 16, 2006

Costanti inaffidabili, due di picche, indifferenza e ... polinomi

Che la giornata era iniziata in maniera incasinata era ovvio.
Dopo una serata a mettere sotto sopra la mia camera e altre attigue, per cercare il passaporto, naturalmente senza trovarlo, era ovvio che la giornata seguente cominciasse in un modo non consueto. Se poi ci mettiamo di mezzo la matematica, allora la cosa si fa dura.

Prima di andare a dormire mi inviai per posta il risultato della fattorizzazione dei polinomi del tipo (x^n + 1) poichè il giorno seguente avevo l'esame di teoria dell'informazione e della trasmissione e quindi dovevo stamparmi i risultati. In secondo luogo mandai una mail ad una cara amica, per salutarla e augurarle un buon inizio di settimana dato che, fra mille impegni, non mi ero fatto sentire molto. Andai a dormire abbastanza presto (NdA 12:30) poichè il fatto di non trovare il passaporto mi aveva snervato.

La mattina, cioè oggi, iniziò con una visita in questura, per dichiarare lo smarrimento del passaporto. "L'ufficio passaporti apre alle 9:30". Bene, primo due di picche della giornata. Andai in università, per seguire le consuete lezioni. Arrivai intatto all'ora di pranzo quando, fortunatamente, mi gustai il polipo con le patate della mamma.

Dopo il prelibato spuntino mi diressi verso il laboratorio per fare un check puntuale delle mails. La stringa della scarpa era slacciata, brutto segno. Aprii la mia casella di posta elettronica da ormai 2,7 gb e improvvisamente calò su di me lo stupore. La ragazza a cui avevo mandato la mail per un saluto mi accusa di incostanza e inaffidabilità, scopro che sono stato espulso dal club di scacchi in internet, scopro che la burocrazia in Italia è più snervante del solito.

Erano quasi le due del pomeriggio, e dovevo recarmi in aula per svolgere l'esame: 3 ore di scomposizione di un polinomio, x^127+1 in Gf(2). Al termine, come al solito ristretto con i tempi, consegnai l'elaborato facendo perdere per poco il treno al docente, che si sarebbe indubbiamente risentito del mio ritardo. Da notare che durante la prova mi squillò il telefono parecchie volte, naturalmente impossibilitato a rispondere. Inoltre il numero dal quale proveniva una chiamata era sicuramente di qualche ufficio dato che, provai più volte a ricontattarlo, ma come risposta otteni un bel "numero non valido".

L'indifferenza di alcune persone prosegui in palestra anche se si potrebbe obiettare che l'indifferenza proveniva da me. Tutto ha una sua giustificazione e mi aspetto ciò anche da coloro che consideravo amici. Tornai nel calore casalingo e mi ritrovai immerso in un piatto di trofie al sugo che divorai senza troppi scrupoli. Nel frattempo mi telefonò un'altra persona, invitandomi all'annuale falò di sant'Antonio a Varese e proponendo di portare degli amici. Neanche a farlo apposta c'era un altro caro amico in chat, e gli chiesi di venire con me alla manifestazione: altro due di picche.

Dopo aver replicato alle varie mails piccanti, feci un respiro per riprendere un attimo la calma, mi concentrai ed iniziai a scrivere questo post. Eccomi quindi a questo punto, in cui non c'è più il passato.

Sono giunto ormai alla fine dello sfogo, sono le 11 e oggi andrò a dormire presto, ho bisogno di pensare. Sperando che domani il sole possa tornare a splendere e gli amici tornino quelli di una volta, rimango con un dubbio amletico:

добрыи вечер


Buona notte Luca

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venerdì, gennaio 06, 2006

La calza della befana

Se qualcosa può andar male lo farà: anche quest'anno la befana è arrivata. Come al solito non riesco a vederla, ma è arrivata, ne sono certo. Volete sapere perchè? Niente è facile come sembra.Tutto richiede più tempo di quanto si pensi. La calza è piena: wow. A dire la verità non l'ho ancora aperta. Chissà cosa c'è dentro. Non ci si può mettere a far qualcosa senza che qualcos'altro non vada fatto prima.

