martedì, febbraio 19, 2008

Jackass, weekend and raffreddore

Il nerd di Cambridge non e' venuto: il nerd di php del TCD ha sbagliato giorno...Il nerd del DICOM e' tornato a casa e il nerd di AI del TCD ha il raffreddore. A dire il vero anche il nerd di php del TCD ha il raffreddore. Weekend in disco/pub per festeggiare il compleanno di una nostra amica: le abbiamo regalato 500 grammi di spaghetti ed una magliettina. C'era anche il nerd del DICOM, ma non quello di CAMBRIDGE....tutto colpa del nerd di php del TCD. Per fortuna che la cena era a base di ragu', un buon ragu' preparato dal nerd di AI del TCD.

Weekend quindi tranquillo ma aime' raffreddato. Decidiamo quindi di rimanere a casa, sotto la coperta, con del buon the' irlandese a vedere la tv...ops..non ho nessuna tv io...non ditelo a nessuno, neanche a ennetielle.... :-). Cosa passava la tv: Jackass. Quattro pazzi scatenati in giro per il mondo a fare cazzate del tipo, mangiare insetti schifosissimi, farsi sparare, rompersi vasi in testa, liposuzione senza anestesia, vomitare e rimangiarsi tutto....bla che schifo...pero' almeno il the era caldo...

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sabato, febbraio 16, 2008

San Valentino, Guinness, Informatica pura e cena Nerd

San Valentino e' passato e il solito consumismo ha fatto il suo dovere....che schifo. Noi siamo assuefatti dalla Guinness e andiamo di Bulmers, o Kilkenny che ormai fanno fatica anche loro ad andare giu'....avrei bisogno di un Mojito. Anyway, Joe T. Vanelli era a Dublin a S. Valentino, ma noi abbiamo preferito un locale tranquillo....con una bella bottiglia di Vino.

Weekend regolare, questa volta non iniziato il Lunedi, ma posticipato al Giovedi'. Un professore dell'Insubria mi e' venuto a trovare e questa cosa mi ha fatto molto piacere. Qui si parla di informatica pura, ma quando c'e' di mezzo Guinness e alcol allora la cosa si fa piu' produttiva. Con le chicche che quest'ultimo ci ha raccontato del mondo accademico varesino e una cena dai Persiani di Fleet Street, la serata di ieri e' passata allegramente, ridendo, scherzando e osservando come i celtici si comportano nel loro regno: l'irlanda.

Stasera compleanno di una persona conosciuta due giorni fa e vista una sola volta. Qui siamo nella citta' piu' easygoing del regno anglosassone a mio avviso...qui ci si scioglie...Io ho preparato il ragu' per stasera, quando, prima del party di compleanno, una cena nerd sara' consumata...

I membri della cena saranno:
1 - nerd di Intelligenza Artificiale del TCD
1 - nerd di networking del DICOM
1 - nerd filosofico di CAMBRIDGE
1 - nerd PHP del TCD

Cosa verra' fuori secondi voi?

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mercoledì, novembre 07, 2007

Sbarco in Scozia - Edinburgh

EdinburghSbarcato in Scozia con easyjet. Prima volta in questa terra nordica, britannica, dall'amico Mino che gentilmente mi ospitera' per questi giorni abroad. Domani andremo subito in macchina verso le isole Skye a nord ovest, dove ci attende qualche giorno di lavoro in cui Mino mi fara' vedere in pratica cosa sono capaci i nerd....quelli di masnago...

A malpensa desolazione e sconsolazione: praticamente nessun controllo, alla faccia dei controlli anti-terro-rismo. Avevo due lamette da barba, ma nessuno se n'e' accorto. Puo' anche passare direte voi. Ma un taglierino non puo' passare cazzo...sono proprio curioso di vedere cosa faranno al ritorno i concorrenti scozzesi.

p.s. Oggi al supermercato c'era uno scozzese col kilt...un grande...
p.s. vado a mangiare un piatto di pasta dopo un pranzo alle 3 del pomeriggio ora locale.

