
Adoro i giorni che precedono la partenza: decidere che cosa portare, cosa fare, ogni volta diventa più facile fare a meno di qualcosa in più, scegliere un libro oppure lasciarli tutti a casa, decidere se portare il notebook o lasciarlo sulla scrivania.
Un sms, che mi conferma che il ritrovo è alle 10 in università, una chiamata per il ritrovo alle 9 (Sigh) in aula studio, una telefonata per la solita serata passata in palestra, un fischio per chiedere informazioni sui red-black trees, una telefonata per gli auguri di un nuovo anno ricco di soddisfazioni.
A Varese il tempo non permette di uscire come se fosse una tipica giornata di ferragosto, ognuno è arrivato a modo suo, con un’aspettativa diversa ma tutti volevamo la stessa cosa, il nuovo anno.
Ero in strada alle 12:00 quando ricevetti gli auguri dalla mia radiolina da un tizio che si trovava su un monte di 2000 metri. Mentre camminavo nella nebbia o quando affondavo i piedi nel cumulo bianco pensavo all’influenza della neve su di noi. Alcuni si lamentano un pò troppo spesso del maltempo. Vivendo la sensazione del momento ho pensato anch’io che, se il tempo fosse stato migliore, tutto sarebbe stato più facile e più bello. Ma il nuovo anno è arrivato, con la neve o meno, è arrivato e anche da un tempo non troppo sorridente bisogna saper trarre dei vantaggi.
E' arrivata quindi anche l'ora di partire, già di partire e di viaggiare seriamente. Il cammino è lungo, siamo solo all'inizio: la strada è articolata, fatta anche di pioggia e di vento! Altrimenti potevamo andare a camminare sul tapis roulant.... Viaggiare a piedi in inverno con il maltempo è quindi una splendida occasione per farsi delle domande e cercare le risposte. Per esempio su quanto ci sentiamo indifesi quando abbandoniamo le nostre piccole certezze quotidiane (casa-macchina-lavoro-telefono) per un mondo che, seppur dietro l’angolo, queste certezze non può offrirle.
Ma questo non ci ha tolto la voglia di divertirci e di vivere ogni momento (o quasi) intensamente. Non tutti sono ancora pronti per essere liberi o per provare ad esserlo e hanno bisogno di cose, che sono a volte oggetti (il cellulare per chiamare la mamma tutti i giorni) e a volte situazioni (stare davanti e arrivare primi).
Nonostante tutto, l'anno nuovo è arrivato, abbiamo superato il 2005 e naturalmente il grande viaggio inizia. Chissà dove ci porterà, quest'anno, la testa, il cuore e cosa ci porterà la befana.
Ringrazio tutti gli amici che mi hanno sopportato, che mi hanno aiutato, che mi confortano, che mi fanno sorridere, che mi fanno divertire.
Ringrazio altresì le persone che mi fanno incazzare, che mi stanno addosso, che pretendono tutto ma non danno niente in cambio, i menefreghisti, i presuntuosi: mi fanno più forte.
Ringrazio infine tutti coloro che amano viaggiare e coloro i quali viaggeranno con me in questo nuovo anno chiamato 2006.
Buon viaggio a tutti
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