domenica, gennaio 29, 2006

Il connessionismo di Turing

L’interesse di Turing sulla possibilità che le macchine possano pensare e il suo sogno di modellare la mente umana con una macchina, risalgono all’uscita del suo scritto sull’intelligenza meccanica del 1948. Turing non aveva un grande interesse nel pubblicizzare la sua idea, quindi il paper non venne pubblicato fino al 1968, 14 anni dopo la sua morte, nel giornale Machinery Intelligence. E' sorprendente che il suo principale alla NPL, il signor Charles Darwin, nipote del più conosciuto naturalista inglese, abbandonò il manoscritto del 1948 ritenendolo un saggio di uno scolaro.

Dal punto di vista della ricerca sulle reti neurali, il connessionismo è un movimento delle scienze cognitive che si prefigge di illustrare le abilità intellettuali umane usando le reti neurali artificiali. Il connessionismo nell’intelligenza artificiale propone un nuovo modello per la costruzione e programmazione di hardware e software ispirati al cervello umano, denominato “Parallel Distributed Processing (PDP)” che elabora le informazioni dei vari sensi in maniera parallela, evitando il “Von Neumann - Bottleneck” dei modelli contemporanei, dove tutte le informazioni devono passare serialmente per la CPU.

Turing denomina la sua rete con il termine “macchine non organizzate” e non c’è dubbio che egli fosse ispirato al sistema nervoso umano quando le concepì. Questi modelli sono stati costruiti in un modo casuale e sono organizzati da un agente esterno, un “insegnante”. Inizialmente le macchine sono completamente non organizzate, comparabili al cervello di un bambino, ma a seguito di un appropriata interferenza, ossia una precisa educazione, esse potranno essere organizzate per produrre il risultato prefissato. Non sarebbe leale aspettarsi che una macchina uscita fresca dalla fabbrica sia completa come un laureato. Egli ha avuto contatti con altri esseri umani per venti e più anni, e questi stimoli hanno continuamente modellato il suo comportamento lungo tutta la vita.

`E possibile affermare che nella misura in cui una persona è una
macchina, lo è solo come strumento soggetto a moltissime interferenze.

La corteccia cerebrale di un neonato può essere vista come una macchina non organizzata, che può essere organizzata con un opportuno addestranento tramite l’interferenza. L’educazione di un bambino dipende in larga misura da un sistema di premi e punizioni e questo suggerisce che dovrebbe essere possibile realizzare
l’organizzazione con solo due stimoli di interferenza, uno per “piacere” o “premio” e uno per “dolore” o “punizione”.

Alcune critiche affermano che è impossibile realizzare una macchina veramente intelligente, infatti né l’intelligenza artificiale né la vita artificiale hanno prodotto qualcosa che può essere confusa con un organismo vivente per più di un
istante. Qualcosa deve essere sbagliato. Rodney Brooks propose quattro possibilità:
1. si stanno prendendo i parametri sbagliati;
2. si stanno costruendo modelli che sono sotto una certa soglia di complessità;
3. forse si sta ancora aspettando la potenza dei computer;
4. si sta dimenticando qualcosa di fondamentale e inimmaginabile nei nostri modelli biologici.

Gli psicologi, i filosofi, gli informatici, i linguisti offrono vari aspetti e metodologie per lo studio dell’intelligenza, ma sopra tutti esiste la relazione fra la mente ed il cervello che rappresenta, attualmente, la più importante domanda della scienza della vita.

[1] Longo Luca - Università degli Studi dell'Insubria - Il connessionismo di Turing
[2] Longo Luca - Università degli Studi dell'Insubria - Presentazione

Etichette: , ,

sabato, novembre 12, 2005

Welcome - Turing Preface


Per iniziare voglio riportare una frase del grande Alan M. Turing:

Possiamo vedere nel futuro solo per un piccolo tratto, ma possiamo pure vedere che in questo piccolo tratto c'è molto da fare

Etichette: ,