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domenica, ottobre 28, 2007

Nerd test V2.0 & skating on ice

Nerd Era da tanto che non mi divertivo come un bambino! Sono tornato al palaghiaccio, chissà dopo quanti anni! Non male come ritorno: pensavo di cadere all'istante, ma niente, sono rimasto su. Avevo un po' di raffreddore ma passa anche quello.

Oggi ho riprovato a fare il test nerd che ho fatto circa due anni fa. Il risultato:
Your Nerd Purity Test Results
You answered "yes" to 55 of 100 questions, making you 45.0% nerd pure; that is, you are 45.0% pure in the nerd domain (you have 55.0% nerd in you).
Your Weirdness Factor (AKA Uniqueness Factor) is 39%, based on a comparison of your test results with 576688 other submissions for this test.
The average purity for this test is 73.8%.
The first submission for this test was received June 16, 1994.


Mi sa che sono peggiorato :-( (e inoltre devo tenere presente che non porto gli occhiali e altre cose nerd, altrimenti so'....)

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giovedì, aprile 06, 2006

Cioccolato per l'informatico

E' bello aiutare gli amici, E' bello aiutarli ad imparare ad usare word, excel, powerpoint, access. E' bello capire perchè hai abbandonato o almeno cerchi di abbandonare questi programmi dello Zio. E' bello stare lì ed insegnare cosa è un piè di pagina, una nota a piè di pagina, una query, una maschera. E' ancora più bello quando ti chiedono che cosa è una macro e tu rispondi loro dicendo che è una serie di operazioni che si possono eseguire in maniera automatica. E' bello quando provano a costruirsi la loro macro e poi succedono gli incidenti: mantengono l'attivazione delle macro in automatico e phum, ecco il virus che agisce...
Vabbè, è inutile stare a discutere sempre sulle stesse cose. Tanto c'è chi usa una cosa e c'è chi ne usa un'altra. C'è chi vota a sinistra e c'è chi vota a destra. C'è anche chi non vota e questo rappresenta la classe al livello più basso. Attenzione, questo non significa che chi non vota perchè è impossibilitato appartenga a questa classe. Comunque una cosa è certa: il premio ottenuto per spiegare all'amico, vecchio amico, due nozioni sui programmi dello Zio Bill.

Due belle tavolette di cioccolato, due intere, tutte per me. Che buono il cioccolato, soprattutto quando ne mangi tanto che ti vengono le afte in bocca. Ma è buono il cioccolato e per me che sono goloso è ancora più buono. Ho trovato la soluzione. Il metodo di pagamento per future collaborazioni circa l'insegnamento di programmi windows è un buon pezzo di cioccolato. Ecco ho scoperto a cosa serve winzozz...ma uffi, non potevano regalarmi direttamente una cioccolataia...

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venerdì, marzo 10, 2006

Esoterismo informatico puro

Oggi ho finalmente sostenuto lo scritto di informatica teorica, una disciplina affascinante ma allo stesso tempo esoterica. Esoterica perchè c'è un velo di misteri su alcuni teoremi: infatti chiunque riuscisse a dimostrare che P = NP può vedersi attribuire un premio Nobel.