Se sei di buon umore, non ti preoccupare. Ti passerà. Lo so che preferivi una befana carina, in carne, bionda con gli occhi azzurri, ma la probabilità che qualcosa accada è inversamente proporzionale alla sua desiderabilità. Quando qualcuno cerca di raggiungere un obiettivo, sarà sempre ostacolato dall'involontario intervento di qualche altra presenza (animata o inanimata).

Sono curioso, la calza è li, davanti a me, piena, ma non so cosa c'è dentro. Sono stato cattivo oppure non cattivo (buono forse è troppo?!?). Premesse negative portano a risultati negativi. Premesse positive portano a risultati negativi. Cacchio non riesco a trovare la risposta: ho paura ad aprire quella calza. Però ho già i brufoli in faccia, temo che ci siano dei dolci. Lasciate a se stesse, le cose tendono a andare di male in peggio.

Ogni soluzione genera nuovi problemi. Quindi perchè aprire quella maledetta calza. Sorridi... Domani sara' peggio. Sentite, ci sarà un motivo per cui la befana è arrivata e la calza è piena. Se le cose sembrano andar meglio, c'è qualcosa di cui non stiamo tenendo conto.

La befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte, il cappello alla romana, viva viva la befana. Ma chi ci crede. Voglio la befana bionda. Le cose andranno peggio prima di andar meglio. Chi ha detto che le cose andranno meglio? La befana? Se sembra facile, è dura. Se sembra difficile, è fottutamente impossibile.

Sono arrivato ad una conclusione: adesso apro la calza, mangio tutto quello che c'è dentro, carbone o dolci che siano e....

ringrazio la mamma

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giovedì, gennaio 05, 2006

Intrappolati in università

E' una storia buffa e alquanto strana e forse un po' irritante.

Ero in università oggi, come quasi tutti i giorni dell'anno, quando non sono in qualche paese estero. Un amico (ndA Giangus) mi è venuto a prendere a casa e ci siamo diretti verso l'ateno insubrico che c'è in pieno centro a varese. Poichè i gradi acquisiti in università mi permettono di usufruire del parcheggio dei dipendenti della struttura, ho fatto parcheggiare l'autovettura del mio amico nel parcheggio accademico.

La nostra giornata nell'ateneo privo di studenti incominciò nel migliore dei modi alle ore 10:30. Alzammo la testa dal notebook ed erano le 14:30. Oooops, ci siamo dimenticati di mangiare. Io ero coinvolto nei miei algoritmi genetici e Giangus nel suo linguaggio C per risolvere un arduo problema del corso di Algoritmi e Strutture dati.

Dopo un panino veloce a base di mortadella di fegato (boh!?!) e emmenthal, ci rimettemmo nuovamente con gli occhi rivolti a quella distribuzione linux che, solitamente, usano i veri fedeli di Unix: la slackware. Erano le 18:00 quando G. mi chiese un aiuto su una funzione C che gestiva vari puntatori relativi a degli alberi red-black. Mi spostai dal mio laptop e mi sedetti davanti al suo notebook. Benone direi, dato che smanettavo che era una meraviglia e risolvevo qualche problema. Intanto c'era il tizio delle pulizie che puliva (giustamente) l'aula e il sospetto aumentava.

Ad un certo punto ritornò il tizio, con aria sempre gentile e ci disse che doveva chiudere l'aula studio: erano le 20:15. Cacchio, era tardi. Ooops, il C e la slackware ti fanno perdere la conizione del tempo. Se poi ci aggiungi (void *) e tabella hash, allora la cosa si fa seria.

Giustamente all'amico Giangus venne in mente che, data l'ora, c'era il rischio di rimanere chiusi in università: neanche a farlo apposta, avevano chiuso i cancelli e noi eravamo intrappolati in università. Ma dico vi rendete conto che schifo: in europa gli studenti hanno i badge per entrare nell'ateneo a qualsiasi ora, e gli studenti meritevoli, in Italia, vengono chiusi dentro. (lasciamo perdere)

Arrivati alle sbarre, fortunamente c'era il tizio, che ci aveva cortesemente invitati ad abbandonare la struttura, che ci ha aiutato a mobilitare la vigilanza, i bidelli che ormai erano a casa o ci stavano andando, e dopo ben 30 minuti siamo riusciti ad evadere dalla prigione.

Che dire, una bella avventura: siamo in Italia ragazzi! Enjoy Italy

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