
E' una storia buffa e alquanto strana e forse un po' irritante.
Ero in università oggi, come quasi tutti i giorni dell'anno, quando non sono in qualche paese estero. Un amico (ndA Giangus) mi è venuto a prendere a casa e ci siamo diretti verso l'ateno insubrico che c'è in pieno centro a varese. Poichè i gradi acquisiti in università mi permettono di usufruire del parcheggio dei dipendenti della struttura, ho fatto parcheggiare l'autovettura del mio amico nel parcheggio accademico.
La nostra giornata nell'ateneo privo di studenti incominciò nel migliore dei modi alle ore 10:30. Alzammo la testa dal notebook ed erano le 14:30. Oooops, ci siamo dimenticati di mangiare. Io ero coinvolto nei miei algoritmi genetici e Giangus nel suo linguaggio C per risolvere un arduo problema del corso di Algoritmi e Strutture dati.
Dopo un panino veloce a base di mortadella di fegato (boh!?!) e emmenthal, ci rimettemmo nuovamente con gli occhi rivolti a quella distribuzione linux che, solitamente, usano i veri fedeli di Unix: la slackware. Erano le 18:00 quando G. mi chiese un aiuto su una funzione C che gestiva vari puntatori relativi a degli alberi red-black. Mi spostai dal mio laptop e mi sedetti davanti al suo notebook. Benone direi, dato che smanettavo che era una meraviglia e risolvevo qualche problema. Intanto c'era il tizio delle pulizie che puliva (giustamente) l'aula e il sospetto aumentava.
Ad un certo punto ritornò il tizio, con aria sempre gentile e ci disse che doveva chiudere l'aula studio: erano le 20:15. Cacchio, era tardi. Ooops, il C e la slackware ti fanno perdere la conizione del tempo. Se poi ci aggiungi (void *) e tabella hash, allora la cosa si fa seria.
Giustamente all'amico Giangus venne in mente che, data l'ora, c'era il rischio di rimanere chiusi in università: neanche a farlo apposta, avevano chiuso i cancelli e noi eravamo
intrappolati in università. Ma dico vi rendete conto che schifo: in europa gli studenti hanno i badge per entrare nell'ateneo a qualsiasi ora, e gli studenti meritevoli, in Italia, vengono chiusi dentro. (lasciamo perdere)
Arrivati alle
sbarre, fortunamente c'era il tizio, che ci aveva cortesemente invitati ad abbandonare la struttura, che ci ha aiutato a mobilitare la vigilanza, i bidelli che ormai erano a casa o ci stavano andando, e dopo ben 30 minuti siamo riusciti ad evadere dalla prigione.
Che dire, una bella avventura: siamo in Italia ragazzi! Enjoy Italy
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