Naturalmente mi sono limitato a sostenere lo scritto e a dimostrare qualche piccolo teorema che naturalmente qualcun'altro prima di me aveva fatto. Mio padre nel pomeriggio mi ha consegnato la valutazione di un test sulla creatività fatto nel lontato 17 novembre 1994 (13 anni). Da questo manoscritto è emerso, paroli testuali, la seguente valutazione:
Non sei un genio creativo ma hai una buona dose di creatività che è in grado di farti intravedere strade e soluzioni che per gli altri non sono così evidenti. Sei una persona curiosa, ti piacciono le novità e scoprire i vari aspetti della realtà. Ami rinnovarti e ti adatti facilmente ai cambiamenti della vita. Hai diversi interessi che ami coltivare con un certo impegno. Il bello in senso lato ha per te la sua importanza. I tuoi gusti sono definiti, sai cosa cerchi quando devi acquistare un mobile, un abito o un qualsiasi oggetto di cui ami circondarti. Non sei proprio un anticonformista ma ti piacciono le cose originali. Sei sicuro delle tue idee e ti piace confrontarle con gli altri. Nell'ambito delle tue attività sai rispettare programmi e progetti secondo le tue previsioni. Nei tuoi lavori non ti perdi nei dettagli, curi maggiormente gli aspetti generali e l'obiettivo di fondo da raggiungere.


Aveva forse ragione il test?!? Non saprei, sta di fatto che il 90% di quanto scritto corrisponde alla mia figura. Dite che riesco a dimostrare che P=NP?

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venerdì, febbraio 03, 2006

Digital friends

There are only 10 types of people in the world: those who understand binary, and those who don't.

Penso che questa frase rispecchi a pieno coloro i quali fanno dell'informatica la loro passione, la loro vita, il loro passatemto preferito.
E' doveroso affermare, con vero piacere, che la maggioranza degli amici si sta digitalizzando, un po' perchè il nuovo millennio lo impone, un po', spero, per i vari indirizzamenti da me dispensati. Con questo intendo dire che, anche grazie al web, gli amici che prima non osavano neanche accendere il computer, adesso chattano regolarmente, alcuni hanno un blog personale, altri un sito amatoriale, altri ancora sottoscrivono mailing list o fanno acquisti sul world wide web. Ma anche fuori dal 0.0.0.0 (internet for nerds) la tecnologia e la digitalizzazione sta entrando nelle loro teste. A parte il massiccio utilizzo della rete GSM e ultimamente della linea GPRS, alcuni hanno finalmente installato la linea adsl, altri, i più tradizionalisti, hanno attaccato al doppino telefonico un modem 56kbps, e sono da stimare solo per il fatto che hanno fatto un passo avanti.

Non si può farne a meno, proprio no. Ormai non si può tornare indietro, se non con i pensieri. Forse sono stato uno dei primi ad avere un computer da programmare ed un modem a 33kbps, però il mio consiglio è di non farsi digitalizzare interamente. I bit sono i bit e saranno sempre i bit, anche se potrebbero essere surclassati da altre unità di misura, però alla base c'è sempre un briciolo di segnale analogico che governa il mondo digitale. I nuovi amici digitali hanno ancora molto da scoprire e si renderanno conto che non possono che sottostare alla digitalizzazione. Gli amici digitali lo sanno e non ci fanno più caso. Gli amici super-digitali, invece, dedicano tempo alla digitalizzazione e alla creazione di nuove tecnologie: i più nerd lo fanno di mestiere, o per autentica passione.

Concludendo posso affermare che per sapere di essere una persona digitale è necessario comprendere l'affermazione iniziale: il grado di digitalizzazione poi può variare. La nostra conoscenza è una goccia in mezzo al mare.

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martedì, gennaio 31, 2006

Chess hard game

Ho imparato che ci si può difendere anche attaccando e spostandosi solo davanti. Faccio delle mosse, e penso alle conseguenze. Cerco la mossa giusta per non soffrire e per non perdere la mia partita, per non chiudermi con le mie stesse mosse. Sto giocando ad uno, un brutta cosa, fa male, tanto male, ma insegna a ragionare velocemente. Non insegna a pensare bene, a fare le scelte migliori, ma all'arte della velocità. Le stanze, i muri, le vie dell'uni e tutti gli ambienti in cui cammino sono divise da quadrettini. Maledetti quadretti. Non è possibile, le persone si preoccupano delle mosse degli altri. Mi accorgo di non essere l'unico a vedere i quadretti: un ragazzo cammina saltellando sulle mattonelle grigie, e quando finiscono indietreggia su quelle chiare. Cacchio è un nerd, un nerd informatico. Ma lui forse ha qualche problema non sa neanche che può muovere la regina anzichè se stesso. Non importa, i quadretti non vanno via.

Ho imparato che posso realizzare un tipo di gioco esclusivamente controllato da me. Si proprio io lo posso controllare, basta non perdere la fiducia di vincere, basta concentrarsi. Però i quadretti portano ad altri pensieri, cacchio, inizio a vedere otto regine sulla scacchiera. Come posso fare per metterle in posizioni tali che nessuna è in posizione d'attacco dell'altra? La regina è il pezzo più importante, si può muovere in qualsiasi direzione e di quanti quadretti vuole, ma anche se muore è la strategia che permette di vincere una battaglia.

Restare immobili, fermi è uno sbaglio, un grosso sbaglio. Rinunciare a giocare è uno sbaglio ancora più grosso, non importa se le prime volte perdi, l'importante e giocare, giocare, giocare e non stare mai fermo. Non importa se rimani con solo il re, c'è sempre lo stallo, sii ottimista, pui comunque non perdere. Potrebbe andare a finire che nessuno si vuole scomporre e si crea una partita finta, senza agonismo. La competizione è importante, ti stimola, ti aumenta l'adrenalina e ti porta a fare cose che non pensavi di fare. Cacchio, tocca a me. Muovo il mio cavallo nero ed il re è impossibilitato a muoversi, è matto. Difficile, molto difficile, ma non sono io che sono stato bravo, è l'avversario che ha commesso un errore in più di me. Mai restare fermi, anche commettendo degli errori, mai restare a guardare. La prossima volta sono sicuro che mi batterà ed io sarò più forte.

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martedì, gennaio 10, 2006

Sindrome dell'intossicazione tecnologica

Being digital? Giusta considerazione. E' normale essere digitali o pensare in digitale? Essere condizionati dalla tecnologia? Se la corrente dovesse mancare per una settimana? Cosa succederebbe? Scenari alternativi a quelli digitali...dunque.

I sintomi dell'intossicazione ad alta tecnologia [1] sono sempre più evidenti:
1) Ricerchiamo la soluzione già pronta in tutti i campi, dalla religione alla nutrizione.
2) Temiamo e veneriamo la tecnologia.
3) Non sappiamo distinguere tra l’originale e l’imitazione.
4) Accettiamo la violenza come un fatto normale.
5) Amiamo la tecnologia come se fosse un giocattolo.
6) Viviamo la nostra vita in modo distante e distratto.

E' stato un cammino lungo. Come quel tizio che il 1° gennaio si accontentava di una paga di 10 lire al giorno purchè si raddoppiasse ogni giorno: al 31 gennaio aveva 10 miliardi circa (ma se fosse stato il 3 febbraio 85 miliardi circa) [2].
Ci stiamo avvicinando a questi ultimi tre giorni per quanto riguarda lo sviluppo dell’elaborazione e delle telecomunicazioni digitali.

La digitalizzazione ha un tremendo impatto sul modo di pensare.
Il passaggio dagli atomi ai bit è irreversibile e inarrestabile. Il bit è il più piccolo elemento atomico del DNA dell’informazione. Qualunque informazione (scritta, parlata, cantata, fotografata, filmata) può essere trasformata in una sequenza di bit. Va di pari passo con la convergenza detta delle 4 C:
1c) Computer
2c) Communication
3c) Content
4c) Consumer

Non è una novità, ma oggi l’innovazione tecnologica sa sfruttarne le enormi potenzialità[2]. L’umanità è globale: i bambini di oggi cresceranno, grazie ad Internet, con una visione del mondo e dei problemi molto più vasta rispetto alla maggiore parte di noi. Per loro

il pianeta è un luogo unitario e una risorsa preziosa che va condivisa.



[1] John Naisbitt, High Tech High Touch, Technology and our Search for Meaning, 2000
[2] Being Digital, Nicolas Negroponte, 1995
[3] Negroponte - IBM Systems Journal - vol. 39

Nella foto un "Frammento" della mia scrivania - Luca

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domenica, gennaio 08, 2006

20qNet & Neural Networks

20Q.net è un gioco, ma è soprattutto un esperimento con un'Intelligenza Artificiale. Pensato un 'qualcosa', 20Q.net (ndA Twenty Questions) proverà ad indovinare l'oggetto che avete in mente con non più di 20 domande!

20Q.net è un gioco contro un'Intelligenza Artificiale che progredisce in scala, nel senso che man mano che si gioca, vi si inseriscono nuove informazioni che vanno a perfezionarlo. Tutto quel che 20Q.net conosce, e tutte le domande che pone, si può dire che provengano dai giochi effettuati in dieci anni di sperimentazione. Il programma è molto semplice ma il relativo comportamento è complesso.

Alla base del sistema vi è una grande, e sempre crescente, quantità di dati, ma, da un'altra prospettiva, ogni domanda può essere considerata un input di una rete neurale, mentre gli oggetti rappresentano gli output della rete.

Questa gioco in un Intelligenza Artificiale è il lavoro dello sviluppatore Robin Burgener di Ottawa. Burgener ha iniziato a sviluppare il software nel 1988 per soddisfare la sua curiosità riguardante i sistemi di autoapprendimento progressivo. La logica del programma sembra ragionevolmente semplice. Si parte con la costruzione di un albero. Se il programma fallisce, pone una domanda per differenziare l'ultimo oggetto dal nuovo oggetto. Ma, se un giocatore risponde ad una domanda da una differente prospettiva, il gioco sarà destinato a fallire; l'input del giocatore è conforme alla natura umana e non può essere 100 per cento coerente. (...per fortuna!)

In parole povere, il programma determina gli oggetti più probabili ed allora pone le domande che potrebbero eliminare la maggior parte di oggetti. Per limitare la confusione le risposte nel database hanno un peso riguardante le probabilità di successo, e in genere sono risposte sconosciute.

Provatelo: 20Qnet e ditemi se c'è qualche parola che non ha indovinato.

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lunedì, dicembre 19, 2005

Ingegneria sociale: ovvero come avere un long island gratis in discoteca...

Termini chiave: ingegneria sociale; cocktail.

Nel campo della sicurezza informatica per ingegneria sociale (dall'inglese social engineering) si intende lo studio del comportamento individuale di una persona al fine di carpire informazioni. Un ingegnere sociale (social engineer) per definirsi tale deve saper fingere, sapere ingannare gli altri, in una parola saper mentire. Un social engineer è molto bravo a nascondere la propria identità, fingendosi un'altra persona: in tal modo egli riesce a ricavare informazioni che non potrebbe mai ottenere con la sua identità reale. Nel caso sia un hacker, può ricavare informazioni attinenti ad un sistema informatico. Il social engineering è quindi una tecnica per ricavare informazioni molto usata dagli hacker esperti, e dato che comporta (nell'ultima fase dell'attacco) il rapporto più diretto con la vittima, questa tecnica è una delle più importanti per carpire informazioni. In molti casi il cosiddetto ingegnere potrà riuscire a ricavare tutto ciò che gli serve dalla vittima ignara.

Long Island è un nome molto comune di isole; tra le principali:
Long Island - Antigua e Barbuda
Long Island - Arcipelago delle Bahamas
Long Island - Canada
Long Island - Nuova Zelanda
Long Island - Papua Nuova Guinea
Long Island - USA
Il Long Island è anche un cocktail, il suo nome completo è Long Island Ice Tea.

Dopo aver fornito gli strumenti base di un attacco di ingegneria sociale, vi racconto cosa mi è successo sabato sera in una discoteca nei pressi del duomo a milano.

Analizziamo l'attacco.
Ero tranquillamente seduto quando la musica inizò a scaldare centinaia di erasmus che erano accorsi per una serata tipica di studenti in quel di Milano. Ero riuscito ad entrare gratuitamente nel locale grazie alla mia tessera di studente della Oxford Brookes University. Dopo essermi ambientato mi spinsi nella folla con degli amici e la serata iniziò all'insegna del divertimento. Dopo un paio d'ore di continui movimenti a ritmo di musica, per lo più scordinati, decisi di prendere un drink.
Un long island per favore.
Mi ritrovai con un bicchiere di Smirnoff e sprite. Non essendo schizzinoso lo accettai e iniziai a sorseggiare l'atipico cocktail. Il bicchiere era metà vuoto, anzi metà pieno. Lo posai sul tavolo e mi buttai nella folla. Con l'occhio sempre vigile, rivolto verso quel bicchiere, osservai che uno pseudo cameriere, all'incirca 55-enne, senza esitare più di tanto, mi portò via quella prelibatezza che avevo pagato soldoni. Allora, preso dalla rabbia, dopo essermi gonfiato e diventato verde come l'incredibile Hulk, rincorsi il piccolo cameriere in nero (c) e da li iniziò l'attacco:
L - Mi scusi, mi ha portato via un bicchiere che era mezzo pieno.
C- Guardi è impossibile.
L- No guardi le assicuro che mi ha portato via un bicchiere di long island mezzo vuoto.
C - Ripeto, è impossibile, sto attento a prendere solo i bicchieri vuoti.
L - Guardi, le assicuro che il bicchiere non era vuoto (con una pacca sulla spalla, più orientata verso il petto).
C - Guarda, il bicchiere era assolutamente vuoto e poi tenga giù le mani...
L - Ok, allora mi chiami un responsabile.
Naturalmente C, disinteressato prende la larga. Allora mi diressi verso un buttafuori, gli raccontai il problema e mi chiamò il responsabile del locale (R).
L - Guardi un suo cameriere mi ha portato via un bicchiere mezzo pieno.
R - Chi era il cameriere? (per vedere se lo prendevo in giro?
L - Un tizio un po' anzianotto, con pochi capelli..
R - Ah, mi scuso per lui, venga con me...(mi accompagnò al bancone)
R - Ecco, cosa aveva ordinato?
L - Un long island.
R - Un long island per il ragazzo...
R - Mi fa vedere la sua tessera, quella rossa delle consumazioni, per favore? (voleva verificare se avevo pagato la prima consumazione)
L - Ecco a lei.
R - Perfetto, questo è il suo cocktail, long island le auguro una buona serata.
L - La ringrazio, buona serata a lei.
Ecco come ho ottenuto un secondo cocktail. Naturalmente la storia è vera, il bicchiere era veramente mezzo vuoto, comunque quanto raccontato può essere tranquillamente un attacco di ingegneria sociale vero e proprio, per avere un cocktail gratis.

Ricordate però: prima pagate il primo cocktail e solo dopo averlo finito potete provare l'attacco. Mi raccomando, scaturite un pochino l'ira del cameriere, con una pacca o qualcos'altro: questo può esservi d'aiuto qualora l'attacco non vada a buon fine, per poter dire che il cameriere è stato arrogante....

Buona bevuta...

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martedì, novembre 15, 2005

O cazzo, mamma sono nerd?!?


Nerd[1].
Che strana parola.

Ragazzi provate ad andare qui e fate il test.
Iniziate a farlo e poi capirete cosa significa nerd!
Provate è divertente.
Io l'ho fatto e non vi dico il risultato altrimenti vi sparate un colpo.

Fatemi sapere :-)

[1] Nerd su Wikipedia

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